lunedì 31 gennaio 2011

Maiale Day... fatto da lui!

Domenica cucina lui, ormai! E lui adora la carne... e carne sia! Ma stavolta ho imposto la tipologia: maiale, doveva essere!!! E sì, maiale per protestare... contro chi??? Il solito! Quello che è entrato in politica per farsi i suoi interessi personali, quello che sta rovinando la nostra patria anche davanti agli occhi del mondo e quel che peggio davanti agli occhi dei ragazzi (il nostro futuro), che ormai pensano che, per diventare ricchi e famosi, bisogna comportarsi come lui, a discapito di ogni valore... Ma so, ahimè, che non se ne andrà... Rimane lì, ancorato, abbarbicato, incollato... Ma io voglio protestare lo stesso il mio dissenso! E allora che maiale sia...
La ricetta, l'ha scelta il mio dolce doppio e prevedeva del filetto (sottolineo che, a Palermo, si apostrofa “filetto” chi fa il dritto, nel senso negativo del termine... quindi ricetta piuttosto adeguata al clima del post), ma ahimè io avevo solo delle fettine di maiale.... Inoltre la ricetta prevedeva anche degli spinaci, ma che anche questi non c'erano a casa, e poi anche i cipollotti novelli non li avevamo... Insomma alla fine è l'idea di una ricetta vista sul libro dedicato alle carni bianche dell'Enciclopedia della Cucina Italiana n.8.
Fettine di maiale alla crema di scalogni con verza

8 fettine di maiale
4 scalogni
8 foglie di verza
olio extravergine d'oliva
3 cucchiai di latte
1 dl di vino bianco
1 dl di acqua
2 cucchiai di aceto di vino bianco
aromi varie (curry, zenzero, cumino, erba cipollina)
Pelate e tritate gli scalogni e fateli appassire in un tegame con dell'olio. Sfumate con l'aceto, poi unite l'acqua, portate ad ebollizione e cuocete per 15 minuti, facendo evaporare il liquido.
Frullate quindi il composto e riducetelo a crema, quindi unitevi il latte, l'erba cipollina e tutti gli altri aromi e fate sobbollire ancora fino ad avere un composto morbido. Nel frattempo sbollentate le foglie delle verze e poi rosolatele in una padella insieme ad uno spicchio d'aglio (intero). Sgocciolatele e tenetele da parte. Nella stessa padella rosolate le fettine con un po' di olio e l'aglio rimasti. Sfumate col vino, salate e pepate e cuocete per qualche minuto a fuoco moderato. Servite sul letto di verze con la salsa di scalogni calda.

La pietanza è, nonostante le modifiche, molto buona, ma ritengo necessario usare il filetto da tagliare a medaglioni piuttosto alti per mantenere morbida la carne.


Con questa ricetta partecipo all'iniziativa lanciata da alcune food bloggers, capitanete da A la marenda sinòira


E dulcis in fundo ecco la nostra bellissima Jessica Rabbit


A presto

Stefania Oliveri

sabato 29 gennaio 2011

Torta genovese vegana e light

Due anni e non sentirli! E sì, altro compleanno importante, oggi! Un'altra creatura a me!!! No, non un altro figlio, questa è una creatura femmina, anche se il nome è maschile... ma io sono tanto moderna e sfido le convenzioni! Di che si tratta??? Ma sì di lei, il mio piccolissimo blog!!! Piccolo sì, ma anche grande, per tutto quello che mi ha dato in questi due anni. Sì, mi ha dato tanto: tanta conoscenza in più, intanto su cibo & co; tante amicizie, vere vere e vere, come forse non ne avevo mai avute; tanto conforto (e non solo perché ho mangiato tante squisitezze in questi anni); tanto lavoro (!!!)...
E ora basta sdolcinatezze, festeggiamo e siccome è una bellissima femminuccia (si sa, ogni scarrafone è bello a mamma sua!), una torta, anzi due versioni della stessa torta, assolutamente light!!! Anche perché dopo tutte le torte megacaloriche di questi ultimi tempi, dovevamo disintossicarci anche un po'... o no?

Torta Genovese (versione quasi integrale di La cucina di qb)

Torta "genovese" senza latte, senza uova, senza glutine (vegana)
Ingredienti
250 gr di farina di riso,
100 gr di zucchero di canna o zefiro,
i semini di mezza stecca di vaniglia oppure un po' di cannella
100 gr di olio extravergine d'oliva
mezzo bicchierino di Malvasia (o Passito o Marsala)
mezzo bicchiere di spremuta d'arancia (cioè il succo di due arance o anche il succo di mela)
2 cucchiaini di lievito per dolci.

Procedimento
Accendere il forno ventilato a 200°.
Setacciare la farina con il lievito ed inserirli in robot da cucina insieme a tutti gli altri ingredienti: il composto deve risultare omogeneo ed abbastanza compatto. In una tortiera (dovrebbe essere quadrata) versare l'impasto aiutandosi con una spatola o con le dita un po' oliate, cospargere la superficie del dolce con dello zucchero di canna e cucinare per circa 40'. Io ho anche aggiunto dell'uvetta fatta ammollare nel passito e una mela tagliata a dadini.
Questa versione è venuta con una consistenza un po' mollicosa (come il pandoro...)

Seconda Versione senza zucchero



Ingredienti
250 gr di farina di riso,
40 gocce di dolcificante liquido TIC,
i semini di mezza stecca di vaniglia oppure un po' di cannella
100 gr di olio extravergine d'oliva
mezzo bicchierino di Malvasia (o Passito o Marsala)
mezzo bicchiere di spremuta d'arancia (cioè il succo di due arance o anche il succo di mela)
2 cucchiaini di lievito per dolci.

Procedimento
Accendere il forno ventilato a 200°.
Setacciare la farina con il lievito ed inserirli in robot da cucina insieme a tutti gli altri ingredienti: il composto deve risultare omogeneo ed abbastanza compatto. In una tortiera (dovrebbe essere quadrata) versare l'impasto aiutandosi con una spatola o con le dita un po' oliate, cospargere la superficie del dolce con dello zucchero di canna e cucinare per circa 40'. Io ho anche aggiunto dell'uvetta fatta ammollare nel passito e una mela tagliata a dadini.
Questa versione è venuta più umida.

Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia sugli agrumi

ilricettariodicinzia

A presto
Stefania Oliveri

giovedì 27 gennaio 2011

Nove anni e non sentirli... lui, ma io li sento tutti!

