sabato 31 dicembre 2011

Torta al ciocco e ai marroni, inaspettatamente buona come spero sia l'annno nuovo!


Come ogni anno non voglio pormi nessun buon proposito da realizzare per l'anno che entra, anche perché ogni buon proposito che si rispetti non viene mai mantenuto... Anche perché avrei una lista lunghissima di buoni propositi...
1. vorrei dimagrire, e invece ingrasso,
2. vorrei ringiovanire (senza interventi estetici, che mi impauriscono) e invece invecchio,
3. vorrei arricchire e impoverisco,
4. vorrei un lavoro ben retribuito e invece ne ho uno mal pagato (ma ringrazio Dio di averlo ancora!)
5. vorrei poter mangiare tutto e adesso anche mio figlio non può mangiare una marea di cose...
6. vorrei poter essere elastica e invece mi irrigidisco
7. vorrei riposare e invece fatico sempre di più,
8. vorrei divertirmi, ma trovo più motivi per piangere,
9. vorrei realizzare la metà dei miei sogni e invece scopro che si realizzano spesso solo i miei incubi,
10. vorrei essere più cattiva e invece mi rammollisco!
11. vorrei un miracolo, anche solo per mio figlio...

Un bacio e buon anno e che si realizzino tante belle e buone cose anche se non le aspettate...
così come questa torta lo è stato per me!



Torta al cioccolato e purea di marroni (da Torte al cioccolato, Scuola di pasticceria 2, pag. 45 e, neanche a dirlo da me modificata, io vi metto solo le mie modifiche)
Ingredienti per 8 persone:
150 gr di burro
2 cucchiai di fecola
200 gr di cioccolato fondente
50 gr. di cioccolato bianco
200 gr di crema di castagne
50 gr di zucchero semolato
2 uova codice 0 o 1 (cioè bio o allevate a terra all'aria aperta)
Spezzettate entrambi i cioccolati e in una ciotola mettere anche il burro e fate sciogliere il tutto al microonde a 450° per 2 minuti circa (o mettete a bagnomaria). Aspettate che il cioccolato si raffreddi un po' (pochi minuti) e aggiungete la crema di marroni al composto (giusto per evitare che con la crema fredda il cioccolato si rapprenda). Unite quindi lo zucchero e la fecola e mescolate energicamente. Nel frattempo montate gli albumi a neve e poi aggiungete i tuorli al composto, amalgamandoli bene. A questo punto aggiungete un po' di albumi montati e ammorbidite il composto (anche se risulterà sempre piuttosto omogeneo), quindi aggiungete il resto mescolando dal basso verso l'alto per non smontare gli albumi. Versate l'impasto nella tortiera (se cucinate per un celiacco mettete la carta forno così eviterete ogni inutile contaminazione), altrimenti imburrata e infarinata (sempre con fecola!) e mettete in forno già caldo e statico a 160° per 40 minuti circa. Se invece avete un forno ventilato come me, abbassate a 140° e cuocete per circa 45 minuti. Fate raffreddare e poi servite o spolverizzata di zucchero a velo (come ho fatto io) oppure di cacao amaro in polvere. L'ideale sarebbe mettere anche dei marrons glacès per decorare, ma io non li avevo (cerco di non tenerli a casa perché altrimenti riesco a mangiarli tutti in un un'ora).
Piccoli suggerimenti senza glutine:
fate attenzione alla fecola che comprate, perché non deve essere prodotta in stabilimenti dove ci ssono anche altre farine, altrimenti è contaminata,
fate attenzione anche al cioccolato (sia bianco che fondente), allo zucchero a velo (che spesso è addizionato con farina), al cacao e alla crema di marroni... ahimè pure essendo tutto naturalmente senza glutine, possono contenere delle contaminazioni che sono dannosissime per i celiaci.
La torta è strepitosa e stavolta non l'hanno detto solo i miei pargoli...
Buonissimo anno e ancora di più!
A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 28 dicembre 2011

Tangerine curd o curd al mandarino? Madaleines o muffins?


Adoro massacrarmi! E cosa meglio delle feste di natale? La maratona che mi vede impegnata per tre giorni di seguito a vario titolo... E così comincio a cucinare almeno una settimana prima... Prima di tutto i regali, che sono gastronomici, e sapete quanti parenti ed amici ho? Secondo la cassata è d'obbligo e quindi ne devo preparare almeno due, una per il 24 sera, l'altra per il 25. E poi c'è il mio solito tè del 26 e quest'anno è stato un tripudio... ho rasentato l'ecatombe! Sì, perché se ogni anno la mia casa è aperta ai parenti (tutti) e agli amici più intimi, quest'anno avevo deciso di tenerlo low profile (mica siamo in crisi per niente). E poi due amici si sono auto invitati “passo a salutarti, visto che è il tuo onomastico...” E i due amici piano piano sono diventati 4 e poi 8 e poi 12 e poi 16 e poi... ho smesso di contarli! Tanto che, arrivato ad un certo punto ho pure pensato che i soli 5 dolci preparati da me (di cui uno dietetico), oltre tre liquori e il tè (con una selezione di 10 gusti diversi) e, più altri 5 dolci, che, a differenza degli altri anni, ho comprato (il classico panettone e pandoro, più alcuni dolci della tradizione), oltre ad una varietà di patatine da far rabbrividire anche i non salutisti, e frutta secca da bastare al fabbisogno annuo di tutti gli ospiti, potessero non bastare... e invece sono bastati... Solo che alle 23,30 qualcuno aveva ancora fame, e quindi siamo andati a prendere le pizze!



Ieri poi è continuato il feroce divertimento! Giornata di intense pulizie! Pulito e riposato 48 tazze da te, con piattini, cucchiaini, zuccheriere e teiere, alzatine, vassoi, ciotole e ammennicoli vari, piatti e bicchieri, forchette e coltelli. Pulito divani (sopra, sotto, dentro) e pavimenti da una quantità spaventosa di gusci di frutta secca, che, ad un certo punto, ho pure pensato che vivessero di vita propria riproducendosi su due piedi proprio lì davanti ai miei occhi. Ho buttato 5 sacchi di spazzatura (oggi solo indifferenziato) e in questi giorni si smaltisce il resto. Cercato un cucchiaino d'argento per mare e per terra, oltre che per spazzatura, del quale non si hanno più tracce, pulito l'argenteria, riposato tutto. E ora si ricomincia per capodanno...Ma quanto mi sono divertita, ma quanto mi sono riposata! Ma l'anno prossimo mi faccio del male... ho deciso di partire!


Ora siccome avevo dei mandarini biologici del mio pusher di fiducia, avevo deciso di sperimentare (come se non bastasse) anche il tangerine curd. Se solo avessi ricordato che Alessandra raravis l'aveva già fatto! Invece sperimento e mantengo le proporzioni dello zucchero come per il lemon curd... Mai decisione fu più infelice. Il curd è venuto troppo dolce, buono, ma troppo dolce. Cosa fare per rimediare? Mi rivolgo agli amici di blog e alle (st)renne e (st)rennine e l'aiuto arriva immediato Greta mi da dei link favolosi e io ne scelgo uno, questo, poi faccio le mi conversioni gluten free ed ecco cosa mi viene fuori... Insomma una delizia! E siccome in ogni caso mi era abbondato del curd al mandarino, perché non metterlo a tavola e far decidere agli ospiti se è troppo dolce? Insomma, l'hanno spalmato su tutto, e non è rimasto nemmeno un bicchierino... forse è piaciuto! :D




Tangerine curd (ovverosia curd al mandarino, mia versione, ma la prossima volta diminuisco un po' la quantità di zucchero)

Ingredienti:
Il succo e la scorza grattugiata di 4 mandarini grandi bio
2 tuorli e 2 uova intere codice 0
1 cucchiaio di maizena
200 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.

Io l'ho fatta con il Bimby, in questa maniera: ho lavato ben bene i mandarini e ho grattugiato la scorza evitando la parte bianca. Ho versato tutti gli altri ingredienti insieme, l'olio, le uova e il succo dei mandarini (filtrato) e lo zucchero nel Bimby. E poi l'ho fatto cuocere per 7 minuti, velocità 3 ad temperatura 80. E il gioco è fatto. Se volete raddoppiare le dosi, come ho fatto io, aumentate anche il tempo di cottura di quasi il doppio.
Quando è ancora caldo l'ho invaso in barattoli sterilizzati in lavastoviglie e poi li tappo e li capovolgo su sé stessi. Questo crea il sottovuoto così che il curd si può conservare fino ad un mese, dentro al frigo. Una volta aperto si deve consumare preferibilmente entro 3, 4 giorni.
Suggerimenti:
Come vi dicevo 200 gr. di zucchero sono risultati eccessivi (secondo me) per cui diminuite almeno a 150 gr lo zucchero, soprattutto se i mandarini sono dolci, altrimenti andate a vedere la ricetta di Alessandra.
Inoltre io non ho messo tutta la scorza, ma secondo me potevo anche aggiungerla tutta e il risultato non sarebbe cambiato.



