Comincio dalla fine e vi dico che già mi manca, anzi mi è mancata già nel momento che l'ho lasciata all'aeroporto.... Che altro dire? Ci sarebbero fiumi di parole, vi assicuro capitano tutte a
lei... persino io, che in due giorni ho dato il meglio di me, concentrando tutto il meglio della mia rincoglionitagine (in genovese, si direbbe belinagine?)… Ok, ok, comincio dal principio, però vi avverto, seguirò il flusso dei pensieri, lo stream of consciousness (quanto sono colta!!!!) alla James Joyce, che l'amava tanto e che io invece ho tanto odiato (Joyce, no lo stream of consciousness... stiamo cominciando già molto male...). E siccome ogni cosa che si rispetti comincia dal principio, io comincio proprio da lì...A come
Alessandra! Ed eccovi l'incipit di un libro che ho amato moltissimo da adolescente (quasi mi vergogno, ma ero adolescente!) Love Story, di Erich Segal, in cui il protagonista, Oliver Barrett racconta: “Che cosa si può dire di una ragazza morta a venticinque anni? Che era bella. E simpatica. Che amava Mozart e Bach. E i Beatles. E me. Una volta che mi aveva messo specificamente nel mucchio con tutti quei tizi musicali, le chiesi l'ordine di preferenza, e lei rispose sorridendo: Alfabetico. Sul momento sorrisi anch'io. Ora però mi chiedo se nell'elenco comparivo con il nome - nel qual caso sarei venuto dopo Mozart - oppure con il cognome, perché mi sarei trovato tra Bach e i Beatles. In ogni modo non venivo per primo, il che sarà idiota ma mi secca terribilmente, essendo cresciuto con l'idea che devo essere il numero uno. Eredità di famiglia, capite?” Chissà perché quando lei è arrivata io ho subito ripensato a questo libro e soprattutto a questo inizio... ma lei si chiama Alessandra e nel mio ordine alfabetico è la prima!
Ecco sì, proprio una Love Story è stata la nostra, durata troppo poco e finita male (lei è ripartita)! Però, prima delle lacrime, ci siamo anche fatte tante risate... pure fino alle lacrime! (Se il povero Joyce potesse leggere queste mi poche righe, sarebbe invidiosissimo del mio superlativo stream of consciuosness!!!)
N.d.S.: Ale è molto più bella dal vivo!!!! ... e io molto più bassa... ma SHHHH non ditelo a nessuno!!! ;)
E allora, ricomincio:
Alessandra è arrivata giovedì pomeriggio e io, dopo una piega dal parrucchiere (brutta, perché se ci tieni a far bella figura....) e un collegio dei docenti fiume, sono arrivata all'aeroporto, trafelata, proprio quando l'aereo era appena arrivato (mai che si possa contare sui ritardi dell'Alitalia!!!).

Lascio la macchina al parcheggio e mi accorgo che non esiste indicazione di sorta per ritrovarla al tuo ritorno; così mi metto a contare i piloni dalla macchina all'uscita, sperando che nel frattempo non ne dimentichi il numero... Non vi dico quanto fossi agitata. Ma appena l'ho vista, l'ho riconosciuta immediatamente. Chissà come mai l'avevo proprio immaginata così, bella, solare, accogliente! Ci abbracciamo come se ci conoscessimo da sempre. Lancio dei gridolini (che cerco di contenere...) e cerco di controllare la voce, che mi sale di due ottave quando sono emozionata. Naturalmente non riesco nell'impresa, con grande sgomento di mia mamma, che nel frattempo mi ha accompagnata all'aeroporto, non si sa mai mi dovessi perdere... Al seguito, oltre a delle valigie rosa molto chic (e femminili, e non vi dico cosa ha detto suo marito...) e una valigia nera molto choc (per il peso!!!), anche il di lei marito... che, essendo ingegnere, ha già un “problema” sul lavoro che deve risolvere urgentemente... “bene” penso io “ce ne sbarazziamo facilmente e lo lasciamo dall'altro marito ingegnere, che sta lavorando...” e così prima di ogni cosa lo accompagniamo allo studio del mio dolce doppio e noi proseguiamo per l'albergo. “Santo Autocad, subito”! Purtroppo, invece, niente visino dolce e giovane al seguito. Carola, con grande disappunto dei miei pargoli, che ne avevano già ammirato la bellezza tramite le foto e pregustato l'idea di un'apparizione improvvisa, non c'è!!! Deve fare gli esami al conservatorio... Prendiamo quindi la macchina per tornare a Palermo (l'ho trovata immediatamente e già cantavo vittoria sulla mia capacità di organizzarmi e per la bella figura... porca figura...), quando mi rendo conto che avrei dovuto pagare prima il biglietto per uscire dal posteggio... Invece mi trovo davanti ad una sbarra che non ha nessuna intenzione di alzarsi se non pago prima (“...avevo pure i soldi scambiati!”) Ma “la” Ale, mia eroina, mia salvatrice, mia àncora di salvezza, mi viene subito in aiuto e lei, donna di mondo, mi dà la sua carta di credito per pagare... e la sbarra si apre! Vi rendete conto???? Io, donna ospitale di Palermo, umiliata da una sbarra e da una carta di credito che mio marito (chissà perché) si ostina a volermi dare!

