lunedì 31 ottobre 2011

Stavolta mio marito ha fatto il salmone!

Già l'ho detto in un'altra occasione, ma lo ripeto, per ricordarmelo io la prossima volta, ma ogni volta che si organizza una cena in casa Cardamomo, il mio dolce doppio si stressa di vedermi lavorare tutto il giorno... e come al solito si ripete il cliché: io decido il menù, io faccio la spesa, io cucino, io pulisco, lui si stressa... Ogni volta succede così e anche stavolta non fa eccezione... Ma giuro, la prossima volta porto tutti al ristorante!


La ricetta di oggi l'ha fatta lui, comunque, anche se, visto che ero molto indaffarata, mi ha stressata per sapere come dovesse cucinare questo salmone, cioè una nuova versione da proporre sul blog... Capito??? ci ha lo stress da blog "devo cucinare qualcosa di diverso, mica posso postare sempre la stessa ricetta... che direbbero i miei lettori?" Così per variare il salmone di Jamie Oliver già fatto qui, ho pensato di farglielo panare in maniera diversa e di renderlo più siculo... quindi



Salmone ai pistacchi!



Ingredienti per 6:
6 fette di salmone un po' spessi e con la pelle
sale e pepe
olio
senape di digione
pistacchi di Bronte tritati
limone
Accendere il grill del forno alla temperatura più alta. Foderare la teglia di carta forno e adagiarvi sopra le fette di salmone, condite con sale e pepe. Spalmare un cucchiaino di senape su ogni filetto. Mettere i pistacchi tritati in una padella e farli tostare un po' e poi cospargere sul pesce premendo. Quindi mettere al forno la teglia per 10 minuti. Fatto!


In realtà Jamie Oliver usa la trota salmonata... quindi io mi sono pure beccata il riprovero del dolce doppio, perché ho ricomprato il salmone A mia discolpa, devo dire che la trota salmonata saprei anche dove trovarla, ma si trova solo a 5 km da casa mia... La prossima volta gliela vado a prendere, così non fa brutta figura con i suoi lettori...


Suggerimenti: il pesce viene, neanche a dirlo, buonissimo anche così, solo che secondo me i pistacchi non dovevano essere tostati precedentemente, perché si rischia di farli tostare troppo in forno... In realtà sembra così anche dalla foto, però posso assicurarvi che al palato non si sentiva che fossero bruciacchiati. Però sicuramente è meno bello da vedere.

A presto


Stefania Oliveri

domenica 30 ottobre 2011

Un rosso fuoco per un rosso fuoco!

Tutti siamo esperti in questione di cibo. Sappiamo ciò che è buono e ciò che è cattivo, sappiamo ciò che ci piace e ciò che non ci piace, sappiamo riconoscere un buon piatto da un cattivo piatto... Ma chi è il vero esperto in questione? Il food blogger? Chissà! Quello che so, per esperienza, è che il food blogger è sicuramente ossessionato dal cibo, lo sogna anche di notte, vuole assaggiare e sperimentare il più possibile, e trae infinito godimento nel preparare ogni piatto nuovo... e tutto questo ce l'ho!
Ma un vero food blogger ha anche un meraviglioso, bellissimo, strepitoso, professionale Kitchen Aid.... e io NON CE L'HO!!! Quindi per esserlo, devo assolutamente possederlo!!!
Piccolo messaggio subliminale per Barbara... ;)
Ecco perché ho passato tutto il mese a pensare e sperimentare ricette in rosso... solo che il colore rosso, rosso brillante come il KA, non mi è riuscito benissimo, in nessuna delle mie sperimentazioni... Così ho scelto, alla fine una ricetta che rossa rossa non è, ma contine solo ingredienti rossi rossi. Fra l'altro Barbara chiedeva anche di fare una ricetta con basso contenuto di grassi, ed io che amo i dolci che ho fatto? Un dolce! Ecco allora un gelo di melograno che fa tanto bene ed è tanto buono, ma con uno sciroppo di rose... Rosso su rosso!

Partiamo dalla sciroppo di rose
Avevo dei petali di rose disidratati e ho deciso di realizzare uno sciroppo... in rete non ci sono ricette a tal riguardo, e quindi ho deciso di sperimentare io prendendo una ricetta con i petali freschi da qui.
Ecco gli ingredienti (io ho dimezzato le dosi per paura che non riuscisse bene)



2 bicchieri di acqua
2 bicchieri di zucchero
1 bicchiere di petali essiccati
il succo di mezzo limone.
Preparate lo sciroppo di zucchero, mettendo in un pentolino l'acqua e lo zucchero e non appena quest'ultimo è ben sciolto unite i petali di rosa e il succo del limone. Abbassate la fiamma e fate bollire per una decina di minuti. Lascia in infusione almeno 8 ore. Vedrete che con la cottura e l'infusione lo sciroppo diventerà di un bel colore rosa e prenderà il profumo dei fiori. In realtà io ho aiutato un pochino la natura e per averlo di un bel colore rosso ho aggiunto la punta di uno stecchino di colorante alimentare rosso, sciolto in due gocce di acqua.
Dopo le otto ore filtrate bene fate bollire nuovamente lo sciroppo. Quando è ben caldo, versatelo nei barattoli, chiudere bene e rigirate i barattoli sul tappo e attendete il raffreddamento come per le marmellate. Così ha un buon livello di conservazione, ma bisogna riporli in un luogo fresco e scuro.
Questo sciroppo può essere usato per vari utilizzi così mi è venuto in mente di utilizzarlo al posto dello zucchero per fare il gelo di melograno. Anche qui ho sperimentato, usando le dosi del gelo di mellone.



Gelo di melograna
Ho usato:
250 gr di succo di melograno
20 gr di maizena
1 cucchiaio di sciroppo di rose
chicchi di melegrana
Stemperate un cucchiaio di succo di melograno con la maizena, questo si fa per evitare che si formino grumi aggiungendo la maizena a tutto il succo. Quindi mescolate tutto il succo con questa pappetta e lo sciroppo di rose e mettete su fuoco basso. Mescolate sempre fino a quando il succo diventa denso. Purtroppo il bel colore rosso rubino si ammattisce e vira sul rosso mattone... Versate in bicchierini (con questa dose ne vengono 8) e appena si raffredddano mettete in frigo. Servite con i chicchi di melograno.
Il sapore è buono e delicato. Si apprezza il melograno e il retrogusto dell'aroma di rosa. Il dolce è abbastanza light e sicuramente fa molto bene! E adesso speriamo che faccia bene anche alla mia cucina!
Suggerimenti senza glutine: la maizena è naturalmente senza glutine e per i geli, è la soluzione migliore perché da la giusta cremosità. Se usate la fecola, il composto diventa più duro, se usate l'amido di grano ha bisogno più tempo per non sentire il gusto della farina cruda, rischiando di far diventare il gelo troppo duro.

Infine questa è una ricetta adatta anche ai vegani, oltre che ai celiaci!
Se volete potete aggiungere un ciuffo di panna montata... ma per restare vegana deve essere di soia!

Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara



A presto
Stefania Oliveri

venerdì 28 ottobre 2011

Come risolvere un problema annoso... un dolce tuffo in una crema!


E alla fine, dopo una serie infinita di docce svedesi, la mia doccia si è rotta! Adesso la cara dolce acqua calda non arriva neanche con suppliche e preghiere... solo acqua fredda, che, in questo periodo, a me sembra gelata. Perché io faccio la doccia con l'acqua calda anche con 45° all'ombra, figuriamoci quando i gradi scendono a 18°! Abbiamo telefonato a tutti gli idraulici che conosciamo (mio marito è ingegnere e una certa lista ce l'ha!), ma non sono al momento disponibili. Abbiamo telefonato anche a quelli trovati sull'elenco telefonico, ma anche essi sembrano tutti impegnati... Ora io mi chiedo: ma a Palermo si sono rotte tutte le docce insieme o, forse, mi stanno facendo uno scherzetto (visto il periodo), o, ancora, stanno partendo tutti per questo ponte lunghissimo? E allora io mi domando ancora, visto che invece io rimango inchiodata qui: perché non ho sposato un idraulico invece che un ingegnere idraulico???




Vi lascio una ricetta semplicissima, che fa calmare i nervi e consola dalle angherie della vita, ma buona buona buona, preparata aspettando Patrizia per goderci un pomeriggio di chiacchere fra amiche. Sei un tesoro e una dolcezza, e dobbiamo stare insieme più spesso!