Passiamo ora ai muffins. In realtà nascono come madaleines e quindi la spiegazione dà ampio spazio alla tecnica per far venire la tipica gobbetta. Io ho scelto di variare la forma solo perché non ho abbastanza formine per fare tutte le madaleines che ne vengono con questa dose, così ho deciso di trasformarli in muffins con la gobbetta. Ora vi do gli ingredienti e poi vi spiego come farli gobbi!
Ingredienti
3uova
150 g di zucchero io 130 (visto che il mio curd era piuttosto dolce)
5 cucchiai di latte
100 gr di burro fuso,
3 cucchiai da minestra di curd al mandarino
200 gr di farina (io 135 farina di riso sottilissima, 45 di maizena e 20 farina di tapioca)
1 cucchiaino di lievito
Mescolare in una ciotola lo zucchero, le uova fino a quando il composto sbianca. Ovviamente con un robot tutto è molto più veloce e semplice. Quindi diluire la preparazione precedente con 3 cucchiai di latte. Rapidamente incorporare il burro ammorbidito (io lo sciolgo al microonde) e soprattutto non caldo e il curd al mandarino. In una ciotola unire le farine e il lievito in polvere e setacciare sul composto. Mescolare e aggiungere il latte rimanente. A questo punto si deve far riposare in frigo per almeno mezz'ora. Trascorso questo tempo trasferire nei pirottini e mettere in forno caldo a 250 ° e ventilato per 6 minuti. Non spaventatevi, questo serve per far venire la gobbetta! Quindi abbassare il forno a 150° e cuocere per altri 5 minuti, cioè tempo di cottura totale 11 minuti. State attenti che in cottura i dolcetti non prendano troppo colore, quindi state davanti al forno a controllare. A me sono venuti così, che ve ne pare?




Suggerimenti:
I muffins sono buonissimi e rimangono morbidi per molti giorni conservandoli in una scatola.
Potete servirli spolverizzati di zucchero a velo oppure con un velo di curd al mandarino, o di marmellata o inzuppandoli (come si fa da noi e in Francia) in un buon tè o latte.
Infine i consigli per cucinare per i celiaci:
le farine che vi consiglio devono sempre riportare sulla confezione che non contengono tracce di glutine, perché se prodotte in stabilimenti dove ci sono anche cereali col glutine, non sono adatte ai celiaci. Ricordo, a chi ancora non lo sapesse, che la celiachia è una malattia e non una moda. Stiamo molto male anche con la contaminazione e ne derivano conseguenze molto gravi a lungo termine. Ricordo ancora che non è una condizione di vita che abbiamo scelto, ma che subiamo noi stessi.
Queste note sono, purtroppo, ancora necessarie visto gli ultimi articoli apparsi recentemente su riviste accreditate o in articoli come questi.
A presto
Stefania Oliveri


sabato 24 dicembre 2011

Vademecum per una cena ... speciale!

Foto dal web

Vademecum per invitare un celiaco a cena (soprattutto a natale) e non farlo sentire una minoranza svantaggiata!
Uno dei segreti per fare una cena dove è presente anche un celiaco è quello di decidere un menù tutto o quasi NATURALMENTE privo di glutine! Lo so che vi sembrerà un segreto ridicolo, ma vi assicuro (da celiaca) che è la cosa che vedo meno realizzata. Tutti si alambiccano il cervello per farti mangiare (ok, non tutti, ma molti,... ok non molti, alcuni), ma commettono l'enorme errore di voler tradurre i piatti glutinosi in piatti sglutinati! Ora, vi assicuro che la cosa risulta difficile persino a me che sono celiaca da ben 14 anni! Allora cosa fare? Un menù ad hoc! Ecco alcuni piccoli suggerimenti:
Antipasti:
Se volete offrire bignè ripieni, tartine, verdura in pastella, fatelo pure, ma decidete altrettanto di non far mangiare i vostri amici celiaci. Se invece decidete di farli mangiare basteranno anche delle cruditè e il gioco sarà fatto e la linea ne gioverà anche! Via anche con una serie di mousse in bicchierini, oppure formaggi e salumi (garantiti) e tutti potranno mangiare tutto.
Primi:
optate per riso o polenta, i cibi più comuni, ma anche quinoa, grano saraceno, miglio decorticato e amaranto andranno bene! Non stressatevi facendo la pasta e mettendo una pentola a parte per il vostro amico celiaco, vi confonderete e potreste contaminare facilmente il cibo senza glutine provocando guai al vostro ospite.
Secondi:
Sui secondi c'è una scelta infinita. Il celiaco può mangiarli tutti... ovviamente scegliete delle preparazioni che non contengano addensamenti con farina (usate la fecola caso mai), panature e fasciature in pasta sfoglia e simili. Sicuramente il filetto alle Wellington che fate voi è il migliore sulla piazza, ma se avete un celiaco a cena non potete optare per un altro secondo? Anche perché veder mangiare il filetto alla Wellington mentre il povero celiaco mangia la fettina di carne arrosto, vi assicuro che non è il massimo delle aspirazioni... a casa mangiamo anche noi e non andiamo alle feste per essere nutriti...
Contorni:
anche qui vale la regola dei secondi e possiamo mangiare anche le patate... magari non annaffiatele con ettolitri di bechamelle...
Dolci:
ok, qui son le note dolenti, perché si pensa che tutti i dolci contengano farina. Sbagliato! Le mousse e le gelatine (almeno che non sia presente uno strato di pandispagna) non contengono naturalmente glutine e comunque se una torta volete proprio fare perché non optare per una buona caprese?
In ogni caso nessun celiaco si offenderà se non potrà assaggiare tutto, ma ci resterà malissimo se non potrà assaggiare niente e peggio se gli direte di portarsi dietro qualcosa...
Meditate gente, meditate!
Buon natale!

Stefania Oliveri

venerdì 23 dicembre 2011

Auguri al mio amico speciale e anche a tutti voi con i cupcakes al cioccolato e amarene di Nigella

Penultimo giorno di scuola, pomeriggio scrutini. Decido di fare un regalo ai miei colleghi e al preside per dimostrargli la mia stima e il mio affetto. Porto i cupcakes di Nigella... naturalmente mai fatti... ma se mi stimano un po' anche loro e soprattutto se hanno un po' di affetto anche loro per me, apprezzeranno il gesto anche se non saranno buoni... o no?
La sera prima preparo i cupcakes. L'indomani all'ora di pranzo preparo la glassa... impiego più tempo del previsto e arrivo con 5 minuti di ritardo al consiglio di classe. Ho un'ansia terribile, odio arrivare in ritardo, anche se sono sempre sul filo del rasoio. Busso ed entro trafelata e mi scuso... però stavolta ho un buon motivo, almeno spero...

Il motivo era stra buono e tutti mi hanno chiesto la ricetta. Ed eccola qui!


Infine, ma non ultimo, voglio dedicare questi dolcetti al mio amico lontano che oggi compie gli anni... Un "mondo" di auguri doppi... anche se preferirei farti solo "4 km" di auguri doppi!


Cupcakes al cioccolato e amarene da Delizie divine, p. 196
Per i cupcakes:
300 gr di marmellata di amarene
100 gr di cioccolato 4 uova
125 gr di burro morbido
150 di zucchero semolato (io 120)
100 gr di cioccolato fondente spezzettato o in gocce
2 uova grandi sbattute
150 gr di farina (io così composta: 100 gr di farina di riso super sottile, tipo amido, 35 gr. di maizena e 15 di farina di tapioca, si trova da Naturasì facilmente)
1 cucchiaino di lievito per dolci (Pane degli Angeli, consentita)
un pizzico di sale
Per la glassa
100 ml di panna fresca
100 gr di cioccolato fondente
42 ciliegie sciroppate
Essendo una ricetta della mia beniamina è facilissima! In una pentola sul fornello bisogna far sciogliere il burro, senza farlo friggere. Quando è quasi completamente sciolto, spegnere il fuoco e aggiungere il cioccolato e mescolare, volendo anche con un cucchiaio di legno, finché non si saranno ben amalgamati insieme. A questo punto unire la marmellata, lo zucchero, il sale e le uova. Quando è tutto ben liscio, aggiungere la farina. Se dovessero formarsi dei grumi, potete usare delle fruste elettriche per mescolare rapidamente ed eliminarli.
Versare nei pirottini (a me ne sono venuti 42 ma erano mini muffins)e mettere in forno già caldo a 180° se statico, a 160° se ventilato e cuocere per ccirca 20 minuti.
Lasciare raffredddare i cupcakes prima di decorarli.
Preparare la glassa
Spezzettare il cioccolato e unire alla panna riscaldata in un pentolino. Mescolare con delle fruste per montarla leggermente. Glassare i cupcakes e decorare con un'amarena sciroppata.







