domenica 5 febbraio 2012

Montersino ti amo! Dacquoise di castagne con crema di pistacchio!



Lo so, mi lamento sempre, e anche in questa occasione, non ho potuto fare a meno di lamentarmi. Ma il contest di Stefania e Anna Luisa è davvero difficile e solo pochissime di voi saranno in grado di fare un dolce degno del grande pasticcere in questione! Quando ho conosciuto Montersino l'ho amato a primo colpo, cioè uno che pensa alle intolleranze altrui, è già da stimare solo per questo. Poi, ho comprato un suo libro e ho preparato la mia prima dacquoise e il colpo di fulmine, si è trasformato in vero amore... amore sì, ma impossibile! E come tutti gli amori impossibili, conflittuale e difficile. Così riposto il libro, ho deciso che sì mi guardavo tutte le puntate su sky, mi compravo tutti i libri, ma solo per ammirarlo e venerarlo, ma mai per realizzare cotante prelibatezze! E più assaggiavo i suoi dolci e più mi dannavo di questa relazione impossibile! Io sono una immediata, una che deve cucinare in 10 minuti e non di più, una che ama Nigella... insomma una pasticciona, più che una pasticcera... come arrivare all'altezza del maestro? Nemmeno essendo il tacco più alto dell'etere...
Fino a quando, le mie due amiche, hanno deciso di sfidarci e di coinvolgerci in questa avventura... E se loro sono sempre state così carine da cimentarsi, da perfette neofite, col gluten free, potevo io esimermi dal cimentarmi col loro beniamino?
Dopo i primi attimi (???) di scoramento e dopo aver visto alcune ricette partecipanti al contest, fra cui quella di Sonia e di Ema, contro la quale non c'è storia, ho deciso che dovevo superare anche questa mia montagna e almeno provarci. E quindi ho indossato i miei tacchi più alti e sono partita! E siccome la dacquoise l'avevo già fatta, almeno volevo partire da un elemento noto. Poi la folgorazione, cosa ho a casa? Perfetto devo trovare qualcosa che potessi fare senza dover cercare l'introvabile! Altra folgorazione: un invito a cena da un mio amico che ama il pistacchio! Insomma, cerca di qua, assembla di là, fai pure la meringa italiana, ne è uscita fuori una meraviglia... e il mio amore per Montersino da impossibile è diventato probabile... chi lo sa che prima o poi non mi assuma nella sua pasticceria? ;)
P.s. Voglio sottolineare una cosa e ci tengo molto a farlo perché credo sia anche lo spirito del maestro. I dolci di Montersino sono di quelli che piacciono tanto a me e cioè NATURALMENTE gluten free. Mi spiego meglio, lui usa delle farine alternative che sono (relativamente) facili da trovare dovunque, cioè non usa farine dietoterapiche. Ci tengo a sottolineare questa cosa perché cucinare senza glutine è oggettivamente più difficile, spesso chi non lo sa fare, fa emerite ciofeche, ma cucinare senza glutine con i prodotti adatti e una piccola esperienza alle spalle, diventa possibile e soprattutto sicuramente buono. Cucinare senza glutine usando invece dei prodotti alternativi non comprati in farmacia, e trasformare le materie prime in gioielli culinari, solo per la loro bontà e non per il loro costo, è molto più complicato. Questo è il mio obiettivo. Quindi spero che il maestro apprezzi, in questa mia combinazione di sue creazioni, proprio il fatto che chiunque sarebbe in grado di realizzarla, celiaci e non … e perfino io! Per la serie: “a noi Nigella Lawson ci fa un baffo!”


Dacquoise alle castagne con crema (semifreddo) al pistacchio
Per la dacquoise ho usato la ricetta base del libro Peccati di gola (p. 231), ma siccome il maestro dice che si può usare qualsiasi farina di frutta secca, ho usato quella di castagne, dimezzando le dosi.
200 gr. di albumi
125 gr di zucchero
150 gr di farina di castagne (su 188 gr. di farina di mandorle)
38 gr di farina di mandorle
50 gr. di farina di riso super sottile
138 gr di zucchero
Ho montato gli albumi a temperatura ambiente aggiungendo i 125 zucchero a poco a poco. In un'altra ciotola ho messo tutte le farine con la seconda quantità di zucchero e quindi ho mescolato il tutto con gli albumi montati, mescolando dal basso verso l'alto con delicatezza, ma con decisione.
Ho quindi messo il tutto in una tasca da pasticcere e ho fatto due cerchi su una teglia rivestita con carta forno. Ho cotto in forno a 170° (perché il mio forno è solo ventilato) per 12 minuti. Ho sfornato e fatto raffreddare.
A questo punto ho fatto il semifreddo al pistacchio che ho preso da Golosi di Salute, dalla torta Contrasto (p. 198)
Semifreddo al pistacchio:
75 gr. pasta di pistacchio (di ottima qualità)
170 gr. di meringa italiana (metà dose: 200 gr. di zucchero, 50 ml di acqua, 125 albumi, 50 gr di zucchero)
255 gr. di panna montata
(ho omesso il sale)
Per prima cosa ho fatto la meringa italiana, che è stata la cosa più difficile. Ho fatto sciogliere in una pentola lo zucchero con l'acqua a fiamma alta, fino a quando non si raggiunge la temperatura di 121 °C... io NON ho il termometro, quindi ho fatto sciogliere lo zucchero e prima che si scurisse ho pensato che fosse arrivato a temperatura (in ogni caso ha funzionato). Nel frattempo ho montato gli albumi con 50 gr. di zucchero e quindi ho versato lo sciroppo a filo, senza mai fermare le fruste e ho continuato a montare fino a che non si è raffreddato il tutto. A questo punto ho montato la panna (con un cucchiaio di zucchero), ho aggiungo la pasta di pistacchio e mescolato dall'alto verso l'alto.
A questo punto si può montare il dolce.
Mettere un primo strato di dacquoise, che io ho bagnato con la bagna di Montersino (sempre metà dose) fatta da
30 gr di zucchero liquido (non ci crederete, ma avevo pure quello in casa... ecco cosa mi ero dimenticata di dirvi che ho nella dispensa)
50 gr. di acqua
20 gr. di rum
Mescolare il tutto e con un pennello spennellate la base. Con una tasca da pasticcere stendere il semifreddo in cerchi concentrici (si può far di meglio) e poi coprire con un altro disco di dacquoise e spennellare e ricoprire con un altro strato di semifreddo. Decorare con ciuffetti di semifreddo e pistacchi tritati al coltello.
Suggerimenti: la base con la meringa italiana si può anche congelare, così come la torta. La cosa fantastica è che se usate la meringa italiana, la crema non si congelerà mai, ma resterà morbida anche appena uscita dal freezer.
Infine, l'accostamento castagne pistacchi è davvero da urlo, il semifreddo sofficissimo e la dacquoise può non essere bagnata.