Lasciamo i bagagli, Ale si cambia (non si può stare in tailleur manica lunga primaverile in una Palermo di giugno...) e la porto a casa mia, dove facciamo il deposito più importante: una carrettata di pesti genovesi che ha portato per tutte le food bloggers, i
baci di dama salati (o quel che resta) da offrire l'indomani alla presentazione, la mitica
focaccia genovese (vi assicuro è meravigliosa e diversissima dalla focaccia di qualsiasi altro posto!) e una montagna di libri “Gustando l'Italia”... oltre ad un mezzero meraviglioso (che manco a farlo apposta è perfetto per la mia stanza da letto) e uno stampo per la pasta tipica di Genova. Insomma Babbo Natale versione estiva! E poi dicono che i genovesi son tirchietti...


Le faccio un caffè e le offro dei pasticcini di mandorla e pistacchi (fatti con le mie dolci manine...) e poi la porto a vedere una Palermo che ancora lei non ha visto, fatta di ville e parchi e di mare. Lei ne rimane incantata, mentre io rimango incantata da lei. Sì, finalmente è qui, vicino a me, parliamo dal vivo, ci raccontiamo tutte le nostre cose e parliamo, parliamo, parliamo, anche se dimentico i nomi di tutti i monumenti che le sto facendo vedere... l'emozione tira brutti scherzi, eh! Parliamo di tutto, tranne di questa presentazione che le ho organizzato. Tanto c'è tempo...
Di sera andiamo a mangiare, con altri amici (i meravigliosi Isa e Maurizio, che mi hanno aiutata nell'ospitare degnamente i coniugi Gennaro), in un ristorante con la tipica cucina siciliana “pasta al macco di fave, pasta con i tenerumi, caponata, insalata di polpo, insalata aringhe ed arance, polpette di sarde.... e quant'altro! E ancora una volta mi rendo conto di quanto ci assomigliamo io e lei (altezza a parte...), ma soprattutto di quanto si somiglino i nostri mariti... così dediti al lavoro, così buon gustai, così ingegneri, con due donne così speciali... ;-)
In ogni caso, dopo l'ennesima gaffe di memoria (ma com'è che sono riuscita a concentrare tutta la mia stolidaggine in queste poche ore??? Giuro, Alessandra, di solito sono meno grave!), li accompagniamo all'albergo... ma non perché Giulio aveva dei problemi a tener su le palpebre... Non vi dico quanto abbia dormito! La mattina successiva mi sono alzata già alle 7,30 ed ho cominciato a prepararmi aspettando la sua chiamata. Alle 9,30 arriva un sms che annuncia che è già pronta da un pezzo e che possiamo vederci quando son pronta anche io... Mi sono fiondata al suo albergo in men che non si dica. Pensavo che stavolta avremmo goduto della compagnia del marito... ma come ho fatto a crederlo, mi stupisce ancora... E' ingegnere, si lavora! Così, anche stavolta, accompagnato dal maritonzolo per un'altra produttiva mattinata di lavoro!!! Noi ben belle ce ne siamo andate in giro. Stavolta la porto a vedere il '400 e il '500... Rimane entusiasta della “flessibilità” dei palermitani. Sì, perché se c'è una cosa buona a Palermo (oltre me, una infinità di monumenti meravigliosi da vedere e il buon cibo), è proprio la flessibilità del locale. Monumento chiuso? Non c'è problema. Ciglia sbattute due, tre volte, gentilezza e savoir faire e tutte le porte si aprono e addirittura pure quello che non potresti vedere, te lo fanno vedere... Da noi, la raccomandazione, funziona ancora....
Finalmente, davanti ad una bella granita di gelsi, parliamo 10 secondi della presentazione e decidiamo “vada come vada, facciamola spontanea” (Ok, due o tre domande me le ero preparate, ma che bisogno c'era di appuntarle? “Due, tre me le ricordo ancora” sostengo io, ma non ho fatto conto con l'età che avanza...).
Secondo la mia organizzazione, il pranzo è previsto a casa mia, anche perché avremmo dovuto riempire di pesto, i baci di dama salati fatti da Alessandra... purtroppo arrivati in polvere... “ma non ha il marito ingegnere?” Il menù prevede:
riso venere al pesto di pistacchi e pomodorini di pachino, sarde a beccafico,