Suggerimenti:
- il mix di farine naturalmente senza glutine come quelle che ho usato io, prevede 6 parti di farina di riso, 2 di fecola e una di farina di tapioca, ma controllate sempre che le farine non siano confezzionate in stabilimenti dove vengono trattate anche farine col glutine;
- anche il lievito può essere a rischio, quindi se non avete il Pane degli Angeli, potete fare voi il lievito mescolando 2 parti di bicarbonato e una di cremor tartaro (8 gr dell'uno e 4 dell'altro);
- anche il cioccolato, ahimè può contenre tracce di glutine, quindi state attenti agli ingredienti riportati sulla confezione;
- se volete potete dimezzare le amarene, tagliandole a metà;
- io ho diminuito un po' lo zucchero perché la marmellata che ho usato è zuccherata, mentre quella che usa Nigella, è poco zuccherata...
Io ho optato per mini cupcakes, ma nulla toglie di variare la dimensione a vostro piacimento.

E dopo questa complicatissima ricetta, vi lascio con i migliori auguri di passare un sereno natale pieno di ogni ricchezza interiore, che come afferma la mia amica Muscaria, ancora quella non l'hanno tassata... e speriamo che non lo scoprano mai! ;)
Un bacio e a presto
Stefania Oliveri

mercoledì 21 dicembre 2011

"Chi trova un amico, trova un tesoro" e io sono ricchissima! Torta al limone e mandorle di Nigella

Dopo una sonora arrabbiatura di ieri, perché si è parlato di corda in casa dell'impiccato, oggi sono stata riscattata del tutto. Perché gli amici si scelgono e devo dire che io li ho scelti veramente bene! Ne ho tanti e tutti molto speciali, amici vicini e amici lontani, che mi pensano e mi coccolano nei momenti bui e nei momenti allegri, che mi cercano e mi sopportano nei momenti sì e in quelli no, in poche parole, che mi vogliono bene così come sono con i miei mille difetti e i miei pochi pregi (ancora dobbiamo scoprire quali siano, ma da qualche parte, qualcuno ci sarà pure, no?). Ma ciò che mi stupisce sempre, e sempre di più, è l'amicizia virtuale, che spesso è molto più pratica e tangibile di quella reale. Non vi faccio qui il lunghissimo elenco delle persone che ho conosciuto tramite questo blog e che mi hanno sempre supportato e sopportato, prime fra tutte le mie adorate (st)Renne (Ale e Dani, Annalù e Fabio, EliFla e Mapi) e le altrentanto adorate (st)Rennine (Eleonora, Ema, Giulia, Greta, Loredana, Mai, Simonetta e Stefania), ma anche tantissime di voi, tutte quelle che sono anche entrate nel vortice del gluten free, non soltanto partecipando al mio contest, ma soprattutto sposando un modo di pensare di cucinare alternativo adatto anche ai celiaci. Non ultima oggi, Eleonora. Lei mi ha fatto riappacificare con il mondo, con quel mondo che dimostra un'insensibilità sconcertante soprattutto nei confronti dei cuccioli celiaci... A lei voglio dedicare questo post, ma anche a Stefania che da quando la conosco ha modificato il suo modo di cucinare e ogni settimana mi fa assaggiare le sue prelibatezze gluten free e a tutte le amiche blogger siciliane che pur di avermi alle loro riunioni si sono cimentate in prelibatezze senza glutine e soprattutto si sono sottoposte allo stress di evitare qualsiasi contaminazione...


Oggi, più che mai, ho capito cosa significa il detto "chi trova un amico, trova un tesoro"... e nonostante la crisi, io sono ricchissima!
Per questo voglio festeggiare con una torta buonissima della grande Nigella, da me trasformata in gluten free, con un ottimo lemon curd all'olio di Alessandra (raravis)




Torta soffice al limone e alle mandorle di Nigella Lawson da Delizie Divine (p. 12)
225 gr di burro ammorbidito
225 gr di zucchero semolato
4 uova grandi
50 gr di farina (io di riso sottilissima o fecola)
225 gr di farina di mandorle (o mandorle macinate)
1/2 cucchiaino di essenza di mandorle (io l'ho sostituito un cucchiaino di amaretto, ma secondo me vanno bene anche 2 gocce diessenza mandorle amare)
la scorza grattuggiata e il succo di 2 limoni bio
Innanzitutto bisogna lavorare il burro con lo zucchero finchè questo non diventa benn spumoso. A questo punto si possono incorporare le uova, uno alla volta, unendo un quarto di farina dopo ogni uovo. A questo punto si possono incorporare anche le mandorle, l'essenza di mandorle, la scorza e il succo dei limoni. A questo punto si può versare il composto in una teglia coperta di carta forno. Io ho scelto una teglia in silicone a forma di albero natalizio, visto il periodo (siamo a natale no?) e ho infornato a 160° in forno, già caldo, ventilato per una cinquantina di minuti o a 180° in forno statico. Bisogna stare attenti però alla cottura perché la superficie potrebbe scurirsi, ma la torta potrebbe risultare ancora cruda. Quindi coprite con un foglio di carta argentata fino a cottura, cioè fino a quando lo steccchino infilato dentro la torta non ne uscirà asciutto. Lasciatelo intiepidire per almeno 5 minuti prima si sformarlo e comunque lasciatelo raffreddare su una gratella.
Nigella stessa suggerisce si avvolgerla in una foglio di alluminio e lasciar riposare per due giorni e quindi di condire o con dello zucchero a velo o del "assiette au citron" (gelato semplice del suo libro How to eat). Io invece avevo del lemon curd già pronto quello all'olio di Alessandra e l'ho spalmato sul dolce e infine l'ho spolverizzato con dei pistacchi tagliati a coltello.
Suggerimenti:
- per una versione per intolleranti al lattosio, nella torta basta sostituire il burro con margarina di soia;
- per una versione più light, basta sostituire il burro col mascarpone;
- io ho sostituito la farina 00 usata da Nigella, con la farina di riso sottilissima (tipo amido). La farina di riso più grossolana, o quella fatta in casa usando il bimby, ad esempio, non è indicata per i dolci e cambia totalmente il risultato del dolce. Dovete quindi comprare la farina di riso, ma state attenti perché per i celiaci non sono tutte adatte, quindi devono avere sulla confezione o la dicitura che non contiene tracce di glutine o riportare la spiga sbarrata, altrimenti sarà contaminata e non adatta per i celiaci.



A presto amici



Stefania Oliveri

martedì 20 dicembre 2011

Prima che sia troppo tardi... crema rumena di melanzane su pane di zucca!

E siamo di nuovo a natale... e io non me ne ero resa conto. Se non fosse stata per la tragedia dell'albero di natale, quest'anno non me ne sarei nemmeno accorta.


Innanzi tutto ho lavorato talmente tanto che dalle vacanze estive sono arrivata direttamente a dicembre, senza passare dal via (si vede che ho una certa età, chi gioca ancora a Monopoli?).


Secondo: i miei pargoli mi hanno stressata a tal punto (ma mai una sorpresa? un buon voto, dico solo uno, una buona notizia, un'ubbidienza? Mai?) che nonostante il ricevimento dei genitori, che mi avverte che le vacanze stanno per arrivare, l'arrabbiatura è stata talmente tanta che il mio cervello non ha registrato il clima natalizio...


E anche il mio dolce doppio quest'anno ha avuto la sua bella responsabilità , intanto perché ha lavorato tanto di più, ma con risultati economici tanto inferiori, ergo sindrome conseguente del "NON COMPRARE NIENTE, NON ABBIAMO SOLDI!" e quindi niente uscite per comprare regali (a dire la verità, negli anni passati ci pensavo anche ad agosto ai regali, per non crearmi lo stress da regalo dell'ultimo minuto, poi però non ricordavo cosa c'era dentro ai pacchi e quindi ricompravo tutto tenendomi i regali comprati ad agosto... ma non ditelo a mio marito!)


E infine (diciamo infine) ci si è messa anche la mia vecchiaia (precoce s'intende! colpa assoluta dei pargoli che stanno bruciando tutti i miei neuroni), che mi fa dimenticare tutto... quasi tutto. Ma per fortuna (loro) le malefatte della mia progene le dimentico, altrimenti non riuscirei nell'intento di essere più buona... ma questo accade tutto l'anno e quindi neanche questo mi avverte che è natale!