Verrines di dolce crema ai cranberries
Ingredienti per 4 bicchierini:
125 gr. di philadelphia
125 gr. di latte condensato
3 biscotti sbriciolati Rustici della Biaglut
cranberries disidratati
Mescolare insieme le due creme. Sbriciolare i biscotti sul fondo dei bicchierini, versare la crema e ricoprire con altri biscotti sbriciolati e alcuni cranberries. That's all! Conservate in frigo fino al momento di servire.
Suggerimenti: potete sostituire la Philadelphia con il mascarpone e avrete un sapore meno acidulo o i cranberries con l'uvetta passa.




Inoltre voglio inviare questo dolcino alla mia zietta super tecnologica che oggi fa il compleanno: una marea di auguri e ti voglio tanto tanto bene!





Con questa ricetta partecipo al contest di Fujiko Le ricette della Felicità, perché basta davvero poco per appagare il gusto e la vista!









A presto

Stefania Oliveri

mercoledì 26 ottobre 2011

Davvero una "maiala effige" ... al cioccolato!

Se pensate che l'unico in grado di fare delle gran maialate in casa mia è il mio dolce doppio, vi sbagliate di grosso!!! E adesso ve lo dimostro con questa ricetta che è la mia estrema porcata di oggi!!!

P.s. Messaggio privato per il mio collega: questa è la torta che ho portato a scuola, la glassa non è indispensabile, come ben sai, ma se ce la metti non ti lamentare dell'assuefazione che provoca... io ti ho avvertito!





Plumcake al cioccolato con salsa
(da un'idea di “La scuola di pasticceria”, 2, Torte al cioccolato, la Cucina del Corriere della sera)

150 gr di cioccolato fondente (Venchi è senza glutine)
100 gr. di burro
4 uova codice 0 (cioè biologiche) o 1 (cioè allevate all'aria aperta)
125 gr di zucchero semolato
125 gr di farina di mandorle o mandorle tritate
1 bustina di lievito per dolci

Grattugiare o tritare anche grossolanamente il cioccolato (o usare le goccine) e farlo fondere a bagnomaria o al microonde (come faccio io a 450° per un minuto circa) insieme al burro. Separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve fermissima. Montare anche i tuorli con lo zucchero, fino a quando non saranno ben bianchi e spumosi e aggiungere il cioccolato fuso e raffreddato, la farina di mandorle e il lievito. Infine incorporare delicatamente gli albumi, mescolando dal basso verso l'alto, ma in maniera decisa e versare il composto in uno stampo da plumcake foderato con carta forno. Far cuocere in forno caldo a 180° per circa 30 minuti, preferibilmente a forno statico.



Per la salsa:
1 dl di panna fresca
100 gr di cioccolato fondente
50 gr burro
In una casseruola versare la panna e farla scaldare abbastanza senza farla bollire. Quindi versare il cioccolato tritato e il burro e mescolare fino a quando non si scioglieranno del tutto. Se vi fosse qualche difficoltà, rimettete di nuovo tutto sul fuoco basso e continuate a mescolare.
Sfornare il plumcake e lasciarlo raffreddare e al momento di servirlo versare la salsa sopra. Una libidine che supera di gran lunga tutte le “porcate” della cucina domenicale del mio lui!

Suggerimenti: la ricetta prevedeva del cioccolato al latte, che però io non avevo e ho quindi usato quello fondente e stavolta questa è stata l'unica variante.
La torta deve rimanere morbida e bagnata, quindi è buona anche senza la salsa. Però se volete fare una “maiala effige” dovete assolutamente accompagnarla con questa fantastica salsa che deve rimanere liquida, così come vedete dalle foto. La torta, così, si imbibisce bene di questa salsa e il sapore diventa sublime! Infine se volete la versione light di questa meraviglia, risparmiando un numero di calorie infinite, ma comunque altrettanto buona, potete andare a vedere qui.

Con questa ricetta partecipo al contest di La cucina di Esme sul cioccolato





A presto



Stefania Oliveri

martedì 25 ottobre 2011

Trick o treat? Nightmare profiteroles!

Trick or treat? In zona Cesarini se lo chiederanno di sicuro le MT e la mia omonima di nome e di città... Io invece assicuro loro che non si tratta né di dolcetto, né di scherzetto... ma di vero e proprio incubo! Di vera e proprio persecuzione! E se stavolta ho proposto ben 5 soluzioni di cui, ahimè, tre fuori concorso, alla prossima ne proporrò 6 e poi ancora 7 e poi ancora 8 e poi … e poi... fino a quando non vincerò questa sfida, che ormai da oltre un anno mi ha fatto perdere il sonno... Insomma una minaccia velata di sfinirle, perché la corruzione non ha funzionato... sebbene, stavolta, mi sento quasi vincitrice anche io, visto che la vittoria è andata a “Stefania di Palermo”! L'unico problema è stato nel fatto che io abito tre traverse più in là...
In ogni caso la versione di questa volta rispetta rigorosamente la forma richiesta, la base è fatta seguendo la ricetta fantastica di Sua Altezza Reale del naturalmente gluten free, assolutamente ottima e perfetta, esattamente come quella di Montersino, come previsto dal regolamento... Insomma stavolta sono in gara anche con la versione salata! Che poi pensandoci, son tutti bravi con la versione del signor Montersino, ma farli venire bene, anzi ottimi senza glutine, mica è impresa da poco... E fra l'altro credo che nessuno si sia nemmeno cimentato... :(
E se ciò non bastasse, aggiungo pure una informazione in più rispetto al post della volta scorsa, e cioè ho la certezza che i bignè si possono congelare e rimangono fragranti come appena sfornati. Questi che vedete infatti sono gli stessi della volta scorsa, scongelati e riempiti ieri. La cosa fondamentale, mi sento di dire, è che devono essere congelati non appena si raffreddano e si devono scongelare il giorno che si devono mangiare.
E dopo questa perla di saggezza, passo alla ricetta.




Per l'impasto guardate qui e se non avete il Bimby, seguite il procedimento indicato da Stefania che è perfetto!
Per il ripieno interno:
Philadelphia
salmone affumicato
sale
un goccio di grappa
Per la colatura:
Philadelphia
zucca
pistacchi

Niente di più semplice e godurioso, proprio da minimo sforzo e massimo entusiasmo ;)
Frullate il salmone insieme alla Philadelphia e regolate di sale, aggiungendo un po' di grappa per aromatizzare. Farcite i bignè.
Per la colatura invece dovete procurarvi una bella zucca e farla appassire, senza aggiungere niente altro, dentro il forno a 180°, dopo averla mondata e tagliata a tocchetti. Non appena avrà assunto una consistenza morbida, spegnete il forno e fatela raffreddare. A questo punto passatela con il frullatore perché deve avere la consistenza di una purea e mescolatela con della philadelphia e aggiustate di sale. Colatela sul vostro profiteroles e spolverizzate con pistacchi tritati.
Suggerimenti: resistete fino a quando tutti i commensali non avranno assaggiato un bignè, rischiereste di non portare l'antipasto a tavola...


E ancora una volta, con questa ricetta, partecipo alla sfida più dura della mia vita, quella per cui ho perso il sonno e la mia autostima è caduta sotto i piedi... ok, sotto i tacchi... ma sempre nel punto più basso sta... almeno fino a quando non vincerò!



A presto
Stefania Oliveri

lunedì 24 ottobre 2011

Il solito maiale di mio marito!

Oggi non ce la faccio, sono stanca, stanchissima e ho tanti pensieri, per i miei amici e per una in particolare... aspetto una notizia e sto dicendo tutte le preghiere che posso... E' un periodaccio... Per questo oggi la foto non c'è! Faceva più schifo del solito, il setting non c'era, era tutto pronto a tavola e non mi andava di fare aspettare la famiglia, non avevo voglia di rifare tutto... e non avevo nemmeno voglia di prendere un piatto (uno dei mille che ho) per mettere in posa questo buon cibo... Mi scuso prima di tutto con il mio dolce doppio, perché non sto dando onore al suo piatto, ma vi assicuro che il suo esperimento era di una bontà infinita... Stavolta ve lo racconto e voi ve lo immaginate... e se vi state chiedendo qual è l'animale della domenica ... vi rivelo subito che mio marito ha fatto di nuovo il maiale!


P.s. Riciclo una foto fatta a maggio per la mia super produzione di marmellata, perché la foto ci vuole...