sgombro con cipolla in agrodolce,

caponata (quella vera!!!) della suocera, mellone (anguria), cassata e gelo di mellone.

Adesso, miei cari palermitani, non state lì a pensare che l'accoglienza non è stata delle migliori... Lo so già, me l'ha detto anche mia mamma! Secondo il galateo nostro, avrei dovuto prevedere almeno: 4 antipasti, 2 primi, 2 secondi (quelli ce li ho!!!!), 4 contorni, frutta e dolci a volontà! A mia discolpa, posso solo dire, che dovevamo tenerci leggeri... avevamo una presentazione da fare!!!! Comunque, il menù, anche così parco, è stato realizzato tutto da me, a parte la caponata. La caponata classica, tradizionale e fritta, è il capolavoro di mia suocera, che carinamente si è immolata per l'occasione. Naturalmente il mio dolce doppio (perché proprio non me la sento di chiamarlo la mia dolce metà) aveva solo due piccolissime incombenze da svolgere: 1. comprare l'anguria, 2. andare dalla sua mammina a recuperare il tesoro... Non starò qui a recriminare e a raccontare per filo e per segno come è andata (forse ad un prossimo post...), ma la caponata sono andata a prenderla io!!! Vabbe', mi accontento, almeno il 50% delle sue incombenze le ha portate a termine...
Si avvicina l'ora della presentazione e io mi sento sempre più nervosa... Diciamo solo che:
1.non avevo mai organizzato nulla del genere;
2.non l'avevo mai organizzato tutta da sola;
3.avevo chiesto a destra e a manca, ma i risultati erano stati buchi nell'acqua
4.… finalmente trovo una disponibilità... e il posto, che sì, è il bellissimo e prestigiosissimo Comune di Palermo, addirittura Palazzo delle Aquile (“e questo promette bene”, penso, “io ed Ale voleremo in alto”), ma si trova a Piazza della Vergogna (“oh mio Dio, che, sarà un presagio????”) e addirittura nella Sala delle Lapidi (“ok, è la morte nostra!!!!”)
5.avete presente riempire una sala così grande???
6.avete presente invitare delle persone (anche se i tuoi amici) alla presentazione di un libro di cucina (di cui a loro no frega niente... sono fra le poche pazze che ama cucinare...), per giunta di una persona che non conoscono, per giunta di un caldo venerdì pomeriggio di giugno, quando tutti ne approfittano per lasciare la città e correre al mare????
Mentre ci prepariamo per andare, penso a quanti saremo e spero che almeno in cinque, oltre noi, si presentino... Io comunque senza sapere né leggere e né scrivere (come si dice qui) un paio di tacchi più altini me li metto... non vorrei sfigurare accanto a quella stangona della Ale! E poi le foto vengono male... Affido l'incombenza a mio marito, che solo quello doveva fare, con grandi proteste da parte dei miei figli che, conoscendo il padre e anche me, sanno già che ci sarà una litigata per le brutte foto che farà...
Arriviamo a Palazzo delle Aquile alle 17,00 in punto (ora della presentazione) e vedo che ancora non è arrivato nessuno... arrivano, invece, alcuni sms che annunciano defezioni... Oh mio Dio, saremo in 5 soltanto: io e mio marito, Ale e suo marito, il mio cucciolo (i grandi avevano ben altro da fare...). “Be'”, penso, “mangeremo di più... d'altronde ci siamo tenuti leggeri...” E invece, cominciano ad arrivare gli amici, i colleghi, persino i parenti e le food bloggers! Vado in estasi e chi c'era può ben dire anche in pallone! Mi sento davvero emozionata, lusingata e apprezzata perché circondata da tanto affetto. Una prova di amicizia vera, che ha sfidato in aggiunta anche il traffico e la mancanza di posteggio di una zona così centrale! GRAZIEEEEEEEE!