Arrivati a sabato ho pensato che ancora non avevo fatto la mia solita cena natalizia e così, per rimediare, ho chiamato gli amici più intimi e ho proposto loro di fare una cena a tema... e cosa di meglio di una cena che ti ricorda le vacanze? E così la cena è stata a base di ingredienti rumeni... Per la verità, il tema è stato proposto anche per un altro motivo. I rumeni come aperitivo bevono la grappa e noi ce ne eravamo portati una bella scorta, addirittura fatta da noi. Dalla Romania mi ero portata anche una serie di caccavelle per cucinare certi cibi, e la mia tata mi aveva regalato un bel pezzo di maiale affumicato, prontamente congelato per riproporlo con un clima più adeguato. Solo che il clima più adeguato, qui è arrivato solo ieri e nel frattempo il mio dolce doppio ogni sera si beveva un "goccetto" (dice lui...) di grappa per digerire... Morale della favola la grappa stava finendo e così ho deciso che se anche il clima non mi accompagnava, il momento della cena rumena era arrivato! Inutile precisare che gli amici hanno gradito tantissimo la cena rumena e mi hanno proposto di ripetere a breve... Ma grazie a Dio, io dimentico e così chissà quando lo rifarò!


Inizio quindi con un antipasto rumeno davvero facilissimo, ma da assolutissima "maiala effige". Fra l'altro avendomi chiesto la ricetta più volte in questi tre giorni, non posso che cominciare da questa!


Crema di melanzane su crostini di pane alla zucca


Ingredienti per la crema:

1 melanzana grande lunga e viola (da noi si chiamano "nostrane" - e non "no strane" - nel senso di "delle nostre parti", da differenziarsi con quelle tunisine che sono un viola più chiaro e più tondeggianti)
1 cipolla rossa
qualche cucchiaio di maionese
sale


Lavate la melenzana e mettetela su una piastra già calda intera. Fate cuocere ben da tutte le parti e poi lasciare raffreddare. Tagliate la melanzana in due e prelevae con un cucchiaio la polpa che dovete mettere a scolare, strizzandola un po', fino a quando non perde gran parte dell'acqua. A questo punto con un coltello dovete tagliare la melanzana a tocchetti piuttosto piccoli (ma non tritatela e non frullatela, perché deve venire dalla consistenza un po' granulosa). Quindi tritate pure la cipolla e aggiungetela a crudo insieme alla maionese e aggiustate di sale. That's all!




Una crema da pura libidine!


Per i panini alla zucca ne ho già parlato nel post precedente. In ogni caso potete tostarli 5 minuti in forno.



Adesso i miei suggerimenti:


- so che non è epoca di melanzane e io non le compro, ma questa melanzana risale a quando era il loro tempo. Io l'ho cotta e conservata in freezer... non è geniale? ;)
- la cipolla deve essere rigorosamente cruda;
- la maionese la potete fare voi... io ho usato quella comprata. La maionese potrebbe però contenere glutine, quindi vi suggerisco la Calvè che non ne contiene.


A presto


Stefania Oliveri

lunedì 19 dicembre 2011

Hummus di barbabietola su panini alla zucca, ma il dolce doppio non cucinò!

Oggi è lunedì e toccherebbe alla ricetta del dolce doppio... ma la sua mamma è arrivata in suo aiuto e ieri ci ha inviatato a pranzo e ha cucinato lei. Volete sapere cosa? No, vi faccio morire di invidia... Ok, vi faccio morire di invidia: ha cucinato le arancine!!!! E quindi il dolce doppio non ha preparato niente (pancakes a parte!) e così, oggi, niente ricetta! Quindi fans sfegatate del marito cuoco per un giorno, mettetevi il cuore in pace: dovete aspettare almeno un'altra settimana!

Oggi, invece, vi posto una ricetta meravigliosa, della bravissima Cristina di Vissi d'arte e ... di cucina, che ha vinto il Recipe-tionist di EliFla di questo mese, che scade giorno 20. Questa ricetta mi ha conquista per il colore stupendo, in primis, per la facilità della preparazione, in secundis e, in terzis, perché ho fatto una grande maiale effige con i miei amici!



Semplicemente perfetta!



Hummus di barbabietola dalla meravigliosa Cristina di Vissi d'arte... e di cucina

ingredienti per circa 25 ciotoline (io l'ho spalmata direttamente sui panini...):
200 g di barbabietola cotta
120 g di ceci lessati
mezzo spicchio d'aglio
1 cucchiaio di succo di limone
90 g di jogurt greco
1 cucchiaio di tahina (pasta di sesamo)
mezzo cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaio di olio evo
sale, pepe

Tagliate a pezzi la barbietola e mettetela nel mixer insieme ai ceci, sgocciolati dall'acqua di conservazione e sciacquarti diverse volte, lo spicchio d'aglio, il succo di limone, lo jogurt, la tahina, il cumino in polvere e l'olio d'oliva. Salate, pepate e frullate. Una parte io l'ho fatta omettendo l'aglio perché presenti tre personi intolleranti. Ho poi spalmato questa cremina sul pane alla zucca. Per il pane, guardate questo post e sostituite gli spinaci con una quantità simile di zucca cotta al forno senza nessuna aggiunta. Altrimenti prendete del pane normale e abbrustolitelo un po' in forno fino a farlo diventare croccante.

Suggerimenti:



- tutti gli ingredienti sono senza glutine, ma se volete offrirel questo hummus ad un celiaco, ricordatevi di prendere del pane apposta per lui, o dei crackers senza glutine o cimentatevi nella preparazione del pane come ho fatto io, vi assicuro non è affatto difficile (se ci son riuscita pure io!);



- per una versione vegana, eliminate lo yougurt e sostituite con quello di soia o di riso.



Con questa ricetta partecipo al contest di EliFla The recipe-tionist



Voglio ricordarvi che avete tempo solo fino a giorno 20 per partecipare al contest e che nel blog di Cristina trovate delle ricette super fantastiche, una più bella dell'altra e delle idee golosissime per questo natale. Non lasciatevi sfuggire questa opportunità!




A presto



Stefania Oliveri

venerdì 16 dicembre 2011

Plumcake al salmone e tabasco... perché è l'anno dei pesci!

Tutti dicono di non crederci, ma la prima pagina del giornale che vanno a guardare è proprio quella! Tutti continuano a dire che non ci credono, però pensano che un fondo di verità ci sia. Tutti continuano a dire di non crederci, ma un orecchio alla radio lo tendono. E anche io non ci credevo... giuro non ci credevo...
E però la radio la mattina da ampio spazio alla cosa e io ascolto. Per anni ho ascoltato senza dar peso alla cosa, anche perché, volente o nolente, non è mai stato l'anno dei Pesci, nemmeno la stagione se per questo, né il mese, e neanche la settimana e neanche la giornata e per la verità nemmeno l'ora, né il minuto dei Pesci... E chissà perché ci azzeccava sempre... E' ovvio che poi una comincia a crederci, mica è colpa sua! Arrivato ad un certo punto ho anche creduto che la sfiga dipendesse proprio da Branco, cioè, se dici sempre “ai Pesci va male”, “oggi non è giornata”, “raggiungono massimo un 5” (a me che ho avuto sempre il massimo, a scuola!), va a finire che succede, no? "Ma che ti hanno fatto di male 'sti Pesci?" pensavo, "ma non è che odi qualcuno di questo segno? Ma ti avrà fatto veramente male, però!"
Poi questo autunno comincia a cambiare qualcosa. Pare sia il mese dei Pesci, anzi Branco sostiene che sia addirittura l'anno dei Pesci e ogni giorno non fa che ripetere "giornata meravigliosa!", "giornata splendida!", "in amore farete faville!", "a lavoro andrà a gonfie vele!"
Ora, dopo che per anni l'oroscopo giornaliero è stato confermato, nonostante il mio scetticismo, una pensa che ci deve azzeccare sempre, no? E così ho cominciato a gasarmi e anche a prestarci attenzione...
Fino a ieri! “Oggi giornata meravigliosa, 8 e mezzo!” decantava Branco. Così comincio la giornata molto più contenta, scendo da casa quasi fischiettando... E zac, prima batosta della giornata: mi avvertono che il canone è aumentato... Arrivo a scuola dicendomi che andrà meglio... e invece i miei alunni mi fanno arrabbiare come mai, litigo con la segreteria (tutta) e riesco a mettermi nei guai persino con il preside. A casa non va meglio: il pargolo n. 2 ha fatto a cazzotti con un compagno (due volte lui) e ci ha rimesso un dente; infine pure il ricevimento dei genitori del pargolo n. 3... e come doveva andare, se non malissimo??? La maestra mi investe come una furia davanti agli ultimi genitori, perché sono le 8 di sera, e dopo che aspetto da tutto il pomeriggio di essere ricevuta, esordisce dicendo “potete andare tutti, vanno benissimo i vostri figli, sono felicissima dei vostri figli...” e io speranzosa (“almeno qui andrà bene!”). Poi mi guarda e mi dice “con lei dobbiamo rivederci, abbiamo tante cose da dirci, ma le preannuncio che suo figlio non fa mai i compiti!”. Per la serie “oggi, non ci siamo fatti mancare niente”! E io mi chiedo, ancora, cosa sarebbe successo se la giornata non fosse stata sotto i migliori auspici? Be', forse non avrei ritrovato il dente del pargolo, e la mia meravigliosa dentista avrebbe dovuto fargli il dente nuovo... Queste sì che son soddisfazioni!
P.s. Qualcuno sa dirmi se posso licenziarmi dal ruolo di madre?




