ODORI:
forse sarebbe più indicato dire puzza, ma in un blog di cucina non è conveniente parlarne, però per la maggior parte del tempo, tanto in montagna quanto a Vienna l’ "odore predominante” era quello di cacca… A St Michael di mucca, a Vienna di cavallo. Certo nella città dell’imperatrice che amava la natura e soprattutto i cavalli e che nella sua stanza personale aveva più foto di cavalli e di cani che dei suoi figli (anzi a dire il vero c’era solo quella della figlia minore e basta!), non potevano mancare frotte di carrozze trainate dai cavalli! Però, e qui mi levo tanto di cappello, mai un piccolo escremento a terra! I cocchieri sono molto attenti a raccoglierla in un telo, che poi puliscono buttando il “raccolto" in un secchione e alla fine della giornata, strada ben lavata!!! Questa sì che è civiltà!
ORIENTAMENTO: 4 uomini senza alcun senso dell’orientamento! E dopo tre giorni di affidarsi (soprattutto all’uomo di casa), ho deciso di prendere in mano la situazione se non volevo camminare più del dovuto! In geografia sarò pure scarsa, ma in orienteering vado forte!!!
PAESAGGIO: Il paesaggio è verde, tutti i colori del verde. Ogni tanto una casetta, tutte uguali, e tutti i balconi, ma proprio tutti, con i fiori che vanno dal rosa al rosso al viola, le uniche note colorate. Anche il nostro albergo aveva i fiori al balcone, che ci hanno chiesto gentilmente di innaffiare ogni giorno e noi gentilmente ce ne siamo occupati. Come avremmo potuto non farlo dopo tanta cortesia?
PISCINA: L’albergo di St. Michael disponeva di una bellissima piscina, con vetrate su uno splendido paesaggio pieno di alberi e un prato pieno di fiori, col sole che entrava prepotente anche se poi fuori la temperature era di soli 13 gradi. C’era anche l’acqua gym… ma io tocco solo sui gradini… e nella piscina dei piccoli l’acqua mi arriva al polpaccio… Ma vie di mezzo, in questo paese, no? Però, sono gentili in questo paese: hanno provveduto a ciascuno (e ripeto e sottolineo a TUTTI) un salvagente di quelli che si mettono in vita… così tutti abbiamo potuta farla!!! I partecipanti avevano un'età media di 65 anni, compresi noi che l'abbassavamo un po'. Ma quanto so' attivi, 'sti arzilli signori di prima mattina, poi me li ritrovavo tutti in sauna(vedi voce Sauna) e poi? Il deserto! Non è che fra queste due attività riposavano?
Questa proprio non so in che ordine metterla e quindi ve la racconto così com’è. Mi è successo con ogni figlio e mancava solo il pargolo n.3. Nove anni fa era successo col pargolo n. 2, sempre in piscina, sempre in vacanza. Allora eravamo andati a Vulcano e ci trovavamo in un complesso di boungalows. Il nostro era lontanissimo dalla piscina, dalla reception, dal ristornate ed io ero, per giunta, incinta. Ogni mattina supplicavamo i nostri dolci pargoli di fare la cacca, ogni mattina e ogni mattina, tanta era la premura di andare in piscina che non la facevano. Ogni mattina, dopo che eravamo arrivati in piscina dovevamo tornare di corsa indietro. Così una mattina, l’ennesima, io dissi che non saremmo tornati indietro, ma non sortì nessuno effetto lo stesso. Appena arrivati in piscina, come da copione, il pargolo n. 2 mi disse che doveva fare la cacca e io, così, tanto per dire, gli risposi “ed ora la puoi fare qui”! Più veloce della luce si abbassò il costumino e la fece proprio a bordo piscina. Io non sapevo se ridere o piangere. Per fortuna San Marito arrivò e ci pensò lui a risolvere il problema. Da allora non era più capitato e cantavo vittoria che il pargolo n. 3 mi avesse risparmiato… Ma siccome non potevamo esimerci da cotanta esperienza, anche lui ci ha deliziato. Era in piscina da solo e noi siamo andati a prenderlo. Gli diciamo di andarsi a farsi la doccia che noi lo aspettiamo fuori. Lo vediamo arrivare trafelato tutto bagnato e col costume in mano… e ci racconta: “ho avuto un incidente” e io mi sento male, “non l’ho fatto apposta” e io mi rianimo, “ma mi è scappata la cacca e l’ho fatta nel costume”, mi sento svenire e il peggio non era ancora arrivato “non sapevo che fare e l’ho buttata nel cestino della carta…” Anche stavolta medesima reazione, non sapevo se ridere o piangere, e nel frattempo interviene Santo Marito… ecco perché l’ho sposato!!!