E il coniglio è arrivato e non sul nostro tavolo, bello fumante, ma in casa nostra in carne (be', per la verità poca!), ossa e pelliccia (tanta!). Sì, un batuffolino bianco e morbido e... femmina, naturalmente! E' cominciato subito il toto nomi. Io avevo proposto un appropriatissimo Jessica (e di cognome Rabbit), ma il pargolo n. 3, serafico mi ha risposto che l'aveva già chiamata Serena. “Perché Serena???” io, sgomenta! “Perché devi stare serena che non te lo mangi, questo!” Non mi è restato che alzare i tacchi (ma più di così non posso, giuro!) e me ne sono andata, offesissima...
Però, effettivamente 'sto cuccioletto (e non parlo per quell'animale di mio figlio!) è tanto carino e tenero... se gli fischio si gira, se lo chiamo (anche Jessica) mi guarda, fa le fusa e mi lecca le mani... ma non è che è un cane (o forse un gatto... o forse un cangatto) travestito da coniglio? Vi terrrò aggiornati e dopo carnevale scoprirò sicuramente l'arcano...
E come promesso, vi posto la torta dell'altro cucciolo, (stavolta quell'animale di mio figlio) il n. 3!
TORTA SPONGEBOB TRIDIMENSIONALE

Prima è necessaria una piccola premessa. Dovete sapere che il pargolo n. 3 soffre di gelosia lancinante, talmente acuta che quando ha visto la torta di Zorro (che non era per lui), ha preteso che iniziassi subito a fare la sua torta. Mi ha stressata per avere Spongebob e tutti i suoi amici e che dovessero essere tridimensionali proprio come la torta per Marco! “Allora, a me non mi vuoi bene, se me la fai bidimensionale!” Ogni personaggio è passato al suo vaglio e tutti i particolari dovevano essere riprodotti fedelmente. Alla fine ci siamo accordati e gli è andato bene che ne lasciassi fuori due... A questo punto però ha preteso che trasformassi il tiramisù in una torta per bambini... Insomma il lavoro è stato tanto, le tensioni pure, ma ieri, lui era felicissimo di avere la torta dei suoi sogni ed io, nonostane tutto soddisfatta!

Torta Tiramisù Spongebob
Ingredienti per il pandispagna (io ho provato quello della mia omonima in arte Araba Felice... che dire? ottimo!)
6 uova grandi
180 g di amido di mais
240 g di zucchero semolato
il succo di mezzo limone
un pizzico di sale
Io ho eseguito alla lettera il procedimento.
Separare i tuorli dagli albumi. Montare i bianchi a neve ben ferma con il pizzico di sale, usando le fruste elettriche. Appena i bianchi sono ben montati, unire i tuorli, sempre con le fruste in funzione.
Non preoccupatevi, non si smontano (ed è vero!)
Dopo qualche ulteriore secondo di lavorazione, quando vedrete la massa ben amalgamata e spumosa, aggiungere piano piano lo zucchero semolato. La prossima volta però vorrei provare a mettere prima lo zucchero e poi i tuorli e vediamo che succede... A questo punto, potete unire il succo di mezzo limone (la zia di Stefania dice che serve a togliere la puzza dell'uovo, ma io l'ho dimenticato e puzza d'uovo non ce n'era) e l'amido di mais rigorosamente setacciato, sempre con le fruste in funzione. Far andare le fruste solo il tempo di far amalgamare la maizena, anzi e' preferibile finire la lavorazione con la spatola (come ho fatto io), in modo da non smontare il composto.
Versare l'impasto in una teglia imburrata e cosparsa con amido di mais (io invece ho usato uno stampo in silicone e siccome l'ho comprato non ricordo la marca), e non sbattetela sul piano di lavoro perché altrimenti le bolle d'aria all'interno si rompono e il dolce non lieviterà!
Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 20 minuti. Dopodiché abbassare il forno a 170, e continuare per altri 10-15 minuti. Io ho dovuto fare ben due pandispagna prima di ottenere il composto giusto, perché ancora ho una battaglia aperta col forno nuovo e, per adesso, sta vincendo lui...

Assolutamente non aprire mai il forno durante la cottura del pandispagna, “pena ottenere una poco invitante sottiletta ...”
Alla fine spegnere il forno e lasciare il pan di Spagna all'interno, ma con la porta socchiusa (in genere lei ci mette un mestolo per tenerla semiaperta e così ho fatto anche io) per 5-7 minuti.
Quindi tirarlo fuori, farlo intiepidire ed avvolgerlo in carta da pane e poi in una busta di plastica, se volete seguire il suo esempio. Io invece, siccome non leggo mai le ricette fino in fondo, l'ho lasciato a raffreddare su una gratella e comunque la carta del pane, per noi celiaci on è consigliabile, perché contaminata! Appena ben freddo l'ho tolto dallo stampo. A questo punto l'ho farcito.

Ingredienti per la CREMA AL TIRAMISU'
500 gr. di mascarpone
3 uova codice 0 (più che mai)
180 gr. di zucchero
Anche qui si montano bene prima gli albumi e poi si aggiungono i tuorli ad uno ad uno e il composto non si smonta. Io però prima di ogni cosa faccio montare gli albumi e poi aggiungo piano piano lo zucchero e poi i tuorli. In ogni caso, alla fine, amalgamo bene il mascarpone. Il composto così ottenuto, però mi sembrava troppo liquido, così ho montato 250 gr. di panna e l'ho aggiunta a metà composto, ottenendo una crema più consistente, ma ugualmente soffice.

Ho tagliato il pandispagna e l'ho imbibito di una miscela fatta da:
caffè zuccherato
latte p.s. in parti uguali (essendo la torta destinata a bambini non ho voluto esagerare col caffè).

Ho quindi coperto la parte centrale con la crema simil tiramisù e ho adagiato il secondo disco di pandispagna.
Ho quindi coperto la torta con una glassa fatta da:
250 gr. di cioccolato fondente
125 gr. di panna montata
1 noce di burro
Ho fatto sciogliere al micronde il cioccolato con il burro e non appena si è raffreddato l'ho amalgamato con la panna montata. Siccome mi sembrava un po' troppo duro, ho aggiunto dell'altra panna (ma non montata). Ho coperto la torta e poi l'ho decorata con la pasta di zucchero (i cui ingredienti e la ricetta si trovano qui).

La torta è venuta davvero sofficissima, un sapore intenso, ma delicato proprio come quello del tiramisù. Inutile dirvi che hanno gradito tutti, grandi e piccini!
Non dimenticate l'appuntamento di oggi da EliFla per gli Avanzi delle (st)renne!
A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 26 gennaio 2011

Nove anni e non sentirli!

