Ho perso 10 anni di vita... di nuovo...
Sono celiaca ormai da tanto tempo, ma non abbastanza da non ricordare i sapori e soprattutto la morbidezza del cibo. Sono celiaca da tanto tempo, ma non abbastanza da essere stata una adolescente celiaca... Sono celiaca da tanto tempo, da farne quasi un vanto... per questo è nato il mio blog, per questo è nata la mia passione per la cucina. Ma sono celiaca da un tempo sufficiente per saper quanto si soffre nella differenza... ma sono abbastanza adulta per tollerare... Ma quando questa sorte tocca a tuo figlio, è come se un grosso macigno ti cadesse in testa e ti lasciasse lì, tramortita, stordita, assolutamente senza fiato, senza sapere cosa fare, pur essendo espertissima! Ecco cosa è successo stamattina, dopo la terza anestesia nel giro di due mesi e la prima gastroscopia della vita del pargolo n. 3... Il responso, senza ombra di dubbio, è celiachia... sì, anche lui è celiaco, come la mamma e non può farci niente, gli tocca questa eredità e non può rifiutarsi di accettarla... Anche stanotte non ho dormito, per timore che un'anestesia totale, potesse nuocergli. Anche stavolta un addormentamento traumatico, che mi ha lasciata col cuore piccolo piccolo ad aspettare che tutto fosse finito. Poi il risveglio... che se non fosse che è mio figlio sarebbe anche comico. La prima volta, quando si ruppe la gamba, dopo il primo risveglio, non trovandosi la gamba ingessata, riempì di improperi tutto l'ospedale, non risparmiando nessuno, dai medici, passando per gli infermieri, fino ad arrivare alle persone delle pulizie. Con dovizia di particolari e linguaggio forbito (?!?!?), ha inanellato una serie di parolacce, che nella mia non breve vita, penso di non aver mai sentito... e devo dire aveva ragione su tutta la linea... Qualcuno di voi ha pure assistito in diretta allo sproloquio e sa bene di cosa parlo e di quanto fosse chiaro e preciso nel lungo elenco di insulti.
La seconda volta, al risveglio, la gamba era ingessata, per cui il suo obiettivo fu diversificato e noi genitori diventammo il suo bersaglio. Non vi posso dire quello che potè uscire dalla sua dolcissima boccuccia di rose, vi basti sapere che, fra l'altro, mise in dubbio pure la mia maternità.
E anche oggi non siamo stati esenti dal suo show. Il fatto è che, l'ospedale era diverso, e i medici tutti nuovi, per cui non abituati alla sua reazione. Per farla breve, ci hanno chiuso in una stanzetta lontana lontana per non far sentire, quel che diceva, agli altri pazienti...
Alla fine, tutti abbastanza stremati, alle 14.30, dopo ben 6 ore e mezza di attesa (perché il gastroenterologo era stato chiamato d'urgenza in un altro ospedale di Palermo – sì, avete capito bene, abbiamo solo un gastroenterologo che va correndo da un ospedale all'altro!!! -) siamo tornati a casa. Adesso, finalmente l'osso si calcificherà, ma dobbiamo tutti cominciare una nuova vita, fatta di tante rinunce, di tante feste a digiuno, di tanti viaggi senza cultura culinaria, sempre con una valigia in più con il cibo che non gli fa male... Lo so, non è niente di grave e niente di terribile, ma per una mamma, vedere suo figlio dover rinunciare a moltissime cose “normali”, è una grande tristezza e adesso ho bisogno di condividerla con voi, che siete i miei amici... Da domani si ricomincia a ridere e a cercare di rendere meno pesante questa cosa a tutti... non celiaci compresi!
E come mi ha detto una grandissima
donna: “con mamme come noi, mangeranno il miglior senza glutine che si possa avere”! E un'altra grande
donna (non solo metaforicamente, ma anche fisicamente!) mi ha detto “se volevi dargli una vita perfetta, lo facevi di plastica”, il che, non essendo Barbie, (anche se piacerebbe ad ogni mamma) è assolutamente impossibile e allora che fare? Una ricetta senza glutine adatta a chiunque!!!
VICTORIA SPONGE CAKE
Questa stupenda ricetta l'ho presa sul libro di Nigella Lawson “How to be a domestic goddess”
INGREDIENTI
225 g di burro molto morbido
225 g di zucchero semolato
un cucchiaino di estratto di vaniglia (sostituito con la scorza di un limone bio freschissimo)
4 uova grandi
200 g di farina di riso quella sottilissima (avrebbe dovuto essere farina autolievitante)
25 g di amido di mais
1 cucchiaino colmo di lievito
un cucchiaino di bicarbonato
4-5 cucchiai di latte
due teglie da 21 cm l'una profonde circa 5 cm
Nigella, prevede due versioni, una più lunga e una più breve. La più lunga è più convenzionale, la più breve è assolutamente fuori da ogni criterio. Indovinate io quale ho fatto? Appunto! Quindi ho schiaffato tutti gli ingredienti dentro il frullatore (io il Bimby) ed ho fatto andare per circa 30/40 secondi. Poi ho preso il composto e l'ho versato in una teglia un po' più grande di quella consigliata... Siccome, fra l'altro, non arrivo mai in fondo alla ricetta, l'ho versato il composto in una teglia sola... cosa che , poi, mi ha reso necessario, tagliare in due la torta... ma voi leggete la ricetta fino in fondo e versate il composto in due tortiere! Quindi ho messo in forno caldo a 180° per 45 minuti ca. Ho quindi fatto raffreddare e ho condito, ma non con il classico ripieno. Anche lei lo suggeriva. Quindi ho preso 100 gr. di mascarpone, l'ho ammorbidito con una forchetta e ho fatto un sottile strato che poi ho coperto un altro stato di
lemon curd e l'ho coperto con l'altro strato di torta. Come potete notare non è stata bagnata, ma non ha bisogno. Insomma facilissima, ma assolutamente meraviglioso come ogni ricetta della Dea!

A presto
Stefania Oliveri