Salsiccia agrodolce
La ricetta nasce da un idea di Nigella e dalle sue salsicette da cocktail, però lui ha voluto rinnovarle e ha fatto le sue modificche ed ha avuto il suo meritato successo!
Le dosi sono ad occhio, quindi assaggiate la salsa e se vi pare buona usatela, altrimenti regolate secondo il vostro gusto!
8 "callozzi" di salsiccia
2 cucchiai di marmellata di fragole (home made, cioè fatta da me!)
1 cucchiaio di olio evo
sale
1 cucchiaio di salsa di soia (io Crudigno l'unica che conosca senza glutine, ma fatemi sapere se ne esistono altre)
1/2 limone
pepe
Mettere la salsiccia in una pirofila da forno e bucherellarla. Preparare a parte una salsetta fatta con tutti gli altri ingredienti e verserla sulla salsiccia. Metterla in forno a 220° per una ventina di minuti. Lui l'ha servita con le patate al forno, tagliate e rondelle sottili, e cipolla.


Con questa ricetta partecipo al contest di Bolli bolli pentolino sulla marmellata in collaborazione con Poggio del Picchio








A presto



Stefania Oliveri

domenica 23 ottobre 2011

Quale sarà il prossimo animale? Per adesso ci sono solo le ossa!

In attesa che scopra quale sia l'animale che farà oggi mio marito, vi lascio queste meringhette a forma di ossa... d'oltrende Halloween si avvicina... se qualcuno volesse ispirarsi... sperando che sulla nostra tavola non ci siano nè pipistrelli, nè ossa di rana, nè gatti neri...


Meringhe a forma di osso





Una premessa è d'obbligo. Stavolta ho deciso di tentare la ricetta del Bimby per fare la meringa. Quindi dopo aver guardato a destra e manca e poi ho deciso che questa fosse la migliore. Se invece volete fare le meringhe ma non possedete il Bimby andate a guardare qui per il procedimento.
Ingredienti
4 albumi (circa 130 gr)
400 gr di zucchero semolato



Ho tritato per prima cosa lo zucchero per polverizzarlo, mettendo la funzione turbo per un minuto. Quindi ho inserito nel boccale gli albumi (avete capito bene non ho tolto lo zucchero dal boccale). Quindi ho inserito la farfalla e ho azionato a 50° per 7 minuti velocità 4. Si sono montate perfettamente. Il procedimento Bimby prevede una doppia montatura a distanza di 10 minuti, ma io per timore che si sgonfiassero non l'ho fatta. Ho comunque aspettato che il composto si raffreddasse e dopo 10 minuti ho poi trasferito il tutto in una sacca da pasticcere. Un piccolo trucco per riempirla senza imprecare contro chi l'ha inventata è quella di procuravi una bottiglia di plastica e tagliare l'estremità superiore, così che possiate appoggiare la tasca dentro la bottiglia facendo sporgere il lembo superiore dalla bottiglia. Questo trucchetto mi ha definitivamente riconciliato con qualsiasi tipo di aggeggio infernale inventato a tal uopo! A questo punto foderate almeno tre placche da forno e cercate di fare la forma di un osso. Come? Io ho fatto così: ho disegnato una Y e ho poi aggiunto due codine ed è venuto fuori questo... Poi ho infornato in forno ventilato a 80° per una settantina di minuti, cioè fino a quando il guscio esterno è duro. Io amo le merignhe dal cuore più morbido, quindi per me vanno benissimo 70 minuti, ma se le preferite più friabili, allora lasciatele almeno 80 minuti o anche 2 ore.


I miei pargoli sono impazziti!


Suggerimenti: Se non avete il Bimby che vi polverizza lo zucchero a velo, il consiglio è di usare metà zucchero semolato e metà zucchero a velo. Lo zucchero a velo comprato contine amido, quindi dovete stare ben attenti che sia di maizena e non di grano altrimenti non è adatto per i celiaci.


Le meringhe si conservano a lungo in una scatola a chiusura eremetica... se non avete tre pargoli come i miei!


P.s. Io non amo Halloween, perché penso che siamo italiani e dobbiamo rispettare le nostre feste, però vedendo queste ossa di meringhe da Martha Stewart, mi sono detta che essendo la nostra festa dei morti e portando i nostri morti il carbone dolce, quest'anno potevano portare anche delle ossa... Voi che ne pensate?


A presto


Stefania Oliveri

venerdì 21 ottobre 2011

Sai tenere un segreto? Io sì! Sarà colpa del brandy?

Se c'è una cosa che mi riesce davvero bene, è mantenere un segreto! Ho un vero e proprio talento naturale, cioè, mica mi impegno nemmeno tanto, io dimentico appena 5 minuti dopo che mi hanno confessato l'inconfessabile! E se ciò è una fortuna, per chi mi affida i suoi segreti, lo è molto meno per chi mi affida dei messaggi da riportare. Non vi dico se devo rifare una ricetta, anche per la millesima volta, io non me lo ricordo! Così quando ieri un mio alunno celiaco, mi ha chiesto la ricetta della torta al cioccolato e mandorle che ho fatto per il compleanno di un altro alunno, io l'ho guardato smarrita e gli ho risposto “non mi ricordo”, abbastanza mortificata, anche perché avevo appena asserito di averla fatta la sera prima alle 10 di sera...Anche perché ti guardano e pensano “questa NON l'ha fatta lei!” Così gli ho promesso di portargli la ricetta oggi... E io gliel'ho portata? NO! Mi sono dimenticata, appunto! E allora mi sono dovuta pure sbottonare e confessargli che ho il blog di cucina e che lì la trovava... E così prima che mi dimentico come ho fatto questo coniglio, pubblico la ricetta, almeno riesco a farlo una seconda volta, visto che era buonissimo!




CONIGLIO ALLE MELE E PANCETTA
Ingredienti (per sei persone):
1 coniglio da circa 1 kg e mezzo
aceto di vino
120 gr. di pancetta affumicata
olio extra vergine di oliva
1 cipolla
1 bicchierino di brandy
2 mele (io ho usato le Fuji)
200 gr. di panna liquida fresca
sale, pepe q.b.

Lavate in acqua e aceto il coniglio tagliato in pezzi (o meglio questa era una cosa che faceva mia nonna e anche mia mamma e adesso faccio anche io, ma credo che ai giorni nostri non sia neppure più necessario, visto che i coniglio sono di allevamento e non hanno più odore di selvaggina...), asciugatelo e fate rosolare il coniglio, dopo aver rosolato prima la pancetta (senza nessun grasso) poi la cipolla tagliata a fettine (aggiungendo l'olio solo se ce ne fosse bisogno) e metteteli da parte.
Cuocete nello stesso unto i pezzi di mela, aggiungendo anche un pezzettino di burro, e, una volta cotti, mettete in caldo con il coniglio e le cipolle. Aggiungete al fondo di cottura il brandy e fatelo evaporare, unite il coniglio e le cipolle e fate cuocere per 30 minuti circa.
In ultimo aggiungete le mele terminando la cottura per ulteriori 10 minuti e regolate di sale e pepe.

Con questa ricetta che lapalissianamente rosa non è, partecipo alla raccolata portata avanti da Ornella di Gialla tra i fornelli, perché ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno. Io non sono ancora riuscita a realizzare una ricetta tutta rosa, ma ho voluto partecipare lo stesso mettendo questo nastro rosa, perché il coniglio è una carne bianca genuina che dovremmo consumare di più e per la presenza delle mele, frutta di stagione (ok, va bene le mele ci sono sempre, ma a maggior ragione sono di stagione ... di tutte le stagioni!)... evitate magari la pancetta affumicata... però sarebbe l'unica cosa rosa del piatto... ;)
Comunque per maggiori informazioni andate qui e troverete tutto nel dettaglio!
Quindi non perdete tempo e prevenite!




A presto

Stefania Oliveri

giovedì 20 ottobre 2011

Per un amico lontano... crostatine vegane.