Ora, siccome è l'anno dei Pesci, perché non proporre una ricetta adeguata?



Plumcake di salmone e tabasco da Plumcake dolci e salati di Ilona Chovancova, Sale & Pepe collection
180 gr di farina Piaceri Mediterranei
3 uova codice 0 o 1
un dl di panna fresca
un dl di olio vegetale (io soia)
100 gr di salmone affumicato
una bustina di lievito
sale e pepe q.b.
Wasabi (4 cucchiaini)
Tagliare il salmone a pezzi. Mescolare le uova (intere) con l'olio, la panna e il wasabi . Aggiungere le la farina e il lievito e in ultimo il salmone. Salare e pepare. Foderare uno stampo da plumcake con carta forno e versarvi l'impasto: infornare subito in forno statico già caldo a 180°, o a 160° in forno ventilato per 40 minuti circa. Prima di sformarlo farlo raffreddare.



Suggerimenti:
-se non avete la panna fresca, usate pure quella pastorizzata, fa assolutamente lo stesso;
-se non trovate il wasabi, sostituite con il tabasco, come ho fatto io, ci sta d'incanto!
-Se volete fare la versione glutinosa, sostituite con farina 00, se invece volete la versione naturalmente senza glutine sostituite con 90 gr. di farina di riso, 60 gr di fecola di patate e 30 gr di farina di tapioca (queste farine le potete trovare facilmente da Naturasì).



Due altri piccoli suggerimenti per la versione gluten free:
-attenzione al sale, perché è fonte di contaminazione, se siete abituati a prenderlo con il cucchiaio con cui mescolate la pasta;


-usate sempre la carta forno per evitare contaminazioni con le teglie usate in precedenza per versioni glutinose.



A presto
Stefania Oliveri

giovedì 15 dicembre 2011

Rifatte... ma senza glutine! Le crespelle ai funghi e prosciutto!

Siamo in 17 e tutte rifatte e tutte orgogliose di esserlo! Perché non c'è di meglio che fare outing, perché nascondersi? anche se, in realtà, non se ne accorge proprio nessuno! Perché noi siamo rifatte bene, ma proprio bene! Sì, siamo tutte rifatte, tutte orgogliose e gluten free!


Ogni mese, il 15, vi proporremo tutte insieme un piatto, ovviamente senza glutine e vi daremo il link per la ricetta del mese successivo. Se vi va di unirvi, basta preparare la ricetta e pubblicarla il 15 del mese successivo, facendo riferimento alle rifatte. Ovviamente il piatto deve essere rigorosamente gluten free, perché si sa, gluten free è ugualmente buono, è per tutti ed è... di moda ! ;)
Questo mese tutte insieme abbiamo provato le crespelle di Francesca di Una cucina tutta per sé. Che dirvi? Una meraviglia!
Le crepes le ha fatte il mio dolce doppio (è stato un pranzo domenicale, chi le doveva fare???) usando la farina Biaglut, il condimento invece l'ho fatto io e tutti insieme le abbiamo mangiate! Evviva le crespelle collaborative!







Per le crepes:
250 ml latte
1 noce di burro
125 g farina Biaglut pacco da 1 kg!
2 uova
Per il ripieno:
500 g champignon
½ cipolla
prezzemolo
200 g panna da cucina
12 fette di prosciutto cotto (io Ferrarini)
1 mozzarella
sale
Sbattere le uova e aggiungere la farina mescolando. Quindi il latte e il burro sciolto. Lasciar riposare una ventina di minuti.
Lavare delicatamente e tagliare i funghi. Sbucciare la cipolla e tritarla finemente. Far appassire la cipolla con dell'olio e aggiungere i funghi e cuocerli finché non saranno morbidi. Salare e condire con del prezzemolo. Quindi tritarne ¾ aggiungendo la panna.
Riprendere l'impasto delle crespelle e versarlo, un mestolo alla volta, in una padella piatta e antiaderente facendolo scorrere bene fino al bordo; non esagerate con le dosi, è importante che siano sottili. Lasciar colorire leggermente e poi rigirarle per cuocerle anche dall’altro lato (a noi ne sono venute 12).
Farcire le crespelle con una fetta di prosciutto, qualche pezzettino di mozzarella e un po' di salsa ai funghi
Piegarle in quattro parti e disporle in una teglia, poi decorare con il quarto dei funghi rimasti da parte. Mettere in forno a 180° per una ventina di minuti. Servire calde.

Suggerimenti:
Fate attenzione al prosciutto, deve essere di buona qualità, perché potrebbe contenere glutine, quindi chiedete al salumiere quello senza glutine, lui saprà cosa darvi.

Il prossimo mese saremo ospiti di Un castello in giardino dove prepareremo la pumpkin pie! Vi aspettiamo numerosi, per sostenere la nostra causa!






A presto






Stefania Oliveri

mercoledì 14 dicembre 2011

Ladies and gentlemen, the winners are...







E finalmente ci sono le vincitrici. E arrivano così in ritardo, perché le ricette erano tutte molto belle ed è stato davvero difficile sceglerne 5. Abbiamo lungamente valutato, discusso, votato e rivotato e alla fine abbiamo pensato che queste 5 saranno le (st)Renne per un mese di gennaio ed entrano di diritto nella rosa delle vincitrici che verranno scelte per passare un week end per due all'agriturismo Baglio Costa di Mandorle di Paceco.
E con piacere che annuncio che le 5 vincitrici sono:

Trifle di Greta

























Panna cotta al fois gras di Eleonora


























Cappelletti in brodo di Simonetta















Baccalà di Loredana


























Arrosto di maiale di Mai

























Vi aspettiamo numerosi il prossimo mese!

A presto
Stefania Oliveri

martedì 13 dicembre 2011

E' di moda il senza glutine??? Magari! E allora eccovi la crostata alle mandorle con ricotta e marmellata di arance per essere di moda!

Se va di moda il “senza glutine”, come sostiene un articolo di Starbene, devo dire che non me ne sono accorta. E se anche andasse di moda, e il senza glutine, finalmente, si diffondesse, anche grazie alla moda di star del cinema, ne sarei felice! Ma purtroppo, invece, per i celiaci, il “senza glutine” non è una moda, è una necessità e se sgarrano, stanno malissimo e se non stanno malissimo, si procurano dei danni a lunga scadenza che pagheranno con gli interessi!
Che il senza glutine non faccia dimagrire è assolutamente vero, ma che il “senza glutine” non faccia male all'organismo è pure verissimo! Che un celiaco mangi il glutine è estremamente dannoso, oltre che assolutamente doloroso per moltissimi, che un non celiaco mangi senza glutine è assolutamente innocuo! E allora se anche andasse di moda, perché demonizzare questa moda? Perché stupirsi tanto per un regime dietetico che non prevede glutine per i non celiaci? Ci si scandalizza per i vegetariani, per una dieta vegana, per la dieta Dukan, per la dieta Naturhouse o quella dei gruppi sanguigni? Eppure anche esse sono tanto di moda... In ogni caso è chiaro che per tutti i celiaci una moda non è e comunque tutti i celiaci non vorrebbero seguirla questa moda. Vorrebbero poter mangiare liberamente dovunque, vorrebbero non dover portare una valigia in più con del cibo imbustato, vorrebbero poter decidere liberamente cosa mangiare, vorrebbero trovare un menù adatto anche a loro per queste feste e non essere costretti a portarsi il cibo da casa e soprattutto vorrebbero poter assaggiare il milione di cose che ancora non hanno avuto il piacere di fare e non potranno farlo mai... Se è una moda che ben venga, ma per noi celiaci, vi assicuro, che una moda non è!
Approfitto di questo sfogo per dirvi che domani vi darò i nomi dei cinque vincitori del contest delle (st)Renne Gluten free per le tavole delle feste e speriamo proprio che il gluten free diventi proprio di moda! Grazie ancora a tutte le partecipanti che si sono immedesimate e hanno riflettuto sul nostro problema...







Crostata alle mandorle con ripieno di crema di ricotta e marmellata di arance (ispirata da Ginestra di La ginestra e il mare)
In realtà per la frolla ho preso ispirazione sempre da lei, ma dai suoi biscottini.
Vi riporto la mia versione ma da lei potete vedere l'originale.