Oggi è il compleanno del pargolo n. 3, il cucciolo di casa, altrimenti detto (per adesso, sia chiaro!) Gamba di Legno, per via del gesso... Ieri cattiva notizia, non solo non ha tolto il gesso, ma deve stare ancora a riposo... Non vi dico come ero io alla notizia, pensando, fra l'altro ad oggi... Ma lui non si è perso d'animo e così dopo avermi consolata rassicurandomi di essere abbastanza grande per sopportare un altro mese, con gli occhi più dolci e languidi possibili, mi ha chiesto un regalo speciale per il suo compleanno... E io, commossa fino al midollo, ho pronuciato una frase ad effetto "qualunque cosa...", pentendomene immediatamente dopo. E lui ripieno della promessa, guardandomi trionfante dritta negli occhi, mi ha detto: "UN CONIGLIO!" sapendo bene che io non voglio animali in casa... Per di più, oggi, dopo un pranzo con le nonne, mi aspetta un pomeriggio con un orda di ragazzini da far giocare, rigorosamente seduti, visto il festeggiato "Toro seduto"... Oggi, però non vi posto la torta che mi ha commissionato, con dovizia di particolari, dirigendo i lavori e pretendendo sempre più dettagli. Oggi vi lascio solo col menù per le nonne, richiesto espressamente dal pargolo, che consta di:
Aperitivo analcolico solido (ho un pargolo chic!)
Spaghetti alle vongole
Cotoletta e patatine fritte
Tiramisù
Il menù con gli amici, invece, prevede:
Patatine, pop corn, soffietti di riso alla pizzaiola e al formaggio e schifezzuole varie annaffiate con fiumi (o sarebbe meglio dire cubetti?) di aperitivo analcolico solido;
pizzette, arancinette, rollò con wurstel, calzoncini
Torta al tiramisù con Spongebob tridimensionale!!!
E adesso non mi rimane che augurare un BUON COMPLEANNO, anzi ottimo, al mio cucciolo adorato!!!
Dunque, però una ricetta ve la devo pur lasciare e oggi tocca agli avanzi delle (St)Renne (the show must go on ) e siccome, ieri, ho fatto il carico di calorie a solo guardare la meraviglia postata da Annalù, oggi vi propongo un primo, tutto sommato anche piuttosto dietetico!

Risotto alle verdure invernali


Ingredienti:
ciò che rimane di funghi trifolati
ciò che rimane di carciofi stufati
ciò che rimane di zucchine trifolate
riso per risotti (io Flora)
dado homemade
vino bianco per sfumare
cipolla
olio extravergine d'oliva
parmigiano
una noce di burro
Allora, come vi avevo già detto avevo un po' di robine avanzate da condimenti natalizi, insufficienti di loro per farci qualcosa... Perché non unirli, allora? E così ho fatto. Ho proceduto come per un normale risotto, tritando la cipolla e facendola stufare con un po' d'olio e pochissima acqua. Dopodiché ho aggiunto il riso e l'ho fatto tostare bene, cioè fino a quando non è diventato trasparente e a questo punto ho aggiunto il vino e l'ho fatto sfumare (attenzione a farlo evaporare del tutto altrimenti avrete un retrogusto amarognolo). Appena il vino è stato assorbito del tutto ho cominciato a bagnare con del buon brodo vegetale caldissimo (fatto con il Bimby), fino a cottura. A questo punto ho aggiunto tutte le verdure e ho mantecato (ma fuori dal fuoco) con burro e parmigiano. Una parte delle zucchine, però, le ho ridotte in purea e così ho fatto un letto di purea di zucchine al riso e poi anche una piccola spennellata sopra... perché anche l'occhio vuole la sua parte!
Il risotto è nato in maniera del tutto casuale, ma alla prossima cena importante sono sicura che lo riproporrò perché è venuto una vera squisitezza!
Se poi omettete il burro e il parmigiano diventa anche un ottimo piatto vegano, oltre che naturalmente gluten free!
E ora non dimenticate l'appuntamento con gli avanzi di domani da EliFla!



A presto
Stefania Oliveri

lunedì 24 gennaio 2011

Busiate bietole, carote e pancetta affumicata

Qualche giorno fa leggo un post di Genny, che elogia suo marito perché non solo mangia (e “senza fiatare”) tutto ciò che prepara (ciofeche e cavolfiore compresi), non solo sopporta tutte le stoviglie, caccavelle, pentolame e robine varie con disposizione stoica, neppure perché tollera che i libri stiano prendendo il sopravvento su di loro senza colpo ferire e neanche perché regge le sessioni di fotografia (“a cui anche i nostri mariti sono avvezzi”) e neanche perché addirittura PULISCE (sì, avete letto bene, PU-LI-SCE!) con abnegazione, ma perché dopo tutto questo, si è messo pure a cucinare … e cosa? Una cosina semplice, una cosa da principianti, un piatto pronto in 5 minuti? No, il marito di Genny ha preparato i ravioli col brasato!
Ma anche io sono tanto fortunata, perché, anche se il mio dolce doppio:
a. si lamenta quando un giorno salto di preparere la sua razione di carne;
b. minaccia di far uscire me di casa, se oso portare anche un solo spillo in più riguardante la cucina (figuriamoci libri!);
c. non sopporta le sessioni di fotografia, quindi comincia a mangiare ben bello;
d. non pulisce;
la domenica, però, al piatto principale, ci pensa lui! E così ieri ho avuto il mio bel piatto fumante di pasta e ha addirittura fatto il servizio fotografico completo! A parte essere nata col nome sbagliato (secondo la mia teoria che i mariti delle Daniele, delle Tiziane e delle Silvie aiutano, mentre tutti gli altri no), sono fortunata anche io, no?

BUSIATE con bietole, carote e pancetta affumicata

Ingredienti:

400 gr. di pasta (le mie busiate gluten free)

bietole lessate (da me!)

carote

una confezione di pancetta affumicata

cipolla

curry

curcuma

olio

Mettere a bollire abbondante acqua con il sale e non appena bolle calare la pasta. Nel frattempo lavare e sbucciare una carota grande (o due piccole) e tagliarle a dadini. Sbucciare al cipolla e tritare. Mettere un po' d'olio evo ina grande padella e far soffriggere la cipolla e la carota e quindi aggiungere le spezie. Tagliare le bietole e aggiungerle al condimento e far saltare tutto insieme. Scolare la pasta al dente e far saltare anche essa insieme al condimento. Servire ben calda con abbondante parmigiano. Davvero, davvero ottima!

A presto

Stefania Oliveri

venerdì 21 gennaio 2011

Torta Zorro alla nutella home made

Anche stavolta sarò una voce fuori dal coro, ma non me ne vogliano le persone che affermano diversamente da me, perché questo non vuole essere un attacco personale a loro, ma piuttosto una riflessione che riguarda solo me! Ovvio, è scaturita da ciò che vedo girare per ora sull'etere, ma ciò che sto per dire, ripeto, riguarda solamente me! Premessa necessaria per dirvi che se c'è una cosa che non ho fatto in questi due anni di blog è quella di preparare del cibo per stupire qualcuno (e potete anche ben dire e si vede, ma ne sarò contenta!) Il blog nasce assolutamente per caso e per una sorta di spirito di condivisione di ricette che possano essere utili ai celiaci, e non, per cucinare più facilmente per persone come noi. Per questo non mi ritrovo nell'imperativo che impazza in questi giorni “torniamo alla cucina tradizionale, a quella di mammà”. Se non ci fosse stata sperimentazione da parte di qualcuna di voi, non avremmo mai potuto gustare certe prelibatezze anche noi! Se non ci fosse curiosità da parte di ognuna di noi, la cucina si fermerebbe. Se non ci fosse la voglia di migliorarsi, non ci sarebbe progresso. Quando io ho cominciato a scrivere il blog, leggevo già da anni ricette sui blog altrui e cercavo di riprodurle, a volte dando un colpo creativo (?!?!) a volte essendo pura esecutrice. Questo però mi ha spinto a conoscere sempre di più, a sperimentare sempre di più, ad essere più consapevole di ciò che mettevo in corpo, a scegliere qualcosa piuttosto che altro! Anche con i dolci è andata così e se oggi vi mostro una torta con un pupazzino in pasta di zucchero, con una forma decente, è perché ho visto tante e ciò mi ha spinto a provare e riprovare. Io non ho fatto nessun corso, non ho libri a tal riguardo, non ho nemmeno un'attrezzatura adeguata, se non la normale attrezzatura che si trova in tutte le cucine (o quasi) e quindi l'unico contributo che mi sento di pagare, se oggi sono riuscita a fare qualcosa per cui un bambino è stato felice, lo devo a tutti voi e alle vostre sperimentazioni! Vi ringrazio di vero cuore, insieme al bel cucciolo che l'ha ricevuta!
TORTA ZORRO


