venerdì 28 febbraio 2014

Muffins SENZA and COOK DIFFERENT!





È normale vedere delle persone con gli occhiali.
Se non ci vedono bene è normale che li portino.
Così come è normale, vedere qualcuno con l'apparecchio ai denti, con le stampelle, col tutore…
Poi ci sono persone che hanno problemi che non si vedono.
Almeno non fino a quando non ci vai a mangiare.
E lì scopri un mondo che non avevi mai immaginato.
C'è chi come me è celiaco, ma c'è chi è intollerante al latte, chi è diabetico, chi allergico a questo o a quell'altro.
Spesso però non sembra normale cucinare per persone che hanno dei problemi con il cibo e io ne so qualche cosa, per esperienza personale.
Poi ci sono persone come Patty e come Pamirilla che invece sono persone sensibili e che si occupano in un modo o nell'altro di persone come noi.
Nessuno si sognerebbe mai di togliere gli occhiali a chi non vede, né le stampelle a chi non riesce a camminare. Siamo tutti d'accordo nell'abbattere le barriere architettoniche così che i paraplegici possano essere autonomi. E sarebbe segno di grande civiltà imparare a cucinare in maniera diversa affinché chi ha problemi con il cibo possa avere una vita sociale normale.
Così il mio motto adesso è COOK DIFFERENT, tanto è buono per tutti!





Questi muffins nascono proprio per il contest di Patty È buono, È senza, in collaborazione con Cose dell'altro pane.
Ho voluto farli senza glutine (e questa non è una novità) e senza zucchero (raffinato, che fa male a tutti!) e ho voluto sostituire il burro con l'olio d'oliva che è un grasso salutare e se si sostituisce anche il latte, con quello di riso o di mandorle, diventa anche adatto agli intolleranti ai latticini. Al posto del lievito, a cui tanti sono allergici, ho usato il bicarbonato e per aromatizzarli usate quello che più vi aggrada, soprattutto ciò a cui non siete allergici o intolleranti. Io li ho "conditi" con gocce di cioccolato per il pargolo n. 3, perché se c'è il cioccolato mangia qualsiasi cosa, e per me con l'uvetta perché preferisco il dolce della frutta. Ma sono sostituibili con qualsiasi cosa vogliate.
Infine ho spolverizzato con zucchero a velo (ma fate attenzione che sia consentito ai celiaci), ma solo per estetica, perché non inficia né migliora il sapore dei nostri muffins.










Muffins SENZA … ma buonissimi
per 12 tortine
180 g di farina così divisi: 90 g farina di riso sottilissima, 45 g farina di grano saraceno, 45 g farina di tapioca
130 g di sciroppo di mele
20 sciroppo di miglio
85 ml di olio extra vergine d'oliva con un sapore neutro come quello genovese
125 ml di latte parzialmente scremato (sostituibile con latte di mandorle non zuccherato)
2 uova codice 0 (cioè bio)
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
gocce di cioccolato, uvetta o altra frutta a scelta a piacere

L'esecuzione è di una semplicità spaventosa.
Dovete mettere tutti gli ingredienti insieme e mescolarli fino a quando non saranno ben amalgamati fra di loro (ci vorranno al massimo 2 minuti).
Quindi mettete i pirottini dentro lo stampo da muffins e con l'aiuto dello strumento per fare le palline di gelato, mettete un cucchiaio e mezzo in ogni pirottino.
Decorate con ciò che più vi piace, goccino di cioccolato, cranberries, uvetta bionda, o qualsiasi frutta tagliata a cubetti.
Infornate in forno già preriscaldato a 180°C per 15/20 minuti in forno statico (il mio è ventilato e 15 minuti sono stati sufficienti). La prova stecchino è quella che vi dirà se è i muffins sono cotti.






Suggerimenti:
- la farina di tapioca dona particolare morbidezza agli impasti, ma, fra i cereali, è quello che presenta più amido e quindi maggiori calorie;
- viene però bilanciato dal grano saraceno che è ricco di proteine vegetali e vitamine gruppo B, e sali minerali come potassio, calcio, rame e magnesio.

Con questa ricetta partecipo al contest di Patty Andante con Gusto È buono, è senza in collaborazione con Cose dell'altro pane





e al 100% Gluten Free (Fri)Day


Muffins "WITHOUT" … but yummy
for 12 cupcakes
180 g of flour so divided : 90 g thin rice flour, 45 gbuckwheat flour , 45 g tapioca flour
130 ml of apple syrup
20 ml mile syrup
85 ml of extra virgin olive oil with a neutral taste like the Genoese
125 ml milk (can be replaced with unsweetened almond milk )
2 eggs code 0 ( ie bio)
1 teaspoon of baking soda
chocolate chips , raisins or whatever you like

The execution is really simple.
You have to put all the ingredients together and mix until they are well blended (almost 2 minutes).
Then put the cups in the muffin mold and fill them for 2/3 .
Decorate with what you like, drops of chocolate, cranberries , raisins blonde , or any fruit cut into cubes.
Bake in preheated oven at 180 ° C for 15 /20 minutes. The toothpick test is the one that will tell you if the muffins are ready.