Il mio migliore amico sta al di là dell'oceano ormai da tantissimo tempo. Ed è passato tanto di quel tempo che ha superato di gran lunga gli anni che abbiamo trascorso insieme. Ci siamo conosciuti che eravamo già grandi, all'università. Poi in Olanda abbiamo trascorso i migliori mesi della nostra vita (almeno io li ricordo così... ma chissà se è vero...). Poi siamo tornati (depressi) e abbiamo trascorso gli ultimi anni dell'università sempre insieme. Abbiamo studiato le ultime materie che ci rimanevano, concedendoci delle pause folli fatte di balli scatenati sulle note di Twist and Shout dei Beatles, di Prince e degli U2, perché entrambi non amavamo il caffè! Abbiamo passato anche le notti insieme, fuori per le strade a tampinare i nostri amori, a volte ricambiati, altre volte no, ancora a ballare, a bere (poco, quasi astemi entrambi), a fumare mai. Abbiamo riso insieme, pianto anche tanto (io molto di più... forse solo io), ci siamo confessati l'inconfessabile... Poi lui è partito, è andato a lavorare ad Amsterdam e io sono rimasta. Ad uno ad uno sono partiti anche tutti gli altri amici. Ma io non facevo che ripetermi che era un periodo, che era transitorio... Poi lui è andato a lavorare negli Stati Uniti. E poi si è pure sposato un'americana. E ora ha pure due bellissimi bambini. Sono passati 20 anni (o giù di lì) e io, che sono un po' tarda, ho realizzato solo ora quanto mi manchi... Avrei ancora bisogno della sua spalla su cui versare tutte le lacrime che non riesco a versare con nessun altro. E vorrei fargli assaggiare la mia cucina, che non ha avuto il tempo di apprezzare, perché quando è partito l'unica cosa che eravamo riusciti a fare era stato bruciare il latte e anche un americano …
Gli dedico queste crostatine buone, ma non dolci, o quanto meno con un impasto salato che andrebbe bene anche per un salato, e un ripieno dolce ma non troppo... proprio come la nostra amicizia dolce finché c'è stata, non troppo perché è durata poco, salata come le lacrime … Mi manchi!
La ricetta è di una persona dolcissima che si trova dall'altra parte dell'altro oceano la meravigliosa Anna! Lei ha fatto questa versione vegana e senza glutine e io ho voluto subito provarli... li ho modificati un po', ma proprio poco perché non avevo le patate americane. La ricetta originale la potete vedere da Anna, qui vi do la mia versione.



per l'impasto
40 gr di farina di ceci
20 gr di fecola di patate
25 cc di acqua calda
un pizzico di sale
1 cucchiaio di olio evo
1/2 cucchiaino di bicarbonato

per il ripieno
60 gr di patate americane (io non le ho usate)
1/4 di mela (io ho messo una mela intera per sostituire le patate)
10 gr di cranberry
1 cucchiaio scarso di zucchero di canna

fecola di mais per spolvero
Ho amalgamato tutti gli ingredienti dell'impasto e dopo averlo avvolto in una pellicola per alimenti e l'ho messo a riposare in frigo per almeno 1 ora. Anna scrive che l'impasto le si sbriciolava, ma a me non è successo e anzi è venuto con una consistenza piuttosto elastica. Infatti quando ho ripreso l'impasto ho potuto lavorarlo molto bene, ovviamente spolverizzando un poco il piano di lavoro. Non ho voluto fare dei fagottini, ma ho optato per la versione crostatina (davvero piccina piccina).
Per il ripieno ho tagliato la mela in piccoli pezzi, ho messo i i cranberries (mirtilli rossi) fatti precedentemente rinvenire in acqua ed asciugati, ho aggiunto lo zucchero, una spruzzata di limone (per non far annerire le mele) e le ho messe dentro le crostatine. Quindi ho infornato per una ventina di minuti a 180°. Servire a temperatura ambiente.
Suggerimenti:
Come vi dicevo, il guscio delle crostatine mi sembra più indicato per un ripieno salato, perché si sente molto il sapore dei ceci e noi palermitani lo associamo alle panelle. La prossima volta voglio provare ad invertire le dosi delle due farine per farle in versione dolci.
Infine volevo fare presente che gli ingredienti usati sono naturalmente gluten free, ma per le farine bisogna stare attenti se sono fatte in stabilimenti che non trattano anche farine glutinose, per evitare pericolose contaminazioni.
A presto
Stefania Oliveri

martedì 18 ottobre 2011

...TACCHINO RISPONDE!

Ok, lo ammetto non ci vedo proprio più! Anzi devo proprio confessare che sono totalmente, completamente ciecata e devo proprio decidermi a mettere gli occhiali anche per vederci da lontano! Sì, perché quelli da vicino ce li ho, e non voglio nemmeno pensare a tutti i gradi che mi mancano... in ogni caso tanti da non permettermi più di mangiare senza indossarli... Ma adesso non ci vedo più nemmeno da lontano e dovrei mettermi un paio di occhiali per vederci mentre cammino... oppure, peggio, un bel paio di lenti bifocali (e guai a chi si azzarda a dire “come le persone anziane”)! Insomma, per farla breve, ieri ho comprato un dentifricio sbagliato proprio perché sono ciecata come una talpa! Ora io ho un unico piacere peccaminoso: il dentifricio! E anche se a casa ho anche l'Elmex, perché tutti i dentisti lo consigliano, a me piace l'Aquafresh. Lo compro quasi di nascosto, quando penso di non essere vista da nessuno e mi sento quasi in colpa ad usarlo (perché i dentisti non lo consigliano...), e a casa me lo nascondo per non farmelo fregare da nessuno, mi piace stendere quella pasta di tre colori sullo spazzolino, quasi un bisogno infantile di vedere un dentifricio tutto colorato... E l'azienda come mi ripaga? Ampliando la gamma e aggiungendone uno con la riga verde al posto di quella blu??? Ma l'Aquafresh è un'istituzione, è ha tre colori, come la bandiera francese, bianca, rossa e blu... e allora perché questo attacco improvviso di patriottismo? E io che ormai sono totalmente ciecata, secondo voi ho visto che il colore era diverso???
E ora, ditemi voi, se queste polpettine sono delle dimensioni giuste per un finger food, perché io non le vedo proprio!




Le polpettine di Meggy




Prima di passare alla ricetta devo precisare due cosine. Intanto che partecipo a l contest di EliFla di Cuocicucidici e con la vincitrice del mese Meggy di Basilico, Malva e Cerfoglio.




Il contest prevede che si debba rifare una ricetta della vincitrice del mese, variando al massimo un solo ingrediente. Io non ho variato gli ingredienti, ne ho solo aggiunto uno e cambiato le dosi. Ecco come:

Ingredienti:
800 gr. di fesa di tacchino
1 porro grande
1/2 lattina di latte di cocco
salsa di soia dolce (Crudigno che non contiene glutine)
olio evo
curry
yogurt
sale

Preparazione:
affettate finemente il porro e stufatelo poi con un goccio d'olio in una casseruola antiaderente
Tagliate grossolanamente la fesa di tacchino e mettetela nel robot da cucina assieme al porro stufato, al latte di cocco e alla salsa di soia dolce.
Frullate il tutto fino ad ottenere un composto denso e omogeneo, poi procedete formando delle polpettine grandi come una noce, aiutandovi con un cucchiaio bagnato e con le mani sempre bagnate per non far appiccicare il composto.
Cuocetele in una padella antiaderente senza olio nè altri grassi fino a doratura di tutti i lati, altrimenti potete cuocerle anche in forno a 180° sempre fino a doratura (io ho optato per questa seconda alternativa, anche se Meggy sostiene che siano più gustose cotte in padella).
Il risultato saranno delle polpette morbidissime, quasi spumose con un'invitante crosticina.
Servitele con dello yogurt bianco addizionato con salsa di soia dolce e sale e io ho aggiunto anche abbondante curry.
Suggerimenti:
- Il latte di cocco in cottura esce dalle polpette, quindi non fatevi tentare dall'aggiungere olio, perché ve ne ritroverete in abbondanza nella padella.
- La salsa di soia, inaspettatamente contiene glutine. Io ne ho trovata una al NaturaSì marca Crudigno che non ne contiene.
- La salsa di yogurt ci sta benissimo, quindi non preparatela con morigeratezza!

A presto


Stefania Oliveri

lunedì 17 ottobre 2011

Mio marito fa il maiale ogni domenica!