Ingredienti
500 gr nutella home made*
9 uova di gallina stra"felice" (Gaia docet!), anche perché utilizzate per la torta di un pargoletto
9 cucchiai di fecola
16 cucchiai di zucchero
100 gr burro o margarina bio
2 bustine di lievito
1 cucchiaino da thè di vaniglia bourbon liquida

Montare la nutella con il burro; a parte montare i tuorli con lo zucchero, unire la fecola e il lievito, la crema di nutella e infine le chiare montate a neve. Rivestire uno stampo circolare con carta forno inumidita e versare il composto. In forno a 180° per 40'. Piccola precisazione. Essendo la torta molto grande è stata in forno per molto più tempo e cioè circa 1 ora e mezza... ma ho il forno nuovo e quindi ancora non so se è normale. In ogni caso vale sempre la prova stecchino.
Infine ho coperto con uno stato di nutella molto sottile e quindi ho adagiato sopra la pasta di zucchero fatta con questa ricetta:
Ingredienti per la pasta di zucchero setosa
6 gr di colla di pesce
30 ml acqua fredda
70 gr di glucosio
8 gr di glicerina per alimenti (si compra in farmacia)
16 gr di burro
450 gr di zucchero a velo (comprato)

Mettere in un pentolino l'acqua con la colla di pesce e aspettare finché non abbia assorbito gran parte dell'acqua. Quindi mettere sul fuoco a bagnomaria (senza aggiungere ulteriore acqua, mi raccomando) e quando la colla si è sciolta aggiungere il burro, il glucosio e la glicerina e amalgamare bene fino a quando non si sarà tutto ben sciolto (mi raccomando non fate friggere!) Lasciare intiepidire.
Mettere lo zucchero a velo in un robot, e unire a filo la parte liquida ottenuta, mentre il robot è in azione fino a quando non si forma una palla... attenzione a non tenere troppo a lungo il robot acceso perché può diventare tutto liquido e quindi avrete bisogno di una quantità di zucchero spropositata. A questo punto mettere su un piano spolverizzato di zucchero a velo e maizena lavorare un po' con le mani. Vi consiglio di avere le mani sempre unte di una massa grassa piuttosto neutra (io ho usato la margarina per non dare sapore di burro a tutto).La pasta di zucchero, diversamente dal MMF non ha bisogno di riposare prima di essere usata e quindi si può passare direttamente a decorare la torta. Colorare secondo i vostri bisogni. Se avete i coloranti in polvere, vi consiglio di mettere del colorante (davvero poco) in una tazzina e far sciogliere con due gocce di acqua (e quando dico due, sono proprio due! usate una siringa per misurarle!) e poi versare sulla pasta da colorare e lavorare (anche con altro zucchero se ve ne fosse bisogno (e ce ne sarà bisogno), finché non otterrete il colore desiderato. Vi consiglio di procedere a questa operazione con i guanti in lattice, se non volete ritrovarvi il colore dentro le unghie e non poterlo più togliere! Stendete la pdz con un mattarello spolverizzando il piano di zucchero a velo e un po' di maizena, quindi ricoprite la torta e poi decorate come più vi aggrada!


Il cucciolo in questione ama Zorro e così ho cercato di accontentarlo... certo il povero Tornado ne è uscito un po' malconcio, visto che assomiglia più ad un asino... e anche Zorro sembra essere un po' sovrappeso... ma si sa gli anni passano per tutti!!!

*Per la Nutella Homemade
NUTELLA
Ingredienti
90 g di nocciole tostate
100 g di cioccolato fondente
100 g di cioccolato al latte
90 g d’olio di semi
150 g di zucchero
200 g di latte.
Preparazione
Polverizzare le nocciole e lo zucchero per 2 minuti a vel turbo. Tritare il cioccolato a vel 5 per 30 sec, aggiungere il latte e l’olio e cuocere 5 min 50° vel 4. Omogeneizzare un minuto a vel turbo.

A presto

Stefania Oliveri

martedì 18 gennaio 2011

Torta Pacco Regalo alla Camy Cream alla Nutella

Ok, vi posto una ricetta e sarà un dolce, perché per le diete c'è sempre tempo... ma non è adesso!
Una strepitosa torta alla camy cream alla nutella!
Premessa. La torta nasce dall'esigenza di fare un dolce da portare a casa di amici subito dopo natale. Se non ci fosse stata questa “rubrica”, non penso che l'avrei mai confessato, ma ormai la reputazione è persa e così faccio outing (cosa che colpisce le 50 persone presenti alla festa dove ho portata questa torta) e lo confesso: è nata solo perché dovevo eliminare dal frigorifero qualche avanzo natalizio! Non me ne vogliano quindi gli invitati, ma visto che l'esperimento è strariuscito, penso proprio che mi perdoneranno!
Mi era avanzato del pandispagna dalla cassata, della nutella fatta in casa da regalare ai bambini e del mascarpone comprato per fare delle mousse, oltre che della pasta di zucchero fatta per l'originale cassata fatta in collaborazione con EliFla … E così mi sono messa all'opera.
La torta “pacco” regalo


Ingredienti per il pandispagna:
Ingredienti:
6 uova
200 gr. di fecola di patate
150 gr. di zucchero
1 pizzico di lievito per dolci
1 cucchiaino di vaniglia liquida
la scorza di un limone grattugiata
sale
Battere a lungo i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto giallo chiaro; aggiungere qualche cucchiaio di albumi montati a neve precedentemente con un pizzico di sale e incorporare lentamente la fecola setacciata con il lievito e gli aromi senza cessare di lavorare il composto. Amalgamare, infine, il resto degli albumi e versate il preparato in una teglia rivestita con carta forno e infornare a 180° per 30 minuti circa. In realtà io l'ho fatta già in tre strati sottili, così non la devo tagliare in un secondo momento.
Bagna (ho chiesto aiuto all'etere e Lidia ha prontamente risposto, dandomi le dosi di una bagna perfetta!
120 acqua
70 zucchero
40 rum
Mettere sul fuoco l'acqua con lo zucchero per farlo sciogliere. Quindi aspettare qualche minuto che lo sciroppo si raffreddi e mettere il rum. Bagnare ben bene il pandispagna prima di farcirlo con la Camy Cream alla Nutella.
Ingredienti per la Camy Cream (non so più risalire all'autrice della crema, ma vi posso dire che io l'ho vista da Morena):

250 gr di mascarpone
150 gr circa di latte condensato zuccherato
250 gr di panna montata non zuccherata
200 gr di Nutella
Lavorare il mascarpone fino a renderlo cremoso..poi unire sempre montando il latte versandolo a filo. Deve risultare una crema densa. Se dovesse sembrarvi troppo liquido il composto, basta aumentare la velocità e lasciate montare per un altro po'. Quindi unire a poco a poco la Nutella ed infine la panna montata delicatamente in più riprese. Ricoprite il primo strato di pandispagna e adagiate sopra un altro strato sul quale stenderete pochissima crema, quel tanto che basta per far aderire la pasta di zucchero.