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A presto
Stefania Oliveri

21 commenti:

  1. Hanno davvero un ottimo aspetto!!! sai che anch'io per un periodo ho sofferto di intolleranze a un sacco di ingredienti...poi dopo un anno e mezzo di dieta ferrea ho iniziato a reintegrarne alcuni...capisco la sensazione di non poter mangiare tutto quello che vogliamo ma trovo che sia anche molto stimolante provare a fare cose diverse...e poi diciamocelo, non è che il glutine faccia poi così bene quindi ben vengano queste ricette...senza!!! :-) un bacione

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  2. Quanto mi piace cucinare in questo modo. Penso che i senza facciano bene un pò a tutti. E adoro chi utilizza farina alternative anzichè i preparati per celiaci...ci hanno scritto dei libri con ricette dolci semplicemente sostituendo con dei preparati fatti non so con cosa invece è bene far conoscere farine diverse. Brava Stefy vedo che anche con una spalla e mezzo te la cavi benissimo. Bacio.

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  3. strepitosi davvero mia cara! Un abbraccio

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  4. caspita! così belli e così "senza", da provare di sicuro, è una vera sfida questo contest ma ci sei riucita benissimo! :-)
    ciao

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  5. Bellissimo l'intro del tuo post. Grande esempio di sensibilità e attenzione al prossimo :) Questi muffins hanno un aspetto invitantissimo :) Felice giornata !

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  6. Ciao Stefania, ti seguo ormai da qualche anno con piacere, dato che le tue ricette sono sempre state un ottimo spunto, nonostante il tuo modo un po' drastico di vivere la celiachia. Capisco che ognuno abbia esperienze diverse, legate sicuramente all'ambiente che lo circonda. Sicuramente il supporto (o meno) di amici e parenti può fare la differenza.

    Trovo però che in questo ultimo periodo tu stia parlando della celiachia in modo insopportabile, mettendola a confronto con malattie ben più gravi. Trovo già esagerato parlare assieme di celiachia e diabete, ma paragonare la celiachia all’uso di tutori/stampelle? Speravo di aver capito male, che tu intendessi le stampelle che una persona può portare dopo una storta o una frattura. Ma quando qualche riga dopo ho letto "Nessuno si sognerebbe mai di togliere gli occhiali a chi non vede, né le stampelle a chi non riesce a camminare. Siamo tutti d'accordo nell'abbattere le barriere architettoniche così che i paraplegici possano essere autonomi." sono rimasta senza parole.

    Trovo questo post tanto esagerato quanto offensivo per chi affronta tutti i giorni la vita con problemi veramente gravi, e che deve davvero combattere contro l’ignoranza e la superficialità. Una buona lettura per rimettere le cose in prospettiva è sicuramente il libro di Alex Zanardi, un esempio positivo per tutti.

    Quindi, grazie per le ricette che hai condiviso finora, e complimenti davvero perché sei sicuramente un’ottima cuoca, ma (per quel che vale) non ti seguirò più.

    Ciao
    Gaia

    PS: sono celiaca anche io (e porto pure gli occhiali). Sono sicuramente circondata da amici, colleghi e familiari attenti, ma sono costretta come tutti a portarmi in giro le scorte alimentari come Cip e Ciop, soprattutto quando viaggio per lavoro. Mi è capitato di stare male dopo aver mangiato fuori, e mi succede spessissimo di dover lottare con i camerieri per far loro capire cosa posso o non posso mangiare. Però altrettanto spesso trovo persone cortesi ed attente ai miei bisogni, e di sicuro mai e poi mai mi sognerei di considerare la celiachia come un’invalidità o una malattia che limita le mie possibilità di uscire o di viaggiare.

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    Risposte
    1. Mi dispiace che tu abbia preso male le mie parole e che tu pensi che io abbia mancato di rispetto a certe categorie di persone, cosa che era lontano mille miglia dalla mia volontà.
      Io non mi paragono proprio a nessuno e non penso che la celiachia sia più grave di altre malattie. Non mi rischierei mai di fare delle classifiche delle malattie. In ogni caso, anche se uno è temporaneamente infortunato, e porta le stampelle, neanche in quel caso mi sognerei mai di togliergliele. Così, come non mi sognerei di togliere gli occhiali ad un ipermetrope perché ci vede meglio di un miope o viceversa… Forse ti sarà sembrato esagerato, ma certe barriere si devono abbattere anche se ci sono cose più gravi. Vogliamo parlare della grave crisi economica che sta attraversando l'Italia e non solo? Ma ognuno deve combattere le proprie battaglie...
      Penso che ogni problema sia un problema per chi lo vive e se pensi che un bambino di dodici anni, che si affaccia all'adolescenza e non riesce a combattere da solo l'indifferenza dei compagni nei confronti del suo piccolo problema di celiachia, e spesso la cattiveria di alcuni di loro, tanto da preferire rimanere a casa, piuttosto che andare a mangiare fuori con gli amici che lo prendono in giro o che gli dicono che non può mangiare come loro, ti assicuro, che per quel dodicenne è il problema più grande del mondo, anche se la sua mamma ha cercato di fargli capire che la soluzione al suo problema c'è, mentre ci sono problemi che soluzioni non ne hanno…

      In ogni caso rispetto la tua opinione, anche se, cordialmente dissento.