Cioè oggi non parlo, passo direttamente alla ricetta di... MAIALE ovviamente! ;)))

Maiale con le mele (liberamente ispirato da Il meglio di Sale&Pepe, Carne in padella)



Ingredienti per 4 persone:
8 medaglioni di filetto di maialedi 3 cm circa
2 mele e mezzo varietà Fuji
200 ml di panna
timo e rosmarino
2 cucchiai di succo di limone
3 cucchiai di acquavite di champagne
fecola per infarinare
50 gr burro
1 cucchiaio di olio evo
sale e pepe



Legare (e non pensate male) le fette di maiale con dello spago da cucina, così che non perdano la forma. Passate le fette nella fecola per infarinarle leggermente. In una padella fate sciogliere il burro con l'olio (così supera il grado di cottura e non si brucia), il timo e il rosmarino e fate rosolare il maiale. Fatelo cuocere per 4/5 minuti da ogni parte, quindi salatele e pepatele. Appean saranno pronte tenendo in caldo il maiale, nella stessa padella fate cuocere le mele, precedentemente lavate, sbucciate e tagliate a rondelle, con il succo del limone e l'acquavite. Fate cuocere per 2/3 minuti a fuoco vivace, quindi, trascorso questo tempo, unite la panna e fate restringere per qualche minuto. Aggiustate di sale e pepate. Servite il maiale con le mele e il fondo di cottura.


Mi secca dirlo, ma era veramente ottimo!


Suggerimenti:


- come avete notato ha usato la fecola per infarinare il maiale, ma va bene anche la farina di riso, la maizena e così il maiale resta senza glutine, se usate la farina 00, sebbene la farina sia molto poca, non potrà essere consumato dai celiaci;


- mio marito ha usato l'acquavite di champagne perché quella avevamo, ma potete benissimo sostituire con cognac o brandy. In ogni caso l'aroma è stupendo!


- oltre alle mele Fuji si possono usare anche le Royal Gala e le Imperatore, ma forse quelle perfette sarebbero le Renette o le GOlden bianche. In ogni caso ci vuole una mela poco zuccherina e con un retrogusto leggermente acidulo.




A presto


Stefania Oliveri

venerdì 14 ottobre 2011

Profiterole o non profiterole?

Quando ho letto qual era l'argomento dell'MTC di questo mese, con tutto che voglio un gran bene alla mia omonima, devo confessarvi che non l'ho odiata, ma quasi, e in più ho avuto un collasso. Insomma come si fa ad essere cialtroni con una ricetta del genere??? Per giunta senza glutine? Fra l'altro la ricetta era piena pienissima di particolari e segreti, ai quali volevo assolutamente attenermi, ma verso i quali nutrivo grandi esitazioni... troppo in alto per una come me! Fra l'altro, devo ancora confessare, io detesto il profiterole... tanto mia mamma lo ama e tanto io lo detesto. Odio quel sapore stucchevole della panna con il cioccolato sopra e non mi piace nemmeno la variante con il caffè e nemmeno quella al limone... E poi io odio perdere e anche se non mi impegno mai abbastanza per vincere questa sfida, con questa ricetta non potrò vincere mai!!!
E però l'amore può... e fa far tutto. E così mi sono messa di buzzo buono e ho deciso che stavolta dovevo “profittelorare” anche io... Io ho seguito la mia ricetta senza glutine (come previsto dalla gara!) , che però ho notato che ha le stesse proporzioni della mia beneamata, e strano ma vero, mi è pure piaciuto! C'è un piccolo dettaglio che ho tralasciato di sottolineare... il mio profiterole è senza panna! E ho capito che non è il profiterole che non mi piace, ma la panna!
P.s. Sicuramente non vincerò, però mi sono rappacificata col profiterole... tanto da fare una versione dolce e una anche salata, anzi tre!




Il profiterole della mia vita
Ingredienti per i bignè (70, grandi quanto una noce)
200 gr. di acqua
120 gr. di farina di riso
60 gr. di fecola
80 gr. di burro
4 uova
10 gr. zucchero (per preparazioni dolci, ma io non l'ho messo e va bene lo stesso anche per i dolci)
un pizzico di sale
Io ho usato il Bimby, ma se non l'avete le spiegazioni di Stefania sono precisissime! Ho inserito nel boccale tutta l'acqua, il sale e il burro e l'ho fatto cuocere a 100° velocità 2 per 10 minuti. Trascorso il tempo, ho aggiunto le farine e azionato il Bimby per altri 30 secondi velocità 4. A questo punto spegnete l'apparecchio (autocottura) e aspettate 10 minuti, mescolando, nel frattempo, l'impasto a velocità 4, per almeno 5 volte. Lasciate raffreddare l'impasto sempre nel boccale, e a questo punto potete aggiungere le uova, uno alla volta e non prima che il primo non sia stato totalmente incorporato, lavorando ancora per altri 30-40 secondi a vel. 5. A questo punto si può trasferire l'impasto in una sac à poche o fare i bignè con due cucchiaini. Il mio impasto era piuttosto denso, molto di più di una crema pasticcera, ma è dovuto al fatto che ci fosse meno burro che nella ricetta di Stefania. E però secondo me, e l'intera famiglia (ma sono di parte e non fa testo), sono venuti buonissimi. Ho quindi fatto delle palline grandi quanto una noce e le ho disposte su una placca da forno imburrata e come dice Stefania non usate la carta forno, altrimenti non si cuociono uniformemente. Cuocete in forno caldo a 180° (nel mio che è solo ventilato a 170°), perché la mia versione è povera di grassi, per circa 30 minuti, nel mio forno che è solo ventilato, altrimenti 12 minuti a forno chiuso e altri 25/30 minuti a forno socchiuso (aiutatevi con una paletta) se non è ventilato. La cottura è una parte determinante del processo, infatti devono colorarsi perché se rimangono chiari non sono cotti e il bignè sarà immangiabile! A questo punto lasciateli raffreddare quindi farciteli... Ed ecco la sorpresa, la farcia!



Essendo sicula sicula fino nel mio più profondo io, secondo voi, che poteva esserci nel ripieno??? Ricotta!!!
Le proporzioni secondo mia mamma sarebbero:
1 kg di ricotta di pecora (mi raccomando!)
700 gr di zucchero
Secondo me:
1 kg di ricotta
500 gr zucchero
Mettete tutto in una ciotola e mescolate bene. In realtà sarebbe bene anche setacciarla, ma a me piace di più grezza. Inoltre la ricotta dovrebbe essere di almeno due giorni, così che abbia perso gran parte dell'acqua altrimenti è troppo liquida per il ripieno. Mettete in una sac à poche e riempite i bignè praticando un foro da sotto. Se però non siete pratici, potete benissimo tagliarli a metà e riempirli.
E infine la colata. La colata è stata fatta con la nutella! Nutella e un po' di latte per la versione under 14 e un po' di brandy per la versione over 18!
Fate sciogliere la nutella con il brandy (o con il latte) in un pentolino, a fuoco basso, facendo attenzione e non far bruciare il composto, e fate colare sui bignè riempiti. Dapprima la cioccolata sarà liquida, ma al momento di servire il profiterole, si rapprenderà un poco formando una cremina paradisiaca!

Dopodiché, siccome, mi sono venuti fuori 70 bignè, ho deciso di sacrificarne qualcuno e di servirli in versione salata. Ed ecco le tre versioni:




Le tre versioni non sono nate dall'esigenza di fare colpo su Stefania e nemmeno dal fatto che voglia dimostrare la mia "arte" culinaria, ma dal semplice fatto che il primo bignè che mi era venuto in mente pensavo che i miei pargoli non l'avrebbero mai mangiato... E invece, non solo l'hanno mangiato, ma in ordine di preferenze si è guadagnato perfino il primo posto. Quando si dice che le mamme conoscono i figli...

Bignè alla crema di prosciutto profumato al marsala con gelatina di mirtilli rossi
Le proporzioni sono rigorosamente... ad occhio!
philadelphia
prosciutto crudo
marsala
gelatina di mirtilli rossi
In un mixer, frullate la philadelphia, col prosciutto e il marsala. Quindi riempite i bignè con questa farcia e mettete una lacrima di gelatina sopra i bignè... Una goduria!!!




La seconda versione:
Bignè con crema di uova di lompo e grappa
philadelphia
grappa (o vodka)
uova di lompo
Mescolare a mano i tre ingredienti e poi coprite con uova di lompo.

Ultima versione
Bignè alla crema di olive verdi (versione vegetariana)
philadelphia
paté di olive
paprika
Mescolate la philadelphia col patè e farcite. Coprite con un po' di patè d'olive.




Suggerimenti: Attenzione alla farina di riso, perché seppur naturalmente gluten free, se prodotta in stabilimenti che producono farine glutinose, si contamina e non va più bene per i celiaci. Quindi guardate sull'etichetta che ci sia scritto che non contiene tracce di glutine! Inoltre usate la qualità super fina, tipo amido. Quella più grossolana non va bene, così come non va bene macinare il riso direttamente a casa perché la grama resta troppo grossa.