PITTORE PORCO: ok, non riesco a ricordare il nome, ma a quanto pare è pure famosetto... I miei figli si sono sganasciati dalle risate durante tutta la visita al museo... io non facevo altro che arrossire... e più io arrossivo e più loro mi chiedevano "ma che rappresenta quel quadro?" Vi mostro solo un quadro, il più pudico!
RISTORANTI: Si cena, ufficialmente, alle 18 e alle 20.00 e chiudono alle 22, 30, ma chissà perché, ogni volta che arriviamo noi, ci sentiamo sempre in ritardo, perché i locali sono assolutamente vuoti (in montagna). La gentilezza, però, è davvero strabiliante e la pazienza anche. Nessuno parla italiano, ma tutti parlano l’inglese e ci spiegano ogni singolo ingrediente… soprattutto a me, delusa dai ristoranti gluten free che gluten free non sono, indicandomi per filo e per segno tutto per evitarmi sonore intossicazioni e ci sono riusciti! Grazie!
RITMI: frenetici in città, ma sempre assolutamente in maniera ordinata, composta e silenziosa, troppo calmi in montagna!
TEMPERATURE: La temperatura più bassa è stata di 13 gradi, la più alta di 20… ma voi lo capite che per una africana come me, questo è inverno rigido??? A Vienna invece fresca. le temperature si alzano come in una normale estate… non palermitana. Si cammina volentieri e non si suda (o quasi), poi, la notte, quando tutti siamo a nanna, diluvia. Meglio di così?
TOPONOMASTICA: i miei tre delinquenti imparano subito a dire Katschberg (da loro pronunciato Kazz...berg), ma non fanno altro che dire “qui in Australia...” Avvilita da questa loro ignoranza, mi limito a dire che lì ci sono solo mucche e non canguri … mi rincuoro al primo negozio di souvenirs, quando vedo una maglietta con su scritto “NO CANGURS IN AUSTRIA!” Quando si dice “mal comune mezzo gaudio!
SALISBURGO:
-Assolutamente da vedere, invece, è il CIMITERO di Salisburgo. Le lapidi sono in ferro battuto e le tombe ricoperte completamente di fiori meravigliosi. Unico consiglio: non portatevi un bambino fissato come il mio per le storie di personaggi e soprattutto non ditegli che c'è sepolta la sorella di Mozart, Naennerl, se non volete che il resto del viaggio lo passi a chiedervi dove è sepolto il fratello più famoso e perché lei non è diventata famosa quanto il fratello, visto che il talento ce lo aveva uguale! (P.s. Non l'hanno convinto i miei discorsi femministi contro i maschilisti dell'epoca...)
-HELLBRUNN e GIOCHI D’ACQUA:
Assolutamente da non perdere la residenza estiva dell’arcivescovo burlone di Salisburgo. Ora ho capito cosa intendevano per giochi d’acqua. Siamo tornati in albergo letteralmente colati, ma non vi dico quanto si siano divertiti i miei pargoli, ma anche noi adulti… inutile dirvi che è stata la cosa più apprezzata della città.
-MOZART: me lo avevano detto, ma la visita alla casa di Mozart è stata davvero deludente… si può evitare, nonostante si sia a Salisburgo!
SCARPE: dopo tutta la fatica di trovare delle ciabattine tacco 4, le stesse, sono rimaste assolutamente intonse… mai usate, col freddo che c’era ho usato solo le Geox, che di tacco fa solo 3! In compenso le ciabattine per la sauna erano tacco -1...
SISSI: il mito della donna libera e innamorata dell’imperatore, viene subito sfatato da tutte le audio guide del paese. La presentano come una depressa, incurante del marito, del paese e cosa ancor peggiore per una mamma italiana, dei figli, tanto che nelle sua stanze private e soprattutto in quella dove lei passava la maggior parte del tempo a farsi spazzolare i capelli e fare esercizi fisici per mantenere il peso, ci sono foto dei suoi familiari, dei suoi amati cavalli, dei poeti ribelli dell’epoca e nessuna foto dei 4 figli! A me è diventata subito antipatica e non solo per tutto quello che finora ho detto, ma perché quando ho scoperto che era alta ben 1,75 e pesava solo 50 chili, che potevo fare da reale food blogger fissata col cibo? Non rimaneva che odiarla!
SAUNA: A Sankt Michael c'era anche la sauna, anzi per dirla tutta non c’era solo la sauna. C’erano il bagno turco, la sala a infrarossi, la sala relax, i massaggi e quant'altro fa benessere. Ma io non posso far niente, per via della pressione che è bassa, almeno quanto me! Così accompagno il marito dopo essere stata in piscina, umiliata dalla sua profondità, e decido di aspettarlo nella saletta relax e ascoltare un po’ di musica… mi accorgo, però, che sono tutti nudi e soprattutto tutti maschi, spaparanzati sopra queste sdraio, beati... capisco di avere un fortissimo senso del pudore... mica posso essere l'unica col costume... e me ne vado!