Ingredienti per la pasta di zucchero setosa
6 gr di colla di pesce
30 ml acqua fredda
70 gr di glucosio
8 gr di glicerina per alimenti (si compra in farmacia)
16 gr di burro
450 gr di zucchero a velo (comprato)

Mettere in un pentolino l'acqua con la colla di pesce e aspettare finché non abbia assorbito gran parte dell'acqua. Quindi mettere sul fuoco a bagnomaria (senza aggiungere ulteriore acqua, mi raccomando) e quando la colla si è sciolta aggiungere il burro, il glucosio e la glicerina e amalgamare bene fino a quando non si sarà tutto ben sciolto (mi raccomando non fate friggere!) Lasciare intiepidire.
Mettere lo zucchero a velo in un robot, e unire a filo la parte liquida ottenuta, mentre il robot è in azione fino a quando non si forma una palla... attenzione a non tenere troppo a lungo il robot acceso perché può diventare tutto liquido e quindi avrete bisogno di una quantità di zucchero di gran lunga maggiore. A questo punto mettere su un piano spolverizzato di zucchero a velo e lavorare un po' con le mani. La pasta di zucchero, diversamente dal MMF non ha bisogno di riposare prima di essere usata e quindi si può passare direttamente a decorare la torta. Colorare secondo i vostri bisogni. Se avete i coloranti in polvere, vi consiglio di mettere del colorante (davvero poco) in una tazzina e far sciogliere con due gocce di acqua (e quando dico due, sono proprio due! usate una siringa per misurarle!) e poi versare sulla pasta da colorare e lavorare (anche con altro zucchero se ve ne fosse bisogno (e ce ne sarà bisogno), finché non otterrete il colore desiderato. Io avevo del bianco, del rosa e del giallo. Stendete la pdz con un mattarello spolverizzando il piano di zucchero a velo e un po' di maizena, quindi ricoprite la torta e poi decorate come più vi aggrada!
La torta è di una bontà unica e la Camy Cream alla Nutella è una vera delizia senza limiti... E certo, poi non dovrei chiedermi perché sono diventata come la (st)rennetta del nostro logo... ;)
A domani da EliFla per un “nuovo” avanzo!
Stefania Oliveri

lunedì 17 gennaio 2011

Il risotto al limone cucinato da lui (vegan version, too!)

Ok, lo so, la rubrica non è molto costante... ma a mia discolpa posso solo dire che non dipende da me! E infatti, il mio dolce doppio, che si era impegnato a cucinare la domenica, ha trovato un'escamotage per mantenere la promessa, ma con il minimo (minimissimo) sforzo! Non so se vi ricordate l'ultima volta fece una eclettica e “saporita” pastina in bianco. Le volte successive il menù ha proposto, in ordine: panini imbottiti (ma dalle sue sante manine!), rosticceria, insalata di finocchi, arance e aringhe, carne arrostita (quanto la amo!). Per il resto, ha affermato, che “mica ci posso fare niente, se tutte le feste sono cadute di domenica e hai cucinato tu!”.
Ma da ieri, si è ritornato a cucinare e così il mio adorato doppio, ha finalmente proposto un primo (e va bene anche se mi ha chiesto di assisterlo per tutta la durata della ricetta con “sale”, “sale”, “limoni”, limoni”, “riso”, “riso”, che neanche il chirurgo più affermato si sognava un'assistente come me!) perché finalmente è tornato a cucinare!

Il risotto al limone (anche in versione vegana per la mia amica Paola!)

Ingredienti
Dosi per 5 persone
420 g di riso (io sempre quello... che però non mi manda niente e nemmeno mi paga per la pubblicità che gli faccio!)
½ cipolla
½ bicchiere di vino bianco
1lt di brodo vegetale home made
parmigiano q.b. (non nella versione vegana)
olio extravergine d'oliva q.b.
la scorza di 2 limoni biologici
il succo di 1 limone
polvere di limone
Ricordatevi di preparare il brodo prima di iniziare a fare il risotto, perché è importante che il riso venga irrorato a caldo. Nel frattempo, lavate e spremete il succo del limone e grattugiate la parte gialla della buccia, avendo cura di non prendere la parte bianca. In una pentola alta fate scaldare un po' d'olio a cui unirete prima la cipolla tritata e la farete stufare (quindi con un po' d'acqua) e poi il riso, tostandolo per circa 3 minuti o fino a quando non diventa trasparente. A questo punto irroratelo con il succo dei limoni, uno spruzzo di vino bianco e lasciate evaporare. Mescolate e cuocete, aggiungendo poco per volta il brodo; dopo circa 10 minuti, unite la buccia di limone grattugiata e regolate di sale e pepe.
A cottura ultimata, spegnete il fuoco, lasciate riposare qualche secondo e mantecate con una noce di burro, abbondante parmigiano (non per i vegani), curry e polvere di limone. Guarnite con rondelle di limone e polvere di limone e, volendo una versione croccante (e secondo me ci sta benissimo, visto che anche una mia aggiunta!), dei pistacchi tritati grossolanamente al coltello.
Ottimo davvero!

A presto
Stefania Oliveri

sabato 15 gennaio 2011

L'involtino destrutturato e un bellissimo nuovo contest


Anche questo mese ci riprovo, anche se ho perso le speranze... Ma adesso ho anche io il mio bel contest... veramente il bel concorso è della mia carissima, bravissima, vulcanica e adesso (scopro) anche gran romanticona di EliFla di Cuocicucidici.



Ma, udite udite, ha voluto me (e sottolineo ME) come giudichessa del suo contest!!! Potevo io rifiutarmi???? Potevo io tirarmi indietro, dopo averla costretta ad un tour de force al cardiopalma, per il contest di Genny??? Potevo io declinare un vero invito a nozze che mi darà la possibilità di NON far vincere le due ideatrici della sfida più difficile della blogsfera, che si freggiano dell'appellativo di amiche mie e che non hanno mai, e sottolineo MAI, neanche pensato di farmi vincere una sfida???
Così, io non vincerò questo Challenge, ma ricordatevi bene, loro non vinceranno mai il contest di EliFla "Hart to Hart" ovvero il Valentine's Day Contest!!! Tiè! (... e questa è la vera sfida!!!)