Con questa ricetta partecipo alla sfida più dura della mia vita, quella per cui ho perso il sonno e la mia autostima è caduta sotto i piedi... ok, sotto i tacchi... ma sempre nel punto più basso sta... almeno fino a quando non vincerò!




A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 12 ottobre 2011

Squilli di tromba: le vincitrici!

Abbiamo i vincitori, anzi le vincitrici!


Prima però di darvi i cinque nomi, che entrano di diritto a far parte delle (st)Renne per un mese (il mese di novembre) e che vengono messe in elenco per partecipare alla vittoria finale del week-end a Paceco al Baglio Costa di Mandorla, un ringraziamento è dovuto agli altri giudici del contest che vi cito in ordine di apparizione di settimana delle (st)Renne Alessandra e Daniela di Menù Turistico, Anna Luisa e Fabio di Assaggi di Viaggi, EliFla di Cuocicucidici e Mapi di L'Apple pie di Mary Pie.

E' stato davvero difficile decidere perché le ricette erano tutte molto belle e buone, ma soprattutto perché l'impegno è stato davvero tanto vista la difficoltà dell'ingrediente, da molti introvabile, e la limitazione del senza glutine. Le ricette sono davvero varie e vanno dall'antipasto al dolce e ben presto sarà pronto il PDF che portrete scaricare e usare.

La cosa più bella di questo contest, lasciatemelo dire, però è stata la solidarietà verso i celiaci, cosa che mi ha sempre commosso quando sono passata a leggere le ricette. Quindi un grandissimo ringraziamento va a tutti coloro che hanno preso parte e anche a tutti quelli che mi hanno scritto rammaricandosi di non aver potuto partecipare... A questi ultimi dico che non ci sono problemi perché il prossimo mese sono certa che chiunque potrà intervenire! ;)


E adesso, dopo tante chiacchere, svelo l'arcano delle 5 bravissime vincitrici!

E allora squilli di tromba perché l'alloro va a:



Sformatino di fichi su crema di pecorino e lardo di Colonnata di Arricciaspiccia
























Dolcepassione glutenfree fichi, castagne e cioccolato

di Stefania di Profumi & Sapori





















Spirali di tacchino e fichi di Il colore della Curcuma



















Crostata di frolla di mandorle
con yogurt e fichi di Eleonora di Burro e Miele













Crumble di mandorle e fichi di Giulia di Rossa di Sera









In ogni caso qui trovate tutte le ricette che hanno partecipato!


A presto per sapere il tema del prossimo contest che partirà a Novembre... TENETEVI PRONTI!

Stefania Oliveri

martedì 11 ottobre 2011

Flamiche di porri con finta sfoglia ovverosia flamiche ecologica!

Flamiche! Quando si dice che una l'estero ce l'ha nel sangue! Io mica lo sapevo che la cosa che stavo “crando”, (con le uniche cose che avevo in frigo) era già stato inventato in Belgio e aveva pure un nome così bello! In realtà tutto è iniziato perché volevo provare a fare la finta sfoglia... Perché la finta sfoglia? Perché è più facile e anche più light... ora non pensate che sia facile e light, insomma per chi segue una dieta ipocalorica non è proprio indicata, ma almeno i sensi di colpa sono meno pesanti... anche quelli un po' più light! ;)




Come al solito io ho riadattato una ricetta che prevede farine dietoterapiche, con farine naturalmente senza glutine. Non perché io non usi le farine dietoterapiche, anzi oggi ce ne sono davvero di buone che danno grandi risultati. Ma mi metto nei panni di chi voglia fare una preparazione per cui userebbe la farina 00 e avendo un celiaco a cena non può/vuole utilizzarla. Con questo mix di farine naturalmente senza glutine, che si possono trovare facilmente da Naturasì, chiunque è in grado di rifarla, senza nemmeno spendere un capitale. E ora bando alle ciance e passiamo alla ricetta
170 gr farina di riso quella super fina tipo amido
50 gr. farina di patate
30 gr farina di tapioca
250 ricotta o philadelphia o mascarpone
160 gr burro morbido, ma non troppo
2 pizzichi di sale
5 gr di xantano (facilmente sostituibile con la farina di semi di carrube, anche essa facilmente trovabile in qualsiasi Naturasì)
Mettere tutti gli ingredienti in un mixer e amalgamare velocemente fino a quando non diventa una palla. Conservare dentro un sacchetto per alimenti ben chiuso, in frigo per un paio d'ore. Questo serve a far rassodare nuovamente il burro e dare densità all'impasto. Quindi riprendere l'impasto e cominciare a stendere con un mattarello, procedendo come con la pasta sfoglia, cioè piegando in tre la pasta ad ogni giro, prima di stenderla, avendo cura di infarinare un poco (con la farina di riso) il piano per non fare attaccare l'impasto. A questo punto si può procedere al ripieno. Come vi ho già detto io ho messo quello che avevo a casa, per poi scoprire che è la farcia della Flamiche!

Interno per tre mini sfoglie:
1 porro
1 uovo
1 confezione di panna da 250 ml
parmigiano
noce moscata
pancetta affumicata (ma è una divagazione alla Flamiche!)
sale
Pulire il porro e dopo averlo diviso in 4 alla base, sciacquatelo bene. Quindi tagliatelo a fettine e mettete a stufare (o se preferite soffriggere) in una casseruola, con un po' d'olio. Fate raffreddare e quindi mescolate al resto degli ingredienti. Versate sulla pasta sfoglia e cuocere in forno a 180° per 20 minuti circa o fino a quando non si formerà un po' di crosticina. Servire caldo, avendo cura però di aspettare 10 minuti prima di servirlo o a temperatura ambiente.
Suggerimenti:
1.nell'impasto forse si deve aggiungere un altro uovo, se lo si vuole servire caldo perché altrimenti l'interno rimane troppo liquido, cosa che a temperatura ambiente non si nota. Quindi decidete quando servirlo e poi regolate la quantità delle uova.
2.per dare l'impressione di una vera pasta sfoglia, sono venuta a conoscenza di un trucchetto, cioè quello di incidere i bordi della pasta prima di metterla in cottura. Questo aiuterà l'impasto a sfogliare come fa la pasta sfoglia;
3.non fatevi ingannare dalla presenza del mascarpone (era l'unico formaggio tipo philadelphia che avevo), perché comunque rispetto al burro contiene la metà delle calorie, ma il suo gusto rimane inalterato!
4.Ad onor del vero la vera flamiche in realtà è fatta con una pasta brisè o una frolla ricca e i porri sono stufati con il burro... ma questo avviene in Belgio dove le temperature sono sicuramente più miti delle nostre. Il sapore però non ne risente affatto, quindi se optate per una finta sfoglia e un finto interno, allora potete ribattezzare la vostra flamiche in finta flamiche o meglio, come si usa ora, in maniera molto più politically correct, in una “flamiche ecologica”.



5.Io non ho ancora fatto la prova perché la rimante sfoglia è stata usata per fare: a. dei rollò con il wurstell (assoluto cibo sano) per il pargolo n. 3 e b. una dose massiccia di mini cornetti riempiti con marmellata di fragole homemade (un po' liquidina, per questo vedete tutte la marmellata di fuori) per il pargolo n. 1 e con la nutella per gli altri due pargoli; ma secondo me si può anche congelare e utilizzare in un secondo momento.


Ovviamente non ne è rimasta nemmeno una briciola!

A presto
Stefania Oliveri

lunedì 10 ottobre 2011

L'ammutinamento del maiale...

Prima domenica di ottobre, vento, acqua e freddo improvviso. Cambio di stagione immediato (sto esagerando, i miei cambi di stagione durano mesi... fino a quando non ritorna la stagione successiva …). A casa c'è già freddino, si comincia a vestirsi con le maniche lunghe e si indossano le calze... Atmosfera ideale per restare a casa a crogiolarci e a cucinare, lui il secondo e io antipasto e dolce, d'altronde è sempre domenica... Peccato che con questo brutto tempo le foto vengono uno schifo e che la pioggia sopraggiunge sul terrazzo dove abbiamo allestito un set veloce... ma tutti sono più contenti, le foto sono poche, ma il maiale si mangia subito!





