Riassunto del puntata precedente (anzi del primo girone): si è parlato del figlio n. 1 detto “Il bello”, fine.
Seconda puntata: il pargolo .2: “Il medio”. Egli è l’unico che non mi fa penare (o non tanto, quanto meno) quando si siede a tavola. Nel senso che se trova qualcosa che gradisce allora la spazzola in un nano secondo. Avete presente gli affamati? alla stessa maniera. Tanto che in famiglia viene soprannominato “l’allafannato” (cioè “colui che mangia in maniera ingorda come se non avesse mai visto tanta grazia di Dio attorno o davanti a lui”). E se non mi fa penare per quanto mangia, mi fa penare molto per come mangia! E qui, legge del contrappasso smentita, ma “meraviglia fatta” assolutamente confermata (il figlio di nostri amici mangiava alla stessa maniera del mio e io pensavo “ma non gliela insegnano l’educazione a ‘sto maialino?” Ecco fatto!).
A scuola con lui ho avuto delle soddisfazioni (certo niente a che vedere con i miei risultati, ma se la mater semper certa est e pater nunca, in questo caso, invece, si conferma che mio marito è assolutamente il padre!). Però se non mi posso lamentare per i risultati, non lo stesso si può dire del suo comportamento. Quindi, anche con lui, quando vado ai suoi ricevimenti genitori, mi vergogno come una ladra. La frase che mi sento più spesso dire è “signora, ma anche a casa è così agitato?” ed io con un’espressione assolutamente sconsolata e afflitta vorrei dire che “no, assolutamente no, siete voi che non lo sapete trattare”, e invece il mio viso, senza bisogno di parole, dice “sì, assolutamente sì, non so che fare, aiutatemi voi, vi prego!!!”. Ma se il papà del pargolo scendeva da sopra l’ascensore (non dentro, sopra, sopra la cabina stava), anche qui una certezza ce l’ho!
Per il vestiario, ancora non è ai livelli del n. 1, ma certo è ben lontano da come vorrei che si vestisse io… non ho speranze!
Non vi dico poi quando si tratta di aiutarmi. “Andiamo a fare la spesa?”, io. “Che noia, che strazio, tutta questa strada!”, lui. “Ma poi tu mangi (sbafi sarebbe più adatto) tutto quello che preparo e ti piace”, sempre io. “Ma lo faccio per gentilezza”, sempre lui. E via così fino a quando mi scoccio e vado sola!
E non vi dico se mi azzardo a fargli una coccola in pubblico. E se per caso piove e io amorevole vado a prenderlo a scuola, premurosa con l’ombrello, mi guarda torvo, come se fossi una specie di megera. Poi, però, la sera mi viene vicino e mi chiede ancora “micioso” “mamma, mi abbracci?”… ormai anche il n. 2 l’ho perso (almeno in pubblico), ma non definitivamente!
E allora non mi rimane che cucinare e coccolarlo ancora un po’ così:

MUFFIN CON FARINA DI MANDORLE, RISO E GOCCE DI CIOCCOLATO
La ricetta è di La cucina di qb. La voglio ringraziare in particolar modo perché ha realizzato questi muffins pensando a me che sono celiaca. Mi hai commossa! Grazie di cuore!
Fra parentesi metterò le mie piccole modifiche.
Ingredienti:
150 gr di zucchero aromatizzato con vaniglia (io zucchero normale con l’aggiunta di un cucchiaino di vaniglia liquida – sempre quella bourbon)
75 gr di farina di mandorle (o mandorle tritate finissime)
75 gr di farina di riso
1/2 bustina di lievito
6 cucchiai di latte intero (io latte di soia)
2 uova grandi (rigorosamente allevate a terra)
120 gr di yogurt (io alla vaniglia)
150 gr di burro chiarificato morbido
130 gr di gocce di cioccolato fondente
Qui il procedimento l’ho cambiato perché non avevo capito qualcosa. Così ho montato le uova con lo zucchero, poi ho aggiunto le mandorle e poi la farina di riso setacciata con il lievito, lo yogurt ed il latte ed infine le gocce di cioccolato. In realtà dovevo infarinarle, ma io l’ho dimenticato. Forse però essendo dei muffins dovevo seguire la regola d’oro “i solidi da una parte, i liquidi dall’altra e poi mescolare tutto insieme” e l'impasto dovrebbe risultare un po' granuloso. Versare il composto a cucchiaiate (un cucchiaio abbondante) e cucinare nel forno statico (mai ventilato) caldo a 190° per 25 minuti (controllando la cottura con lo stecchino che deve risultare asciutto).
Farli raffreddare sopra una gratella per dolci e servirli dopo averli decorati con zucchero a velo.
Un consiglio: mettete le gocce di cioccolato all’ultimo momento e infarinate, altrimenti vi precipiteranno in basso come è successo a me. I muffins erano buonissimi anche se il cioccolato è tutto depositato in fondo!
Anche con questa ricetta partecipo alla raccolta di Mara di Pan di Panna
![[MUFFINS+MANIA.JPG]](http://1.bp.blogspot.com/_dzuPy01pnIk/St9eA2IsxTI/AAAAAAAACQA/VHsoThOPEPA/s1600/MUFFINS%2BMANIA.JPG)
Tanto per non smentirmi nella mia sbadataggine e nelle cose strane che faccio, volevo chiedere ancora una volta PERDONO a Ele, Alice e Martino di Alice nella cucina delle meraviglie per aver dimenticato di citarli nell'elenco dei blog da me premiati. Carissimi con grande affetto vi passo allora tutti e tre i premi. Li meritatate a prescindere, li meritate per la mia 'ndranaggine (a buon intenditor poche parole!!!)
A presto
Stefania Oliveri