Frolla speziata all'arancia
150 g di farina di riso
100 g di maizena
50 g di farina di mandorle
180 g di burro
150 g di zucchero
1 uovo codice 0 o 1 grande (o 2 piccole)
buccia di arancia bio grattugiata,
1/2 cucchiaino di cannella grattugiata al momento
il succo di mezza arancia spremuta al momento.
30 g di granella di mandorle tostate.
Procedete come una normale pasta frolla, lavorando tutti gli ingredienti insieme e facendo riposare l'impasto per almeno mezz'ora in frigo prima di usarla.
Per il ripieno
500 gr. di ricotta di pecora
250 gr di zucchero
5 cucchiai di marmellata di arance
granella di mandorle q.b.
Mescolare tutti gli ingredienti insieme (io non passo la ricotta perché mi piace grezza) e versare sulla pasta frolla stesa su una teglia. Infornare a 180° forno statico per 35/40 minuti. Far raffreddare prima di servire.
Suggerimenti:
- prima di ogni cosa mi sento di dirvi de leggere le ricette fino in fondo e molto attentamente se non volete incorrere in grossi guai... come ho fatto io! Perché seguendo le indicazioni per la pasta frolla, ho preso due uova e le ho aggiunte... Solo quando ho visto che l'impasto era troppo morbido, mi sono ricordata che c'era scritto “piccole” … e le mie erano grandi! Quindi ho cominciato ad aggiungere zucchero, farina di riso e mandorle, un po' ad occhio fino a quando la consistenza non mi è sembrata giusta....
- la ricotta può essere passata o anche frullata con un mixer (metodo molto più veloce) per averla liscia;
- la marmellata può essere facilmente sostituita con qualsiasi altro gusto, ma vi assicuro che la marmellata di arance (contro ogni scetticismo) ci sta d'incanto!
- Lo zucchero nella crema di ricotta puà essere diminuita anche a 150 grammi, ma sapete quanto io adori le torte dolci dolci;
- se siete a dieta, evitate di assaggiarla... non potrete più farne a meno!



A domani con le vincitrici del contest!
Stefania Oliveri

lunedì 12 dicembre 2011

Robe da maschi e robe da femmine... E il salmone glassato è da femmine o da maschi?

Ma chi l'ha stabilito che l'albero di natale è affare delle mamme??? O comunque delle femmine? E perché a casa mia ci sono sempre e soli maschi?
Da piccola l'albero era affare mio e della mia mamma. L'albero era piuttosto piccolo, altezza bambino, tutto bianco e lo decoravamo con delle palle tutte sbrilluccicanti color oro, e delle palle rosa fatte con fili, che a me sembravano di seta (ma chi lo sa?) e questa era quanto! Niente lucine, niente festoni... molto minimalista e forse risentivano del retaggio degli anni sessanta... chissà, visto che io non c'ero! In ogni caso, ricordo ancora che nonostante le palline rosa e oro, l'albero non mi piaceva. Vedevo quello delle compagne tutti colorati, con le lucine che si accendevano e spegnevano e mi sembrava che l'albero loro incarnasse lo spirito del vero natale. Verso i nove anni decisi allora che dovevamo cambiarlo e così, uscì con mia mamma e comprammo altre decorazioni. Mia mamma, sapientemente indirizzo le mie scelte secondo i suoi gusti, ma io ne fui totalmente soddisfatta. Comprammo degli addobbi rossi, e dei fiocchetti tartan rossi e verde, delle lucette rosse e dei festoni dorati. Così per qualche anno fui pure felice di farlo. Dopodiché mi sposai e così il primo albero a casa nostra fu una vera festa. Avevamo ereditato gli addobbi, ma ero così felice di fare questo enorme albero finalmente a casa mia. Meno felice lo fui quando dovetti toglierlo... In ogni caso per alcuni anni continuai a farlo anche se a malincuore. Alla fine arrivarono i pargoli e quindi l'albero si faceva per loro. Ogni anno aggiungevamo qualche lavoretto fatto da loro e così piano piano non solo si trasformò, ma si arricchì alquanto. Adesso il pargolo più piccolo ha nove anni e io, già da due anni, non vorrei più farlo... Sono grandi i pargoli, basta! Anche perché tutti vogliono l'albero a casa, ma nessuno vuole decorarlo... Così ieri il dolce doppio ha fatto la fatica di prenderlo e di aprirlo e poi l'ha lasciato aperto in mezzo al salone. Mentre io preparavo una torta per amici che ci avevano invitati a cena, molto di corsa perché poi avevo un appuntamento al quale non potevo proprio mancare, il pargolo n. 3 veniva in continuazione per dirmi quando lo avremmo addobbato... Così per farlo contento, ho chiesto agli altri uomini della mia vita, di mettere le lucette nel frattempo io cucinavo. Dirvi che si è scatenata una rivoluzione contro la mamma dittatrice è dirvi poco e alla fine hanno tutti concordato che fare l'albero è cose da femmine e soprattutto da mamme!
Sapete come è andata a finire? Dopo urla e strepiti i maschi hanno messo le lucine (anche se mi sono accorta solo dopo che su tre fili, due giacevano a lato dell'albero non posizionate, e per quest'anno resteranno inutilizzate) e io ho dovuto fare l'albero col cucciolo di casa, che alla fine ha sentenziato: “è proprio affare delle mamme, l'albero di natale, perché è bello come te!”
Ovviamente visto che sono stata così impegnata, chi doveva cucinare? E dopo una scorta di salmone fatta per un reggimento, perché se ne prendevo tanto mi facevano uno sconto strepitoso e io non so resistere agli sconti, cosa doveva cucinare il dolce doppio? Gli ho pure fatto trovare la pagina del libro aperta, così doveva fare meno fatica... e indovinate su chi è caduta la scelta? Ma Nigella naturalmente e l'ultimo suo libro entrato a casa mia “Nigella Express”. A parte il mirin che ancora non ho trovato poi la ricetta è uguale e vi dico che è strepitosa!

Salmone glassato di Nigella





Per 4 persone
4 fette di salmone da circa 125 gr tagliati dalla parte spessa del filetto in modo che siano stretti ma alti piuttosto che larghi e piatti
60 ml di mirin (vino dolce di riso giapponese, da noi sostituito il Marsala)
50 gr di zucchero di canna chiaro
60 ml di salsa di soia (per me Crudigno, perché gli altri hanno il glutine!)
2 cucchiai di aceto di riso
2 cipollotti, tagliati a metà e poi a striscioline
Bisogna far marinare il salmone con il vino, lo zucchero e la salsa di soia per pochi minuti (Nigella dice 3 minuti per lato). Nel frattempo bisogna far riscaldare una larga padella antiaderente, dove cuocere le fette del salmone per due minuti per lato aggiungendo la marinata quando si gira il salmone. Togliere il salmone dalla padella e aggiungere l'aceto di riso, continuando a far cuocere così da addensare il sughetto. Versare questa glassa sul salmone, quando è pronta, e servire il salmone con del riso cotto al vapore (riso basmati) e dei cipollotti. Nigella suggerisce che anche dello zenzero ci starebbe benissimo, ma io non ne avevo.
Suggerimenti:
anche se già l'ho sottolineato, voglio ridire che la salsa di soia, un alimento assolutamente insospettabile, contiene glutine, quindi dovete fare molto attenzione quando la usate. L'unica che al momento so che è sicura si chiama Crudigno e si trova da Naturasì;
il salmone, rimane molto morbido e succoso, con una consistenza davvero morbida;
la crosticina che vedete in foto, non è una bruciacchiatura ma è la glassa attaccata al salmone che è divina;
è una preparazione veloce e facile, ma assolutamente da amiala effige... o sarebbe più appropriato dire da salmone effige?
A presto
Stefania Oliveri

domenica 11 dicembre 2011

Ringraziamenti ... con una pastiera... gluten free!

Oggi sono davvero felice! Perché? Perché è finito il contest delle (st)Renne Gluten free... Non fraitendetemi, non sono felice perché è finita, anzi, ma perché sono arrivate ben 71 ricette una più bella dell'altra! Il livello vi assicuro è altissimo e sarà davvero difficile fgiudicare le 5 più meritorie... ma è il duro lavoro dei giudici! Entro mercoledì vi faremo sapere i vincitori e sono sicura che il prossimo mese ne vedrete delle belle anche da loro!





Intanto un ringraziamento specialissimo alle (st)Renne fondatrici Ale e Daniela, Anna Luisa e Fabio, EliFla e Mapi, per il loro lavoro infaticabile e puntuale e per avermi accolto a braccia aperte, me e la mia celiachia, sposando in pieno la causa e impegnandosi a creare delle ricette che potessi gustare pure io (anche dal vivo, beneinteso!). Un altro ringraziamento speciale va alle (st)rennine per un mese di questa tornata, Ema, Eleonora, Giulia, Mai e Stefania (sono in ordine alfabetico), che non solo hanno assolto egregiamente il loro compito, ma hanno anche dato il loro contributo fondamentale al gruppo e alla racccolta delle ricette gluten free. Un altro ringraziamento speciale va anche a tutte coloro che si sono messe in gioco e hanno sperimentato il senza glutine pur non essendo celiache. Questo è un sforzo che io e tutti i celiaci in generale, apprezziamo con assoluta gratitudine. E' veramente brutto arrivare a casa di qualcuno e non poter toccare cibo e peggio quando ti dicono che ti devi portare qualcosa da casa... Quindi un grazie speciale a chi ci ha pensato e un grazie specialissimo a chi ci penserà durante queste feste, magari ispirandosi ad una di queste meravigliose ricette arrivate!
Infine un ringraziamento speciale alle food blogger senza glutine... stavolta sono state avvantaggiate... e finalmente, oserei dire, visto che di solito devono fare salti mortali!


