E vedi camminare tantissime persone a piedi perfino per queste strade nazionali. E non vi dico quanti mendicanti ci sono a Bucarest, perfino molti di più che a Palermo!
Pur essendo, noi, abbastanza disorganizzati, a Sibiu, nonostante sia una grande città molto bella, riusciamo a vedere tutto il meglio della città antica (musei esclusi, ma i pargoli non vogliono più vedere né musei né castelli perché sostengono di averne visitati già troppi, nella loro “lunga vita”, e soprattutto i castelli sono roba da femminucce e loro, notoriamente, son maschi!). In questa meravigliosa cittadina,arriviamo al centro storico dove una piazza enorme ci accoglie con musica e tantissimi giovani e turisti (soprattutto tedeschi), grazie ad un festival di musica rock. In questa piazza enorme c’è il clou della città. Una delle tre maggiori chiese delle tre confessioni maggiori, quella cattolica,il barocco Palazzo Bruckenthal e la casa Blu, dove si può ammirare lo stemma della città antica (che pensavo di aver fotografato, ma chissà dove è finito…).
Da qui, procediamo verso l’altra piazza della città, dove si erge la cattedrale evangelica. Qui decidiamo di visitare il campanile. Ed è qui che decidiamo, anche, di non credere più alle parole di nessun altro venditore di biglietti, che dopo averci invogliato dicendoci che si gode un panorama bellissimo della città ed è la torre più alta d’Europa (…), ci lascia con un “good luck” che non fa presagire niente di buono. E infatti, anche se la ragazza subito sottolinea che tutto è messo in sicurezza e non ci sono assolutamente problemi.
Quell’indizio non richiesto, ci avrebbe dovuto far subito sospettare. Invece, ottusi, cominciamo a salire e a salire e a salire, rendendoci conto di avere una voragine sotto di noi e una balaustra di protezione composta da un sottilissimo ferro che lascia passare agevolmente anche un elefante! Però effettivamente il panorama di cui si gode a 360 gradi della città ne vale la pena. In ogni caso sarà stato lo spavento o la fatica, ma l’ultima cattedrale, quella ortodossa, ci lascia senza fiato, con la sua forma circolare istoriata con icone Liberty e ritroviamo il raccoglimento giusto per innalzare una preghiera di ringraziamento al Signore per lo scampato pericolo.
Dopo di che ci avviamo verso il Ponte dei bugiardi, che la leggenda vuole che cada immediatamente dopo che un menzognero lo attraversi… A ragion veduta posso affermare che la leggenda è del tutto falsa perché i miei tre pargoli ci sono passati sopra e non si è creata nemmeno una piccolissima crepa!
Ci incamminiamo quindi per Sighisoara che ci lascia assolutamente senza respiro.
Il paese è una chicca mediovale, dove si trovano pochi turisti locali, e ci accoglie con una “acchianata” verso la parte più in alto per sentire e vedere la campana della torre che suona e i pupini che si muovono. Continuiamo l’acchianata (e non ho contato i gradini ma dicono siano 172 per arrivare alla chiesa gotica, dove la sera si svolgono dei concerti, e il cimitero (quello tedesco) contiguo.
Scopriamo che è la città natale del conte Dracula, e infatti c’è anche una piccolissima statua che lo testimonia. Rimaniamo affascinati da questa città fuori dal tempo e scopriamo di esseri capitati proprio nella settimana giusta, quella del festival mediovale e ci rammarichiamo di non avere più tempo. Essendo una delle città più economiche della Transilvania e godendo della neve in inverno, il consiglio è quello di alloggiare qui anche se si vuole trascorrere una vacanza invernale sugli sci. Essendo molto tardi decidiamo di ritornare a casa perché ci aspettano ancora un’ora e mezza di viaggio. Scopriamo con orrore che il navigatore sostiene che ce ne vogliono ben tre ore di viaggio sebbene ci siano solo 120 km. Rimaniamo interdetti e cominciamo ad incamminarci. Con orrore (sarà per questo che è la patria di Dracula?) scopriamo che ad ogni chilometro che percorriamo il navigatore aggiunge minuti. Ci informiamo con i passanti e ci dicono che la direzione è giusta… Per farla breve, ci abbiamo davvero impiegato tre ore, perché il navigatore ha continuato a farci girare intorno alla meta e siamo riusciti ad arrivare sani e salvi a casa grazie alle indicazioni telefoniche dei nostri amici, davanti ad ogni cartello stradale che incontravamo. Morale della favola? Portatevi il navigatore affidabile da casa!
Per fortuna al nostro rientro ci aspetta una cena luculliana a base di ciorba con fagioli e carne affumicata con l’osso e involtini di verza con riso e maiale (naturalmente senza glutine), che ci fanno dimenticare le disavventure del giorno.
L’indomani è l’ultimo giorno che passiamo a Zarnest e quindi decidiamo di trascorrerlo insieme ai nostri amici.
Dopo una mattina al mercato, dove vado solo io lasciando i miei uomini a riposare, dove per la maggior parte si trovano zingari (toh, in Romania lavorano!) che vogliono anche essere fotografati,
tornata a casa con un lauto bottino (la pentola per fare la tochitura) ci rechiamo al meraviglioso parco nazionale di Piatra Craiului, proprio a pochissimi chilometri dalla città.
La natura è incontaminata, l’aria fresca, il verde verde, l’acqua limpida e gelata, insomma un paradiso, meta di tantissimi arrampicatori, dove si trovano alberi di nocciole, che naturalmente raccogliamo… anche se ancora non sono mature.
Non arriviamo in cima, dove fra l’altro intravediamo delle caprette, perché a casa ci aspettano per andare a fare un meraviglioso picnic con grigliata di carne dall’altra parte della montagna, fra sconfinati prati verdi.
La grigliata, ahimè, viene fatta in notturna perché ad un certo punto il cielo terso e la giornata assolata si trasforma e un acquazzone ci coglie di sorpresa!. Non ci perdiamo d’animo perché comunque rimediamo con semi di zucca e di girasole e l’immancabile grappa.