      Spero che almeno leggerai la mia risposta.

      Stefania

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    2. Ti ringrazio innanzitutto per la tua risposta, e sono contenta di aver chiarito il nostro pensiero.
      Certamente quando si parla di bambini (e forse ancor più, di adolescenti) il problema assume aspetti diversi. In ogni caso, penso sia importante trasmettere il messaggio (come tu fai) che la celiachia è un piccolo problema, che è affrontabile con un sorriso sulle labbra, perché sull'ignoranza del nostro prossimo possiamo purtroppo fare ben poco. I blog come il tuo sono sicuramente preziosi per condividere una diversa e più consapevole cultura del cibo. Resta implicito che sei davvero un'ottima cuoca!

      Grazie e a presto,
      Gaia

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  8. Pensare differente e cucinare differente aiuta la salute, soprattutto se fatto con amore e conoscenza.
    Poi di ricette di muffins non ce n'è mai abbastanza.
    Sorrisi per te :-D

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  9. Innanzi tutto attenzione a parlare di celiachia e diabete senza buona cognizione di causa.
    La celiachia, ahimé, si associa troppo spesso ad altre malattie autoimmuni come il diabete o altre che sono particolarmente insidiose, perché il problema sta nell'esagerata reazione del sistema immunitario.
    In secondo luogo credo che barriera culturale sull'alimentazione sia estremamente difficile da scalfire e non é il caso di fare graduatorie delle invaliditá.
    Stefania si affianca alle problematiche di chi ha problemi gravi e chiede semplicemente di considerare anche le necessitá di chi deve porre attenzione a ció che si mangia. Non ci trovo nulla di scandaloso, il cibo é veicolo di tante cose: salute, socialitá, cultura e non solo piacere edonistico ed é una parte molto importante delle nostra vita.
    Certo che la celiachia é gestibile, certo che non é invalidante ma é anche subdola e puó fare dei bei danni e non sto per pudore a raccontare come mi ha sconvolto un po' la vita...

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  10. ricetta spettacolare,perfetta per tutti celiaci e non ..che dire bravissima come sempre <3
    ps fregatene :* :*

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  11. È grazie anche a te e a tanti altri bei blog che la celiachia fa meno paura!
    a chi ne soffre e a chi lo circonda!
    vai avanti così!

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  12. quoto con Simonetta.
    i muffins...senza tanto ma con tanto gusto!

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  13. che popolo si musicisti,sempre pronti a dare fiato alle trombe!!!
    aspetta che lo provo uno di questi bocconcini eppoi disquisiamo..

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  14. è evidente che essere celiaci non è comparabile con avere menomazioni ben più gravi. almeno per me lo è.
    il discorso che voleva fare stefania, credo foss un altro, ovvero che sì, è vero, adesso si trovano tanti prodotti, ma la strada da percorrere è ancora molta e in salita, finché non cambia la testa delle persone e finché l'accoglienza anche di chi ha problemi alimentari non diventerà semplicemente una buona abitudine
    stefi, i tuoi muffin sono superlativi. come la determinazione e la costanza che hai nel portare avanti la tua "battaglia" per la diffusione della cucina senza glutine
    grazie!

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  15. Muffins squisiti che non sembrano essere SENZA..... Buon we
    Ila

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  16. Secondo me c'è stato un problema di comprensione nato dal virtuale...che spesso può creare di questi problemi. Ma il confronto è sempre utile e lascia degli spunti di riflessione...un abbraccio cri

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  17. e cosa posso dirt iche mi immedesimo non solo per la celiachia ma anche per innumerevoli allergie alimentari dove ancora è un mistero per tanti cucinare per me ( per noi ) e dove ancora almeno nella mia città non si è attrezzati ( oppure avere come in questo caso per me un mestire tra le mani e non avere più finanziamenti per poter avviare un'attività di pizzeria - prodotti da forno alternativi ) ....
    questi muffin sono una favola e delle foto favolose complimenti stefania..
    DIMETIICAVO LA FARINA POLSELLI LA PRENDO ALL'INGROSSO DOVE MI FORNISCO PER LA PIZZERIA

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  18. Sono splendidi e ti ringrazio perché spero che le tue parole sensibilizzino sull'argomento visto che sull'argomento tu hai fatto ragione di vita. Una ricetta molto bella che inserisco al momento fra i dolci della colazione perché tu non mi hai indicato diversamente, e ti mando un abbraccio grandissimo ringraziandoti per aver partecipato. A presto mia cara.

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