P.s. Sia ben chiaro che, siccome la sfida di questo mese l'ha lanciata nientepopodimeno che Mapi di L'Apple Pie di Mary Pie, ed essendo essa stessa grandemente favorita dai miei uomini, la suddetta, non rientra nella categoria delle non vincenti a priori!

E ora la ricetta (non vincente) per l'MTChallenge:

INVOLTINI DI VERZA... ok, "leggermente" destrutturati

mezza verza
4 carote
1 patata
1 cipolla
speck
dado vegetale home made
curcuma
olio q.b.


L'ingrediente obbligatorio è la verza con l'aggravante della sua bollitura. Ho pensato che non ce l'avrei mai fatta e poi un colpo di genio (e guai al primo che ride a questa parola!), ho pensato "perché non bollire tutto quanto e passarlo e trasformarlo in un potage, in una vellutata, in una zuppa?" Detto fatto!

Prendete le verdure e dopo averle lavate bene, sbucciate e ripulite, tagliatele a listelle sottili. Quindi in una pentola mettete un poco di olio evo e fate soffriggere o stufate (come ho fatto io e quindi aggiungete pochissima acqua), prima la cipolla e poi tutto il resto. Quindi aggiungete il brodo e la curcuma e fate cuocere finché non vi sembrerà pronta (e non ditemi "imprecisa", ma non ho guardato l'orologio! A questo punto passate tutto con un mixer e servite ben caldo, con speck abbrustolito (su una padella senza olio!) e tagliato a striscioline e crostini di pane. Una vera goduria!

Con questa ricetta partecipo alla Sfida di MT di questo mese: gli involtini di verza di Mapi



A presto

Stefania Oliveri

mercoledì 12 gennaio 2011

Doppia mousse in bicchierini e "Avanzi, (st)renne!"

Tremate, tremate, le (st)renne son tornate!!! Ok, non sono originale e non solo perché ho già scritto un post così... Ma sono di corsissima (lo so che non si dice!) e, sebbene io non mi prefigga, da due anni a questa parte, buoni propositi, ho la naturale propensione a cacciarmi nei buoni propositi e sia beninteso, solo per estrema coerenza!!! Quindi, ho iniziato la dieta, che comunque, non allarmatevi, domani finirà (e non perché sia una dieta di soli tre giorni, ma per una perfetta sintonia nel non mettere in pratica i buoni propositi...). Ho ricominciato ad andare a scuola... e vi assicuro che non ho sbagliato termine, perché io vivo il mio lavoro, esattamente come i miei figli vivono lo studio e quindi ogni mattina, quando mi sveglio, comincio con una sorta di mantra propiziatorio che più o meno suona così: “ohmmm (e sottolineo ohm e non OM -AUM-!... qualora ci fosse qualche induista, buddista, o roba del genere alla lettura!), non voglio andare a scuola, ohmmm, non voglio andare a scuola, ohmmm, non voglio andare a scuola”... senza nemmeno avere la possibilità di barare con la mamma di stare male, perché la mamma sono io (o quanto meno dovrei esserlo...). Con la scuola è ricominciata tutta la routine e quindi subito, per tenerci in allenamento, il nostro preside ha pensato bene di mettere i ricevimenti dei genitori... In tutto questo c'è, poi, da organizzare tutta la vita del pargolo n. 3, che, poverino, con la gamba rotta ha bisogno di qualche attenzione in più! Si comincia di prima mattina col portarlo a scuola... Bisogna essere rigorosamente in due, perché grazie a 10 miserabili gradini che separano l'ascensore sal portone, da sola non ce la posso fare e nemmeno il mio dolce doppio (benché sia pure doppio!). Quindi si corre a scuola, si lavora, e si ritorna di corsa (in bici) a casa, dove si prende la macchina e si va a prendere di nuovo il pargolo. Come se non bastasse, sempre il mio dolce doppio, decide di portare al cinema il pargoletto... lui promette e io mantengo, e ho detto tutto. E in maniera solerte, decide di prendere anche l'appuntamento con l'oculista... e anche qui lui lo prende e io lo porto! Come se non bastasse , domani sera ho una cena (capito perché interrompo la dieta? Per causa di forza maggiore!) e quindi devo preparare un dolce! E ancora, un dolce cucciolo di appena tre anni vuole fatta una torta dalla zia bella... e io? Faccio la torta... ma non con uno qualsiasi dei miliardi dei cartoni animati, ma proprio con lui, l'eroe dei nostri tempi, il mitico Zorro...!
E quindi, visto che sono di corsa, adesso la smetto di scrivere e vi dico perché, pur essendo di corsa, sto pubblicando un post. Le pazze (st)renne, non contente dei guai in cui le ho messe già la prima volta, hanno deciso che dovevamo continuare l'avventura, perché ci eravamo divertiti troppo... (io effettivamente sì... ma loro?). E così appena conclusa la prima avventura, la vulcanica Ale ci propone di fare qualcosa con gli avanzi... AVANZI???? E chi ne ha avuto avanzi???? ;)
Così, ogni giorno avrete una ricetta e come l'altra volta, il lunedì la troverete da Menù Turistico, martedì da Assaggi di Viaggi, il mercoledì qui da me, il giovedì da Cuocicuicidici, e il venerdì da L'Apple Pie di Mary Pie.



Così, durante l'ultimo scapolo di vacanze, ho rifatto le lenticchie (così capodannesche!) e il cotechino (sperando di saziare i miei uomini con la voglia di Bocce … di Cremona!!!) e volevo fare una libidine mangiata da Alessandra... Vi dico subito che non mi è riuscita e così ho ripiegato su una doppia mousse di lenticchie e cotechino.
Ingredienti:
Premessa, le dosi sono ad occhio!
Cotechino rimasto
lenticchie rimaste (secondo la vostra ricetta, ma le mie erano fatte con cipolle, carote e sedano)
mascarpone
rum


Passate le lenticchie al passa verdure (così evitate di doverle prima tritare con un cutter e poi setacciarle con un colino!). Quindi fatevene una ragione ! Fatene cadere qualche goccia in un bicchierino. Nel frattempo, fate perdere un po' di grassi al cotechino (io l'ho tagliato a fette e lo ho fatto asciugare su fiamma vivace. Quindi mescolatelo con il mascarpone e qualche goccia di rum e aggiustate di sale e con l'aiuto di una sac a poche, adagiate la mousse sulle lenticchie. Cospargete con granella di pistacchio (anche se nell'originale c'era la mostarda di frutta!) Insomma, una vera squisitezza!
A domani con una nuova ricetta da EliFla! Vi aspettiamo numerosi!
A presto
Stefania Oliveri

domenica 9 gennaio 2011

Pane c'a meusa per la Rossa più bella dell'etere!