Comunque alle 17,30 si inizia... e si comincia male... la mia emozione è tale e tanta, che non riesco nemmeno a parlare. Non trovo nemmeno il ventaglio in pandan con il vestito... ma una cara amica viene in soccorso e me ne presta uno, prima che io mi sciolga completamente. Meno male che Alessandra è più calma e il libro è il suo, e comincia a spiegare come nasce il libro e quanto sia importante questo libro per lei, perché i suoi proventi sono destinati alla Banca degli occhi Melvin Jones.

Per il resto che dire? Che quando finalmente mi sono calmata e la voce acuta e stridula che mi esce in queste occasioni, si è abbassata di qualche decibel, ho cercato di fare una degna presentazione di Alessandra e del bellissimo libro... Ahimé non ci sono riuscita, almeno non seriamente... Però ci siamo tanto divertiti, ci siamo fatti quattro risate, si son venduti tantissimi libri e abbiamo conosciuto tantissime foodblogger del palermitano. Io, le ho riconosciute subito; al primo sguardo sapevo già chi fossero. E mi ha fatto tanto piacere questo incontro, che però è solo il preludio per un appuntamento più corposo, con tanto di partecipazione culinaria di ognuno di loro ;)
All'appello c'erano (in ordine alfabetico e nella foto di altezza):
Cinzia di Dalle mie Dolci manine;
Claudia di Scorza d'arancia;
Elena di La Montagna Incantata (lei vale doppio perché è venuta con la sua dolce pancia!);
Ornella di Gialla tra i fornelli;
Patrizia di Dolcemente Gustoso (che è dovuta andar via prima a causa di un problema di lavoro... :((( ) e Ariela, che food bloggers non è, ma una food reader, tanto simpatica, che nei suoi commenti mi fa sempre sbellicare dalle risate!
Come volevasi dimostrare, delle foto fatte da mio marito, non sono rimasta soddisfatta... Meno male che c'era un altro fotografo (il marito di Alessandra) e le foto ricordo ci sono. Ve ne dico una per tutte: alla fine abbiamo fatto una foto ricordo con tutte le food bloggers... e le mie sono sfocate!!! Ma si può???? L'unica decente è questa, in cui ognuno è per i fatti suoi e Alessandra è nascosta...

Credo che nonostante tutto sia andata abbastanza bene. Dico credo, perché ogni scarrafone è bello a mamma sua e quindi io sono di parte! Però ho ricevuto tante e-mail ed sms di ringraziamento e di complimenti che presuppongono solo due cose:
1. o sono reali, e quindi veramente è andato tutto bene;
2. o sono finte e allora mi vogliono davvero tanto bene! In ogni caso son contenta! :)
Infine (della giornata) posso solo dirvi che siamo andati a letto alle 3, 30 del mattino e alle 10 eravamo già insieme! A fare? A parlare e raccontarci tutto (ancora non si è finito!), ho fatto fare loro un brevissimo tour Liberty e un altro tour è stato riservato alle migliori pasticcerie di Palermo (non poteva non concludersi in dolcezza!!!) Anche stavolta ho fatto la mia figurina, dimenticando il portafogli a casa... ma a me capita due volte su tre e soprattutto ogni volta che decido di andare a fare la spesa da sola lontano da casa verso le 12,30... così quando finalmente alle 13,15 metto tutto sul nastro e la signorina ha passato tutto, io mi accorgo di non avere con me il portafogli e quindi chiamo disperata il marito che accorre “felicemente” (santo subito lui e il cellulare!)
Ultimo pranzo insieme a casa mia, dove faccio loro la
pasta coi “tennerumi” (benché pasta assolutamente estiva, è una zuppa...), l'insalata “vastasa”, lo “sfincione” e i panini con la milza... altrimenti che palermitana sarei??? Ancora una volta niente galateo palermitano, ma ci aspetta una “guantiera” di dolci comprati dai coniugi Gennaro da Magrì e lo spazio bisogna lasciarlo!

Giusto il tempo del caffè e di corsa all'aeroporto a lasciare che ritornino a Genova... triste e sconsolata ancora oggi! Ale, quando ti trasferisci????????
Da tutto ciò ho capito una cosa: come dimagrire due chili in due giorni...
A presto