Per concludere un grazie speciale va anche ad uno chef fantastico che mi ha mandato tre ricette gluten free, che lui prepara nel suo ristorante. Lui si chiama Mariano e il suo ristorante si chiama La Tartaruga e si trova a Messina. Approfitto di questo post e di questo chef per rivolgere un pensiero a tutti gli abitanti del messinese colpiti dall'alluvione, che hanno perso tantissimo e chi perfino la vita... In un mondo che sta cambiando, che stiamo contribuendo a distruggere, queste cose accadono, pensiamoci ogni volta che adottiamo un comportamento sbagliato. E un appello a chi dovrebbe aiutare queste persone che hanno subìto la forza della natura e un ringraziamento speciale a chi si è sbracciato senza averne nessun obbligo, ma si è dato un gran da fare!
Vi lascio con la ricetta della pastiera dello chef Mariano affinchè vi possiate cimentare per questo natale.

Per la PASTA FROLLA

gr 130 Burro

gr 360 Farina senza glutine

gr 130 zucchero semolato

1 Bustina di vanillina

1 Fialetta di limone o scorza grattugiata

1 Bustina di lievito chimico

gr 30 Latte intero

1 Uovo

gr 80 Patate passate

PER IL RIPIENO:

gr 250 Ricotta

gr 70 Zucchero
gr 70 Riso Paraboiled o (grano saraceno)
gr 40 Bucce d’arancio candite
gr 250Latte intero
2 Uova
gr 4 Cannella

PREPARAZIONE DELLA PASTA:

Seguite la ricetta per la preparazione della pasta frolla: una volta preparata, lasciatela riposare per circa 30 minuti in frigorifero e quindi riprendetela per terminarne la lavorazione.

PREPARAZIONE DEL RIPIENO:

Innanzitutto fate bollire nel latte il riso fino all’ottenimento di un impasto asciutto. A questo impasto aggiungete la ricotta , i tuorli delle uova e quindi la cannella, i canditi, la buccia del limone, lo zucchero ed infine l’acqua di fior d’arancio. Dopo aver mescolato il tutto, aggiungete il chiaro dell’uovo montato a neve.
Riprendete adesso la pasta frolla. Dopo averla rilavorata, suddividetela in questo modo: 300.grammi di pasta per la base, 130. grammi per i bordi, la rimanenza per le strisce decorative. Disponete la base della pasta frolla, stesa, in una teglia rotonda del diametro di 24 cm e dai bordi di circa 7 cm di altezza: sistemate le strisce dei bordi lungo tutto il perimetro della teglia. Stendete poi uniformemente il ripieno, e quindi le strisce piatte a decorazione a copertura del ripieno. A questo punto disponete in forno la teglia, lasciando cuocere a 180°C per circa 30-35 minuti. Si consiglia di consumarla fredda, lasciandola riposare per 24 ore.




A presto


Stefania Oliveri

venerdì 9 dicembre 2011

Un natale di magro? Sì, ma con le vellutate al salmone


Ieri vi raccontavo che mi sono svegliata con gli occhi gonfi e oggi vi dico che mi sono svegliata col labbro gonfio... Il mio dolce doppio giura e spergiura che lui non c'entra... E io mi domando: se starò gonfiando tutta, ci sarà pure un motivo, no? Meditate gente, meditate!
P.s. Posso scegliere di vivere un'altra vita?
E oggi vi propongo due semplicissime vellutate, ma buone, buone, buone e secondo me adattissime alla vigilia di Natale che si mangia di magro... almeno a casa degli altri.



La prima che vi propongo è una vellutata di zucchine.
Ingredienti per 6 persone:
600 gr di zucchine (genovesi)
2 scalogni
1 l. di brodo vegetale (fatto a casa, non di dado)
olio evo
6 cucchiai di panna fresca
6 cucchiai di salmone affumicato
paprika
Lavare benissimo le zucchine (meglio se sono biologiche visto che si usa anche la buccia) e tagliarle a dadini. Tagliare anche gli scalogni a fettine. Far scaldare in una padella l'olio e rosolare lo scalogno e le zucchine. Quindi aggiungere il brodo e far cuocere 10/15 minuti. Frullare con un frullatore ad immersione e aggiustare di sale. Aggiungere la paprika e la panna. Al momento di servire, in ogni piatto mettete il salmone tagliato a cubetti. Per una versione un po' più calorica, potete soffriggere questi cubetti con un cipolletta lunga.
Servire caldo!




La seconda versione che vi propongo è invece di zucca.
Ingredienti per 6 persone:
600 gr di zucca (già pulita)
2 scalogni
1 l. di brodo vegetale (fatto a casa, non di dado)
olio evo
6 cucchiai di panna fresca
6 cucchiai di salmone affumicato
erba cipollina


cumino
Tagliare la zucca a cubetti. Tagliare gli scalogni a fettine. Far scaldare in una padella l'olio e rosolare lo scalogno e le zucchine. Quindi aggiungere il brodo e far cuocere 15/20 minuti o finché la zucca non è bella morbida. Frullare con un frullatore ad immersione e aggiustare di sale. Aggiungere l'erba cipollina, il cumino tritato e la panna. Al momento di servire, in ogni piatto mettete il salmone tagliato a cubetti. Per una versione un po' più calorica, potete soffriggere questi cubetti con un cipolletta lunga.
Servire caldo!




Suggerimenti:



-le due versioni sono totalmente e natuarlmente glute free, quindi sono una versione davvero facile di entrè per una cena dove ci sono celiaci presenti senza alcuno stress per nessuno;



-se volete aggiungere dei cubetti di pane, fateli fritti saranno goduriosi, ma in questo caso abbiate cura di comprare il pane senza glutine (o farlo, se siete più intraprendenti, in questo blog ne trovate alcune versioni naturalmente senza glutine). Ma sedecidete di fare due versioni di pane, ricordate di friggere prima il pane senza glutine e poi quello col glutine, per non contaminarlo. Il problema della contaminazione per i celiaci è serio e da non sottovalutare.


-provate anche altre spezie e decidete secondo il vostro gusto quale usare!



Infine vi ricordo di passare da Giulia di Rossa di Sera che oggi conclude il ciclo delle (st)Renne e non dimenticate che avete tempo fino a domani per partecipare al contest delle (st)Renne senza glutine, così come è successo a Giulia!



A presto



Stefania Oliveri

mercoledì 7 dicembre 2011

Che ne sapete voi della legge di Murphy? Biscotti col grano saraceno!

Se c'è una sola e unica possibilità che tutto vada male, quella unica possibilità si realizza... e questa è la famosa legge di Murphy, che nella mia vita si realizza il 100% delle volte!
Così dopo aver fatto piani e pianificazioni, per il week end con le mie adorate (st)Renne, che succede? Mi sveglio con gli occhi gonfi di una rana! Il mio dolce doppio, essendo il mio principe buzzurro, ovviamente trasformato da me in grande rospo, cerca di baciarmi per ristabilire la normalità... Ma ahimè non funziona... e dopo molte prove (ma mai troppe!), decido che forse è meglio recarmi al pronto soccorso... Ovviamente essendo una principessa sul pisello (e siccome sono di terz'ordine, sono pure sul pisello congelato... e non c'è nessun doppio senso!!!), la mia folta schiera di sudditi è scomparsa, ahimè, e nessuno può accompagnarmi! Il principe consorte ha un impegno da due mesi, al quale non può sottrarsi; i miei discendenti sono troppo piccoli e comunque appiedati; la regina madre non guida a Palermo così come la tata; i miei fratelli sono fuori città; una mia amica all'ospedale, l'altra in malattia... le altre a lavoro, mica sono principesse come me! Insomma il deserto! Non mi scoraggio, e decido di andare con la mia super bici regale. Non mi resta che affidarmi a Dio che mi protegga e mi faccia arrivare sana e salva a destinazione e poi andrà tutto a posto. E siccome il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi riesco ad arrivare dal medico, che mi diagnostica un'infezione, mi prescrive delle gocce di antibiotico, tre volte al giorno e mi rispedisce a casa e il coperchio è bello e fatto! Tiè!



A casa, dopo aver scoperto che le gocce si mettono dentro agli occhi e non si spalmano sopra le palpebre, dopo aver annaffiato prima tutto il bagno e poi anche la faccia e finalmente aver imparato (molte gocce dopo) a infilarmi questo antibiotico dentro gli occhi, riesco a concentrarmi e a cucinare, usando le fessure che mi sono rimaste per occhi!