Filetto di maiale alle erbe
Prima, una premessa. La ricetta viene da “Il meglio di Sale & Pepe: Carne in padella”, pag. 46 ed è una ricetta facilissima, però molto gustosa. In realtà conoscendo la passione del dolce doppio per la carne, e la mia avversione per la carne, sabato avevo deciso di mettergli in mano il meraviglioso volume di Alain Ducasse sulla carne, dicendogli che se avesse cucinato una qualsiasi di quelle pietanze, l'avrei mangiata più che volentieri... Lui ha sfogliato tutto il libro, ha meditato, si è accarezzato il pizzo e poi mi ha guardata. Il risultato? Mi ha subito chiarito che la domenica è il giorno che il Signore ha deputato al riposo... Cogliendo il messaggio subliminale del suo ammutinamento, sono ricorsa subito ai ripari e gli ho dato in mano questo librettino... e anche per questa domenica ha cucinato lui!


Dosi per 4 persone:
8 fette di maiale spesse 4 cm
8 fettine di lardo (noi pancetta affumicata)
un mazzetto di erbe aromatiche miste (salvia, rosmarino, prezzemolo, erba cipollina)
4 bacche di ginepro
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Lavate e asciugate le erbe aromatiche e tritatele con un coltello pesante o una mezzaluna (io non ce l'ho!). Unite il sale e il ginepro e il pepe macinati al momento. Condite il tutto con due cucchiai di olio. In questo trito passate le fette di maiale e avvolgete ogni fetta con una striscia di pancetta fissandola con uno stecchino o uno spago. Per la cronaca io ho chilometri di spago a casa, ma il dolce doppio ha deciso che era più coreografico fissarle con gli stecchini come si vede su Sale e Pepe (io ho malignato, sostenendo che fosse più semplice!)
Quindi riscaldate una griglia e fatela diventare molto calda e quindi sistematevi sopra la carne. Cuocetela per 5/6 minuti per parte, girandola con una paletta per non pungerla e far uscire tutti i succhi della carne. Servite ben calda con una insaltina!

Suggerimenti: gli ingredienti usati in questa ricetta sono tutti naturalmente senza glutine. L'unico ingrediente a rischio può essere la pancetta, ma se chiedete al vostro salumiere, vi darà quella senza glutine.

Inoltre se volete cuocere su una griglia (ad esempio all'aperto) anche delle fette di carne impanate, prima cuocete tutta l'altra carne e cibo e infine ciò che è impanato, per evitare contaminazioni.
Infine, grazie alla pancetta (o al lardo) non c'è bisogno di aggiungere nessun altro grasso. Questa sciogliendosi col calore donerà sapore e morbidezza alla carne.



A presto



Stefania Oliveri

domenica 9 ottobre 2011

Do i numeri!

Ieri sera si è conclusa la prima tornata legata al contest delle (st)Renne senza glutine e ora vi do i numeri!



37 magnifiche ricette arrivate
77 commenti
1 contest complesso con 2 difficoltà: il “senza glutine” e i fichi quasi fuori stagione...
7 giudici con 5 blog
1 week end per 2 persone
5 vincitori al mese
1000 ore di lavoro e più in rigoroso tacco 12
1 PDF pressoché pronto!
Ora andate a vedere qui tutte le ricette e decretate i vostri personali vincitori... si accettano anche raccomandazioni..., ma sappiate che l'unico giudice corruttibile sono io!
A novembre con le nuove (st)Renne e il nuovo contest!

Stefania Oliveri

sabato 8 ottobre 2011

Last day!

Oggi è l'ultimo giorno utile per partecipare al contest delle (st)Renne senza glutine coi fichi (valgono anche quelli secchi e la marmellata di fichi).





Sono arrivate gia ben 34 ricette, tutte bellissime, che potete vedere qui. Ringrazio di cuore chi ha già partecipato e ringrazio anche tutti coloro che mi hanno inviato testimonianze di affetto verso questa problematica. E' facile dire che ormai si trova di tutto e che la vita di un celiaco è semplice, ma chi si è cimentato ha capito che non proprio così. Questo contest nasce proprio dalla voglia di far capire che esistono ancora tante barriere per i celiaci, ma con un po' di buona volontà da parte di tutti si possono superare. Aiutate un celiaco ad essere più felice quando va a mangiare fuori casa, dimostrate che gluten free è buono per tutti, dimostrate quanto quanto è sensibile l'etere su questa problematica.



Vi ricordo ancora che le migliori 5 ricette faranno parte delle (st)Renne di novembre e partecipaeranno al backstage (la parte più divertente di tutto) e fra queste 5 ci potrebbe essere anche il vincitore del magnifico week end per due a Paceco nell'Agriturismo Baglio Costa di Mandorle








Perché abbiamo scelto questo agriturismo? Intanto perché si trova in posto davvero strategico sulla via del sale e del vino, cosa che per un food blogger e un appassionato di cibo riveste un'importanza fondamentale. Ma non solo. E' al centro di itinerari turistici del trapanese molto suggestivi, come le isole Egadi (Levanzo, Favignana, Marettimo), la riserva naturale delle Saline di Trapani, dove si mangiano le cassatelle più buone del mondo, la riserva naturale dello Stagnone con l'isolotto di Mothia, Erice, dove si gustano le genovesi più buone della zona della famosa Maria Grammatico, Segesta con il suo tempio e la greca Selinunte, nonché la riserva naturale dello Zingaro con le sue acque incontaminate e la spiaggia di San Vito Lo Capo, dove potrete gustare il meraviglioso cous cous. Fra l'altro l'agriturismo dispone di camere con il punto cottura (cosa ideale per i celiaci e non solo), in una atmosfera legata ai fasti del XIX secolo, che ci riporta indietro mostrandoci come si viveva in Sicilia a quell'epoca, e offre a tutti i suoi ospiti il famoso gelo al gelsomino, di cui mi hanno fatto dono della ricetta, naturalmente senza glutine.



Insomma, non aspettare oltre, potresti essere il vincitore di tutto questo!

A presto
Stefania Oliveri

venerdì 7 ottobre 2011

I rocher di Mr Paul A. Young e il mio dovere annuale


Una volta l'anno mi metto la coscienza a posto, faccio il mio dovere... mi vado a fare una lezione (di prova) di ginnastica, per la serie “io ci ho tentato”. L'anno scorso di questi tempi sono andata con una amica a fare una prova di power qi, vi ricordate? E decisi di non farla più perché l'istruttore mi aveva detto che con questa ginnastica io mi sarei ritrovata e invece io volevo assolutamente perdermi...
Ieri sono andata a fare la mia lezione dell'anno, in un'altra palestra, con un altra amica. E indovinate chi ho incontrato? L'istruttore di power qi dell'anno scorso... Quante probabilità avevo??? Esatto!!! E se già l'anno scorso ero stata dissuasa dal continuare, quest'anno dopo aver passato circa 5 minuti a dirci se “sentivamo il nostro braccio destro, se lo sentivamo pesante, piacevolmente pesante, se lo sentivamo respirare”, mentre io cercavo di scoprire nello stesso tempo quale fosse il mio braccio destro (vi ho mai detto che ho problemi con la lateralizzazione? Sì, anche quello, oltre ad essere celiaca...), ho capito perché l'anno scorso non ho continuato!
E se l'anno scorso mi sono consolata con un macaron, quest'anno mi consolo addirittura con una ricetta del maestro cioccolatiere più bravo e charmant del mondo, un inglese un po' dandy che ha fatto innamorare la nostra Mapi e che presentandomelo ha fatto innamorare anche me: mister Paul A. Young!
Se andate a trovare la nostra Mapi troverete delle ricette strepitose e io mi inchino davanti a cotanta maestria. Io, invece, ho deciso di iniziare con una ricetta semplice semplice (e dove è la novità?), ma davvero davvero ottima!