Che c... che fortuna, la Rossa ha prorogato il termine della sua raccolta e così posso partecipare anche io... sempre sul filo del rasoio, io!!! E qual è il cibo di strada più rappresentativo di Palermo (dopo il pane con le panelle), se non il pane con la milza??? “U pani c'a meusa” (come si chiama realmente!!!) è una vera istituzione del cibo da strada di questa città. Si vende principalmente nei quartieri più popolari, nei mercati (come la Vucciria) e ci sono anche dei carretti che passano per strada con un gran pentolone inclinato, con, al suo interno, una quantità di sugna da fare invidia ad una piscina olimpionica, dal quale l'ambulante “pesca” fettine sottilissime di milza (ma anche polmone, benché non se ne abbia coscienza!) soffritti e riempie i panini (delle pagnotte rotonde con il sesamo) sopra e li offre con un pezzo di carta da pane che in breve si unge ben bene, condendolo a scelta con ricotta e pecorino grattugiato (maritato ovvero sposato) o solo con limone (schiettu ovvero, usando un termine moderno e politically correct, single).
E' vero, non è consigliato a chi soffre di colesterolo alto ed è anche vero che la prima volta che lo si mangia può non piacere... ma è pure vero che da generazioni e generazioni (a quanto pare dal 1492) si tramanda sempre alla stessa maniera e quindi un suo perché l'avrà! Provatelo se passate da queste parti!

Il mio panino con la milza


Ingredienti:
Milza e polmone acquistata in macelleria già bollita
panini rotondi con sesamo
sugna (q.b....)
sale
limone (abbondantissimo)
ricotta di pecora
pecorino grattugiato a scaglie
In una casseruola capiente mettere a sciogliere la sugna, aggiungere la milza a poco a poco e farla soffriggere per breve tempo e quindi riempire il panino tagliato a metà ma non fino in fondo. Condire a piacere con i formaggi o con abbondante limone spremuto.
Cara la mia Rossa, partecipo con grande piacere al tuo contest



A presto ... a Palermo!
Stefania Oliveri

giovedì 6 gennaio 2011

Quella col tacco 10 sono io... quella col mocassino, no!

Se la Befana è una signora un po' agée, con qualche ruga di troppo, un naso importante, i capelli un po' arruffati, un po' piccoletta, con le cipolle ai piedi, con una scopa sempre in mano, allora quella potrei essere benissimo io... ma se la signora in questione per fare il suo lavoro, non ha almeno il tacco 10 (giusto per stare comoda!), allora è sicuro che quella non sono io!!!
E TORTA DELLA BEFANA sia!
La fonte è (o almeno io l'ho vista fare a lei) Monica Bianchessi, ma non chiedetemi perché lei l'ha chiamata torta della Befana!
Altro piccolissimo intervento mio, l'ho trasformata in un plumcake, si offenderà qualcuno?


Ingredienti:
80 gr. di farina di riso
80 gr. di fecola di patate
100 gr. di burro
200 gr. di cioccolato fondente
2 banane
3 uova
1 bustina di lievito
150 gr. di zucchero semolato
zucchero a velo per coprire (ma io l'ho dimenticato!)
Montare le uova per intero con lo zucchero fino a farle diventare ben chiare. Nel frattempo far sciogliere il cioccolato con il burro. Mentre si aspetta che raffreddi il cioccolato, aggiungere le due farine e il lievito setacciato al composto di uova. Quindi aggiungere il cioccolato e amalgamare il tutto bene. A questo punto tagliare le banane a rondelle e amalgamarne una metà al composto. Versare il tutto in uno stampo (io da plumcake) foderato con la carta forno, e adagiate il resto delle banane sopra la torta. Infornate in forno già caldo e statico a 180° per 40 minuti.
Buon appetito a tutte le Befane che questa notte hanno stralavorato... e ci vediamo l'anno prossimo!
A presto
Stefania Oliveri

lunedì 3 gennaio 2011

Americano solido per dimenticare ... i chili di troppo!

No, no, no! Non voglio parlare di buoni propositi, tanto non li mantengo e quindi non li faccio... e quando per caso, mentre non sono vigile, durante la notte, mi vengono spontanei, pensando ai bilanci della mia vita... mi sveglio immediatamente e li scaccio in mala maniera, tanto l'unica bilancia che punta in alto è quella che mi pesa, per il resto si mantiene sempre bassa, troppo bassa (e guai chi si azzarda solo a pensare che è dovuto alla mia statura!)
No, no, no, non voglio parlare nemmeno di diete, perché tanto la solita bilancia si mantiene sempre verso l'alto e non serve fare la fame, tanto vale assecondarla e scrofanare a più non posso!!!
No, no, no, non voglio parlare nemmeno di vacanze, anche se, seppur brevi, sono state una meraviglia della natura, passate in cucina, sia chiaro, ma in una ben nota cucina genovese, dove parlare di tripudio di cibo da gran “porca figura” è veramente poco, anzi pochissimo, ma siccome non voglio piangere, archivio il capitolo, fino alla prossima!
E allora di cosa voglio parlare??? Neanche di figli (che so essere l'argomento preferito di molti di voi!), ma essendo in vacanza, non danno problemi più di tanto...ok, li danno, ma non ne voglio parlare! Neanche di mio marito, che ufficialmente lavora, ma è ancora qui che dorme beatamente mentre io son sveglia dalle 6!
Non voglio parlare nemmeno dei regali che ho ricevuto, che sebbene commissionati e neanche tanto velatamente (“vedi, amore, questo termometro per il cioccolato, lo vorrei tantissimo per natale”! “mammina cara, vedi questi stampi in silicone, dì alle zie che possono regalarmeli per natale!”, “vedete, pargoli belli di mamma vostra, questi beccucci per la sac a poche, sono un grande desiderio della mamma, per natale!”) non sono mai arrivati!!! Quindi ho deciso che oggi, invece di far shopping di vestiti, come si conviene durante i saldi, vado a fare razzia di utilissimi oggetti del desiderio non appagato... se li trovo!
E allora di cosa parlare???
Di niente! E allora vi posto la ricetta di una "Porca Figura" (per rimanere in tema) della suddetta, che ha spopolato fra amici e parenti in queste feste non tanto lontane!
AMERICANO SOLIDO


200 g di Martini Rosso
200 g di Bitter Campari
100 ml di acqua
20 g di colla di pesce
Preparate un Americano mescolando i due alcolici. Ammollate la gelatina in acqua fredda e quindi con tutta la sua acqua (cioè gli 80 ml in cui l'avete fatta ammollare) più i 20 ml che rimangono e che avrete fatto scaldare in una pentola capiente, fatela sciogliere. Lasciate intiepidire e aggiungete l'Americano direttamente nella pentola, a poco a poco, mescolando con una frusta. Questo procedimento, dice la Raravis, serve per evitare lo choc termico e la conseguente formazione di grumi. Mettete il cocktail in una vaschetta per alimenti, meglio se con i bordi bassi e lasciate in frigo per 24 ore. Dopodiché tagliatela a cubetti sempre dentro il contenitore e trasferite in una ciotola per servire.
Io, che non leggo le ricette, mai fino in fondo, non avevo letto che doveva servirsi con delle arance a fette e siccome non capivo nemmeno come si poteva “bere”, ho detto agli ospite di servirsi direttamente con le mani... Da un'indagine più approfondita, ho scoperto che la signora in questione lo serve con dei mini piattini (forse dell'Ikea) su cui dispone una fettina di arancia e un cucchiaino... La prima Ikea a tiro di schioppo da Palermo è però Napoli... Gli ospiti comunque non si sono lamentati di servirsi direttamente con le mani, perché non appiccica e non sporca... o forse solo perché troppo ubriachi??? Ai posteri l'ardua sentenza!
P.s. Siccome è abbastanza alcolico e un cubotto tira l'altro molto di più che se fosse liquido, vi consiglio di servirlo con abbondanti antipasti solidi, come ad esempio le quiche che vedete in foto!