SHOPPING: se c’è una nota negativa, va proprio sotto questa voce! Il bottino, anche stavolta, è stato piuttosto magro… ma purtroppo finché partirò col detentore assoluto e indiscusso (meglio indiscutibile) della carta di credito, io sarò sempre in minoranza. Comunque qualcosina sono riuscita a strapparla, per cui mi porto a casa un libro di ricette austriache, fiori secchi per uso alimentare, olio di semi di sesamo e di zucca (introvabili a Palermo), le sfoglie di riso (così potrò rifare gli spring rolls in maniera decente... si spera) due sciarpette, e una valanga di palle di Mozart… ma solo perché il goloso di casa, in realtà è Lui, il mio “dolce, dolcissimo” doppio! E poi io sono già abituata a cotanta ricchezza ;)
SILENZIO: il silenzio è quasi surreale e non solo in montagna. Si dorme bene e si riposa realmente. In Austria l’inquinamento acustico non esiste né di giorno né di notte, né se c’è un cantiere edile, nè se c’è traffico. Il nostro albergo era al centro della capitale e non aveva i vetri insonorizzati e si sentivano gli uccellini… certo in montagna dovrebbero parlare con le mucche, che, evidentemente, non sono austriache! Ma per il resto abbiamo sospettato che fosse un paese di muti, macchine comprese!
VESTITI: mi sono chiesta perché tutti andassero vestiti da tirolesi, se non ci trovavamo in Tirolo. Elegantissimi abiti di tutti i colori e con i tessuti più disparati. Anche gli uomini giravano con il tipico costume, che ho anche cercato di acquistare per il pargolo n.3 (l’unico disposto ad indossarlo… per carnevale), ma i prezzi sono esorbitanti. Poi li ho visti vestiti normalmente e ho smesso di chiedermi il perché!
VIENNA: Chi dice che bastano tre giorni per visitarla, non sa di cosa parla! Noi ci siamo stati una settimana, con ritmi serratissimi, con turni che iniziavano alle 9.00 e finivano alle 20.30 e non siamo riusciti a vedere tutte le meraviglie che possiede... Fra l'altro siamo riusciti a sfruttare al meglio le risorse della città, perché, sebbene i musei e i monumenti chiudano alle 18.00 (in estate), un giorno a settimana, a turno, prolungano il loro orario fino alle 21.00 e noi non ci siamo mica fatti sfuggire l'occasione!
-CASTELLO BELVEDERE: A parte la bellezza del luogo, che lascia assolutamente senza fiato, la cosa più spettacolare è che al suo interno si trova una collezione di quadri di Klimt, fra cui il Bacio… vi assicuro sono assolutamente da lasciare senza fiato: quando si dice che il talento c’è!
-SCHOENBRUNN: Non per ripetermi ma tutti i castelli degli Asburgo sono veramente strepitosi e questo non fa eccezione. La cosa veramente strabiliante è che non si visita un palazzo vuoto dove tu devi immaginarti tutto. Il palazzo è pieno di storia, di mobili, quadri, soprammobili e foto dell’epoca. Ma cosa ancora più strabiliante e già l'ho detto è che sono resi interessanti anche per i ragazzi e questo non è assolutamente poco!
-HOFBURG: il palazzo reale degli Asburgo e la collezione più vasta di piatti, posate, suppellettili e forme per dolci che abbia mai visto in vita mia. Inutile dirvi che mi sono chiesta più volte perché il buon Dio mi abbia fatto nascere nella famiglia sbagliata e nel periodo sbagliato... scorre sangue blu nelle mie vene!
-NEUEBURG: fatto costruire da Francesco Giuseppe per andarlo ad abitare con la sua sposa, non riuscì mai a farlo! In compenso adesso ospita una sezione (enorme) del Kunstische Museum... è meraviglioso!
I nostri giovani VIRGULTI: si sono divertiti e quindi non hanno rotto... più di tanto! Però che fatica non farli annoiare, pure il percorso sugli alberi mi sono dovuta fare, oltre ad una sfida in go kart!
WIENER SCHNITZEL: nient'altro che la nostra cotoletta... ma il nome è esotico e ormai a casa si chiama così!
Infine e non per ordine alfabetico, ma solo per conclusione ovvia, il ritorno! Una sola parola: straziante! Vi dico solo che già tre giorni prima di tornare progettavo già il prossimo viaggio... che ho allungato di una settimana ancora!
A presto di nuovo con qualche ricettina
Stefania Oliveri