Il menù, nemmeno a dirlo, DEVE essere siciliano e siciliano sia! Preparo il risotto per le arancine, lo sgombro all'agrodolce, le sarde a beccafico, la caponata di... mele (mica è stagione di melanzane... quella gliela lascio fare a mia suocera, che la fa fantastica, perché io non le compro, ma mica ho detto che non le mangio...), gli involtini alla palermitana, la pasta con i broccoli arriminati, i cannoli (ok, confesso ho fatto solo la crema!), il macco, le panelle... e finisce la giornata!



L'indomani mattina spero in un miracolo, ma lo specchio delle mie brame non mi consola... Scopro con terrore che gli occhi sono sgonfi, ma pesti ugualmente, e la più bella del reame, continuo a non essere io (e guai a chi si azzarda a dire che anche con gli occhi normali e truccati non sarò mai la più bella del reame... almeno in quello di casa mia, visto che sono pure l'unico esemplare femminile...) In compenso scopro che il mio dolce doppio ruba le goccine di antibiotico, per scongiurare una contaminazione... anche perché per lui la concorrenza sarebbe spietata visto che sono in 4 a concorrere per il titolo di più bello del reame! Perché gli uomini, si sa, sono più forti di noi, ma fino a quando non stanno male, cioè fino a quando la febbre non gli sale a 37°, la testa non gli gira leggermente, gli occhi sono stanchi, il naso potrebbe cominciare a gocciolare, perché lì, essendo gravemente ammalati, si mettono a letto e non si muovono più!
In ogni caso, nonostante gli occhi pesti, ho trascorso un fine settimana meraviglioso, anche se forse fra i più bui della mia vita, visto che non ho mai tolto gli occhiali da sole scurissimi nemmeno di notte!



Ancora oggi gli occhi, ahimè, sono abbastanzi pesti e adesso io mi domando, ma non è che le gocce andavano davvero sulle palpebre?



E siccome, dopo questo fine settimana mangereccio, al contrario di qualcuno io sono ingrassata, (e non dite che partivo avvantaggiata!), la prima colazione devo farla light, almeno... se mi decido a mangiarne solo tre per volta... e comunque qui, la legge di Murphy è stata disconfermata!




Biscotti di grano saraceno (piccole dolcezze da regalare e regalarsi, Sale&Pepe collection. p. 8 e da me trasformata in gluten free)



Ingredienti:



100 gr grano saraceno



100 gr farina di riso



125 gr di burro



65 gr di zucchero semolato



60 gr di zucchero di canna



1 uovo



1 cucchiaino di lievito in polvere



un pizzico di sale



+ 20 gr di zucchero di canna



Lavorare con la frusta il burro morbido insieme agli zuccheri. Aggiungere l'uovo e inorporare infine le farine e il sale. Impastare il tutto velocemente e tenere al fresco per un'ora. Riprendere l'impasto e stenderlo a 5 mm di spessore. Ritagliare i biscotti, spolverarli con i 20 gr. di zucchero rimasti e infornare a 180° gradi per una ventina di minuti.



Suggerimenti:



- le farine anche se naturalmente senza glutine, possono contenere tracce di glutine, assai pericolose per i celiaci. Quindi guardate bene se sul pacco c'è la spiga sbarrata o la scritta che non contiene tracce di glutine;



- la farina di riso utilizzata in questo caso è quella della Nutrifree, più grossolana rispetto a quella che utilizzo di solito, perché essendo una frolla, non da fastidio. Quindi se volete essere più certi potete anche fare da voi la farina di riso, macinado direttamente il riso bianco.



E oggi non dimenticate di passare da Ema di Arricciaspiccia per la sua (st)Renna!



A presto



Stefania Oliveri

lunedì 5 dicembre 2011

Arancina o arancino? In ogni caso la versione speedy!

Vi dico subito che ieri mio marito non ha fatto il maiale! E il motivo è ben serio...


Ieri i maialini l'abbiamo fatto in tanti, anzi abbiamo deciso di fare le (st)Renne, tutte insieme e appassionatamente, per festeggiare un anno di collaborazione strepitosa. E così per tre giorni Palermo non è stata più la stessa. Le nostre risate le hanno sentite per ogni dove, le nostre chiacchere hanno stordito chi ci stava vicino, il nostro interesse (il cibo) ha calamitato le nostre pance, e il nostro natale l'abbiamo già avuto! E' stato molto meglio di natale, è stato molto meglio di una vacanza ai tropici, è stato meglio della psicoterapia... è stato meglio di qualsiasi cosa riesca ad immaginare... e adesso non vedo l'ora che ritornino!



P.s. Oltre alle (st)Renne fondatrici con familiari al seguito, Ale, Anna Luisa e Fabio, EliFla e Mapi (mancava solo Daniela), c'era anche una (st)Rennina Stefania Profumi & Sapori, che ringrazio per il grosso apporto gluten free dato a queste giornate, presto troverete le ricette da lei...


P.s. Stiamo cercando di organizzare un ulteriore incontro per festeggiare un mese dal nostro primo incontro tutti insieme... e mentre noi organizziamo per rivederci i mariti organizzano per impedircelo... Vorranno fare tutti il maiale di domenica???


La ricetta di oggi è una delle cose preparate per le mie adorate (st)Renne, le arancine, my way!


Ovviamente non sono mancate le dissertazioni sul genere di questo cibo: io e la mia omonima sostenitrici accanite del genere femminile, appoggiate da Mapi (sicula occidentale di origine), mentre EliFla (sicula orientale di adozione) sosteneva il genere maschile, sostenuta da Ale per abitudine... Insomma non siamo arrivati ad stabilirne il genere, nonostante l'arringa del pargolo n. 3 della somiglianza con il frutto dell'arancio, cioè l'aranciA... Mi sa che dovremmo proprio rivederci per stabilire l'eventuale sesso... almeno che non decideremo per un democratico genere di mezzo... e allora come dovremmo chiamarla?






Ingredienti per 6 persone (cioè tre arancine di dimensioni medio-piccole a testa):
500 gr. di riso per risotti (di ottima qualità, io uso il Flora)
vino bianco
zafferano (o curcuma)
mezza cipolla
brodo vegetale (io home made)
olio extravergine d'oliva
2 uova codice 0 o 1
pangrattato di mais
mozzarella
pancetta affumicata

La preparazione delle arancine prevede prima la preparazione di un risotto (almeno secondo me). Tritate la cipolla e mettete a stufare con l'olio (lo so che il risotto prevede il burro, ma io sono siciliana e si fa tutto con l'olio!). Aggiungete il riso e fate tostare. Aggiungete quindi il vino e fate sfumare. Mi raccomando questa operazione deve essere fatta bene altrimenti vi rimarrà l'amarostico del vino. Aggiungete quindi il brodo caldo a poco a poco, fino a cottura (circa 20 minuti). Fuori dal fuoco aggiungere il burro e il parmigiano per mantecare. Aspettate che si raffreddi e aggiungete le uova amalgamando bene. A questo punto bagnatevi bene le mani e mettete un po' di riso nel palmo di una mano e compattate bene il riso formando un incavo al centro. Al centro mettete dei pezzetti di mozzarella, precedentemente tagliata a cubetti, e qualche cubetto di pancetta. Coprite con altro riso e compattate molto bene. Se non fate questa operazione vi si apriranno in cottura. A questo punto, potete passarle direttamente nel pangrattato, senza passarle in nessun altro liquido. Questo è possibile grazie al fatto che si sono messe le uova nell'impasto e ciò vi farà risparmiare tantissimo tempo, oltre che tantissimo lavoro, senza che il gusto e la consistenza risultino alterati. Quindi riempite un pentolino pieno di olio e portate l'olio a temperatura (cioè quando vedrete che immergendo un gambo di prezzemolo sfrigolerà, sarà pronto) e immergete le arancine, poco per volta, e fate cuocere uniformemente finché saranno ben dorate... del colore delle arance!
Servire immediatamente, calde sono buonissime, ma vi assicuro che anche a temperatura ambiente non sono male, anche se perdono un po' della croccantezza.


Suggerimenti:


-il pangrattato di mais è talmente buono che anche se non avete amici celiaci a cena, una volta che proverete la sua croccantezza non lo lascerete più;


-la curcuma è un'ottima alternativa allo zafferano, perché non solo da il colore, ma fa tanto bene all'organismo... e poi costa anche di meno... non è un ottimo motivo anche questo?


E oggi passate da Eleonora di Burro e Miele per la sua (st)Renna (st)res Chic e non dimenticate di partecipare al mio contest... potreste diventare anche voi (st)Renna per un mese e vincere un week end da favola all'Agriturismo Baglio Costa di Mandorla di Paceco!


A presto


Stefania Oliveri

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