A presto (e non è una minaccia)

Stefania Oliveri

sabato 1 gennaio 2011

Una bella amicizia anche se porta a fare cassate...

La nostra è un'amicizia recente, una di quelle amicizie che se non ci fosse stato internet e soprattutto il blog, non sarebbe mai nata. La nostra amicizia è strana, perché non è come tutte le amicizie normali dove due persone trovano delle affinità e diventano amiche... la nostra amicizia è una amicizia speciale, perché coinvolge altre 5 persone e si fortifica proprio perché siamo tanti!
La nostra amicizia è “sacra” perché nasce sotto un buono spirito natalizio, che ci ha reso davvero tutti più buoni... La nostra amicizia è davvero un'amicizia speciale, perché nel momento del bisogno, “loro” ci sono stati e perché nel momento del cazzeggio, c'erano pure!
Per questo e per tanto altro (difficilissimo da spiegare a parole) che altre due (st)renne si sono unite, per cimentarsi in un'impresa “titanica”: fare la cassata nei giorni di festa e per giunta con decorazioni in pdz... Perché se c'è una cosa che ci contraddistingue, è la capacità di complicarci la vita e allora perché solo una cassata normale? Ecco, signore e signori, la mia pazza compagna di avventura in questo contest speciale di Genny è proprio lei, che siciliana non è, ma ormai abita a Catania e quindi siciliana lo diventò... E che non si dica che c'è contesa fra le due città... perché questa collaborazione dimostra il contrario... anche se naturalmente … FORZA PALERMO!!! ;)
Ora, siccome, per noi palermitani non è natale senza cassata, ho chiamato EliFla e le ho chiesto di fare questa follia insieme... E lei ha accettato... Non vi dico quanto è stato difficile comunicare, in questo periodo di vacanze... (mi chiedo, vacanze per chi?, visto che ho cominciato a cucinare giorno 23 e ancora non ho smesso????)... Comunque, ce l'abbiamo fatta e così, anche se le foto sono state fatte di sera e quando già la cassata si trovava a tavola con gli invitati pronti ad assaltarla, in una stanza buia e popolata (come ogni anno il mio 24...) e anche se dalle foto non si vede granché (e quindi il primo premio per la miglior foto non potremo mai prenderlo...) il risultato è stato assolutamente strepitoso e i commensali hanno tanto gradito le decorazioni … che sono state mangiate subito anche quelle.
P.s. L'ultima avvertenza è doverosa: la mia cassata è gluten free... quindi possono mangiarla e goderne assolutamente tutti!

Una cassata tutta nuova


Ingredienti:
6 uova
200 gr. di fecola di patate
150 gr. di zucchero
1 pizzico di lievito per dolci
1 cucchiaino di vaniglia liquida
la scorza di un limone grattugiata
sale
Battere a lungo i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto giallo chiaro; aggiungere qualche cucchiaio di albumi montati a neve precedentemente con un pizzico di sale e incorporare lentamente la fecola setacciata con il lievito e gli aromi senza cessare di lavorare il composto. Amalgamare, infine, il resto degli albumi e versate il preparato in una teglia rivestita con carta forno e infornare a 180° per 30 minuti circa. In realtà io l'ho fatta già in tre strati sottili, così non la devo tagliare in un secondo momento. (Mi sento tanto Nigella!!!)
Quando il Pan di Spagna si è raffreddato, tagliarlo in tre strati (se non fate come me) e adagiarne uno sul fondo dello stampo da cassata e l'altro tagliarlo per rivestire le pareti. Inserire al centro la crema di ricotta con le seguenti proporzioni: 500 gr. di ricotta di pecora e 250 gr. zucchero. Coprire con l'ultimo disco di Pan di Spagna. Coprire, quindi, il tutto con un piatto e mettere a riposare in frigo.
Fare la pasta da mettere intorno alla cassata che io ho fatto di pistacchio. Ecco le dosi.

Per la cassata ne basta anche la metà, ma anche un quarto è sufficiente!
Ingredienti
500 g di pistacchi
500 g di zucchero a velo
12 gocce di essenza di mandorle amare
50 gocce di liquore Amaretto
70 g di acqua
50 g di glucosio
1 pizzico di cannella
Preparazione
Porre i pistacchi e lo zucchero nel mixer e frullare finemente, quindi unire il resto degli ingredienti ed impastare fino ad ottenere un composto morbido ed elastico.
Lo zucchero a velo deve essere quello comprato, perché contiene della maizena (e qui dovete stare attenti che contenga solo maizena, altrimenti non è adatta ai celiaci). A questo punto mettere in una planetaria, ma sarà sufficiente anche un robot normale da cucina, ma con i ganci, tutti gli ingredienti insieme. L'acqua, invece aggiungetela a poco a poco, perché potrebbe essere troppa. Fate quindi amalgamare l'impasto e se è necessario aggiungete tutta l'acqua. L'impasto deve risultare proprio come quello della pasta frolla. A questo punto potete prendere l'impasto e lavorarlo per pochi minuti come il pane, avendo cura di stendere sul piano di lavoro dello zucchero a velo, così che non appiccichi. Stenderlo e formare una striscia da mettere attorno alla cassata (per la versione originale, o altrimenti fate come me delle decorazioni). Prima però bisogna stendere sopra lo zucchero fondente che io ho comprato già pronto perché mi hanno detto che è difficile da realizzare senza termometro. Quindi decorare con la frutta candita. A questo punto, siccome per adesso mi sono data a sperimentare con la pdz ho fatto un angioletto e con la pasta di pistacchio che mi era rimasta ho fatto un abete... però questa non è la versione originale...

Devo dire che spesso la frutta candita rimane abbandonata nei piatti (non la mia perché io mangio tutto!!!), ma queste decorazioni invece sono state molto gradite e mangiate tutte!!!

Con questa ricetta lunga, ma non difficile, vi auguro un felice e "dolce" anno nuovo a tutti voi che passate di qui e soprattutto a Genny, l'ideatrice di questo bellissimo contest, a CenerOntola e il suo papà Davide Nonino e a Mamma Felice!

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