I rocher (come li chiamo io) ovverosia “Lastre rocher con frutta secca tostata e uva sultanina cremisi" (come li chiama lui in “Avventure al cioccolato, 80 sensazionali ricette” pag. 80)


Ingredienti:
250 gr di frutta secca a scelta, tritata grossolanamente (io ho scelto 100 gr. di pistacchi, 100 gr di mandorle, 50 gr. di nocciole)
100 gr di uva sultanina cremisi (o altra frutta disidratata)
300 gr di cioccolato fondente (a scelta, dice lui) temperato
Disponete la frutta secca in una teglia nel forno freddo e accendete il forno a 180° per 5 minuti da quando il forno raggiunge la temperatura. Oppure mettete la frutta secca in una padella capace e far tostare facendo attenzione a rimestare sempre e non farla bruciare. Quindi lasciate raffreddare completamente. A questo punto temperate il cioccolato, se volete il metodo che seguo io, piuttosto casalingo, ma che è uguale a quello che propone mister Young nel suo libro, potete vedere qui, sciogliendo prima 200 grammi di cioccolato e aggiungendo poi gli altri 100 grammi. Appena il cioccolato è temperato, aggiungete la frutta disidratata e la frutta secca, lavorando piuttosto velocemente. Siccome, come sempre, io guardo la ricetta superficialmente o poi la faccio a modo mio, ho aggiunto tutta la frutta secca e invece, mister Young, suggerisce di lasciarne da parte 50 grammi da spolverizzare sopra. Voi fatelo, altrimenti dovrete rifare il procedimento della frutta secca abbrustolita... come ho fatto io! Stendete quindi il composto su una leccarda ricoperta di carta forno e con un altro foglio di carta forno, appiattite con un mattarello dello spessore che più vi aggrada. A questo punto si deve far raffreddare e se volete dei pezzi tagliati regolarmente, incidete il composto prima che si solidifichi del tutto, altrimenti quando si indurirà, si taglierà in pezzi irregolari.
Sempre nel libro si legge che si possono conservare per due mesi... io ci credo sulla fiducia perché hanno fatto un volo!
Suggerimenti:
Anche se la dose vi può sembrare eccessiva vi assicuro che non si realizzano tanti pezzi. Purtroppo non li ho potuti contare, perché diminuivano a vista d'occhio, ma non dimezzate la dose.
Se abitate ad una latitudine come la mia dove ancora fa caldo e l'estate non è ancora finita, mettete il composto in frigo, altrimenti non si rapprenderà mai.



E infine vi ricordo che avete tempo solo fino a domani per il contest delle (st)Renne senza glutine







per vincere un magnifico week end per due all'Agriturismo Baglio Costa di Mandorla









e diventare (st)Renne per un mese!

A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 5 ottobre 2011

Mio marito è un gran fico: lo smoothie!

Ho scatenato l'inferno... Chiedo venia! Ma non volevo offendere le single, tanto meno quelle di ritorno (che spesso non l'hanno nemmeno voluto, ma subito!) per cui due chiarimenti sono indispensabili:



1. Non odio, disprezzo, commisero le donne sole (cioè quelle senza un compagno, perché sole non lo siamo mai), nè sopra gli anta, nè sotto;



2. Disprezzo invece tutti quegli atteggiamenti e quelle illusioni che portano le donne (sopra e sotto gli anta) a mettere in atto tutti questi comportamenti;



3. mio marito non assomiglia davvero a Richard Gere... ma io lo amo così tanto che lo vedo meglio di lui!



4. Mi ama anche lui, almeno fino ad ora... e spero che anche io, per lui, assomigli a Michelle Pfeifer da giovane!




Detto questo vi lascio con una ricettuzza facile facile, ancora a base di fichi (anche secchi e anche marmellata) e non perché continuano le (st)Renne ufficiali, ma per ricordarvi che per far parte delle (st)Renne senza glutine di novembre e vincere un bel soggiorno a Paceco all'Agriturismo Baglio Costa di Mandorle, avete tempo fino all'8 ottobre. Vi aspetto!!!




Smoothies ai fichi
Ingredienti per due persone:
1 yogurt intero ben freddo
1 cucchiaio di zucchero di canna
2 fichi freddi




Lavare bene i fichi e sbucciare (se non sono biologici, altrimente lasciatela che darà più sapore alla vostra bevanda). Frullate lo zucchero di canna e aggiungete lo yogurt e fichi. Versate in due bicchieri e spoverizzate con poco zucchero di canna.




Suggerimenti: Se lo yogurt è ben freddo, il gusto ne guadagna, altrimenti aggiungete qualche cubetto di ghiaccio. E mi raccomando, polverizzate lo zucchero di canna, perché altrimenti non si scioglierà nel composto.

A presto
Stefania Oliveri

lunedì 3 ottobre 2011

La porcata domenicale di mio marito




Sono arrivata agli anta, da poco ma ci sono. E sono ancora sposata... Tante amiche non lo sono più... E c'è tanta concorrenza, che comincio a spaventarmi... Perché oltre alle agguerritissime single di ritorno, che spesso non l'hanno scelto ma subito, ci sono una schiera di ragazze dai 25 ai 35 che si propongo senza scrupolo alcuno nei confronti delle mogli. Vero che mio marito assomiglia tanto a Richard Gere (da giovane, beninteso!), ma tutta questa sfrontatezza mi sconforta! E non vorrei trovarmi ad essere io single di ritorno mio malgrado... Anche perché c'è un vademecum da seguire... Ed ecco il vademecum, così se qualcuna ci si dovesse ritrovare sa già cosa l'aspetta!
Innanzitutto sono:
1.donne che hanno superato almeno i 43 anni che quindi vengono già considerate vecchie, anche dai 50enni, che vogliono al loro fianco 25/30enni!
2.Non prendono in considerazione i 70enni, che invece sembrano gli unici interessati a loro;
3.hanno almeno un figlio, ancora in età scolare, che devono destreggiare fra padre, nonne e zie e che nel momento opportuno non sanno mai con chi lasciare!
4.In cerca di un appuntamento con uno straccio di uomo libero... e, qualcuna, anche non libero!
5.si mettono in tiro pure per andare a fare la spesa, non si sa mai incontrassero l'uomo della loro vita!
6.escono in gruppo, ma le vedi con le facce tristi perché non c'è un uomo, ma non voglio uscire con le coppie perché le fa intristire di più;
7.si ritirano a casa esauste, ma ne escono subito dopo perché a casa da sole, mai!
8.Accettano inviti che non avrebbero mai pensato di accettare...
9.Percepiscono tutte le altre donne, al di sotto dei 40 come temibili arpie
10.cominciano ad andare dal chirurgo estetico per gonfiarsi labbra, seno, guance e distendersi rughe;
11.frequentano la palestra non meno di 5 volte a settimana per restare in forma... ahiloro con scarsi risultati e quindi ri ricorrono al chirurgo per eliminare pancia, cosce e glutei eccessivi;
12.sperano di incontrare un uomo intelligente (quelli son tutti impegnati, però!) che le capisca profondamente e che consideri il loro lato interiore, piuttosto che il lato estetico, ma si accontenterebbero anche di uno superficiale, che non le capisce e apprezza le parti rifatte, pur di averne uno accanto;
13.si lasciano incantare da belle parole anche se sanno benissimo (in quanto già navigate) che avranno la durata di un giorno (quando va bene);
14.ricorrono allo psicologo per sfogare le amarezze di una vita da sole...
15.hanno uno stuolo di amiche che si dividono in due schiere: a. non ti preoccupare troverai l'uomo della tua vita, come l'amica della mia amica che ha incontrato un uomo giovane, che l'ha sposata, ha voluto pure dei figli, viaggiano e sono sempre felice; b. quelle che passano il tempo a convincerle che è meglio da sole (soprattutto quelle ancora sposate) che è molto meglio così e che nel lettone finalmente possono dormire di traverso (e quale sarebbe il vantaggio mi sfugge)
16.fanno shopping compulsivo, shamping compulsivo, zapping compulsivo e quant'altro purché sia compulsivo
17.… porta sfiga e non lo metto!

E così sappiate mie care a cosa andate incontro alla soglia dei 40 e non dite che non vi avevo avvertito...


La porcata domenicale di mio marito!
Ingredienti
Fettine di lonza di maiale ogni due persone (quindi per noi 10)
1 porro grande
vino bianco

olio evo
sale
aromi
miele (noi di acacia da agricoltura biologica)
Lavate e spellate il porro e quindi tagliatelo a fettine sottili. In una padella mettete un po' d'olio e fate stufare il porro. Quindi mettetelo da parte e al suo posto cuocete, pochi minuti per parte il maiale, sfumando col vino. Quindi spalmare un po' di miele su ogni fettina e rimettete il porro sopra ogni fettina e far cuocere un altro minuto ancora. Salare e condire con gli aromi che gradite.
Siccome l'ha fatta lui, naturalmente è piaciuta ai pargoli da morire... ma allora perché non cucina ogni giorno?????


E ora vi ricordo che avete ancora pochi giorni (fino all' 8 ottobre) per partecipare al contest delle (st)Renne senza glutine coi fichi (ammessi fichi secchi e marmellata), per ciò affrettatevi, potreste essere le prossime (st)Renne e potreste vincere a giugno un magnifico week end all'Agriturismo Baglio Costa di Mandorla di Paceco!!! Se volete vedere le ricette già arrivate, cliccate qui!






A presto



Stefania Oliveri

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