Infine, conservare in frigo... se ne rimane!


Spero che basti per il contest di Stefania ed Anna Luisa

A presto
Stefania Oliveri

giovedì 2 febbraio 2012

HO VINTO! ... quasi! Risotto zucca e gamberoni

Ok, finalmente ho vinto l'MTC, nientepopòdimeno che con queste tagliatelle... ma, io, NON sono contenta... nemmeno stavolta! COME???? Dopo che vi faccio la capa tanta da ben un anno e mezzo che voglio vincere, adesso non sono contenta? Pazza sono, sicuramente! E invece no, non sono pazza, magari incontentabile, ma pazza no! Perché ho vinto l'MTC (eppure pensavo di avere una ricetta da porca figura... seppure il maiale non ci fosse!), addirittura molecolare (e chi è quel folle che la rifà? e soprattutto che la tira a mano???), ma ho vinto una sezione dell'MTC che si apre al gluten free... E così, ieri, il tormentone si è esteso a tutti gli amici di FB, li ho ammorbati con lamentele e stridor di denti. Oggi però, a mente serena, e calma, dopo aver asciugato tutte le mie lacrime (amare) e anche tutta la camera da letto e anche il corridoio (e per poco riuscivo ad arrivare a bagnare anche la cucina...), a mente fresca, ripensandoci sono pure contenta... Contenta perché questa vittoria in realtà segna una svolta importante nell'MTC, perché adesso si avrà un premio supplementare se ci si cimenterà nel senza glutine... e a pensarci bene questa cosa mi commuove, perché la sensibilità nei riguardi delle problematiche dei celiaci a tavola, mi fa sempre commuovere... e ora smetto perché altrimenti ricomincio a piangere e stavolta la cucina non avrebbe scampo!
P.s. Vi racconto un altra piccola soddisfazione avuta ieri: al contest di ELiFla The recipe-tionist, sono arrivata in finale... poi, siccome i proverbi non sbagliano mai, non ho vinto! Volete sapere qual è il proverbio al quale mi riferisco? "Amici ... e guardati!", insomma per la serie "non sono brava e neanche raccomandata!"

La ricetta di oggi ha per protagonisti i gamberoni, addolciti dalla zucca. Questo è stato il primo scelto dal pargolo n. 3 per il pranzo del suo compleanno e non vi dico il mio stupore per cotanta richiesta... potevo non accontentarlo?



Risotto zucca e gamberoni
Ingredienti (per 6 persone):
450 gr. riso
mezza cipolla
olio extravergine d'oliva
mezzo bicchiere di vino bianco
25 gamberoni
500 gr di polpa di zucca (cotta con cipolla, olio)
brodo vegetale home made
sale rosa dell'Himalaya

Tagliate la cipolla a dadini piccolissimi e soffriggete con un po' d'olio (mi ripeto, ma il risotto in Sicilia non si fa con il burro... almeno io!) e poi versate il riso e fate cuocere, mescolando, fino a quando non diventa trasparente. A questo punto sfumate con il vino e aspettate che evapori (altrimenti lascia il sapore amarognolo) e quindi cominciate a versare del brodo caldo e continuando a mescolare. Precedentemente sgusciate i gamberi e con le teste preparate un fumetto (cipolla, olio, e un po' d'acqua), che aggiungerete al risotto. Prima di spegnere il fuoco aggiungere la zucca preparata precedentemente e fuori dal fuoco aggiungere un po' di burro e i gamberoni, che cuoceranno con il calore stesso del riso. Lasciate due gamberoni a testa da parte, cucinandoli in una larga padella sempre con della cipolla e un po'd'olio e una goccia di acqua. Servite caldissimo. Io ho salato con un po' di sale rosa dell'Himalaya, ma più per il colore che per altro!
Suggerimenti:
- aggiungete dei pistacchi tritati al coltello perché ci stanno benissimo... io purtroppo ho dimenticato a metterli nella foto! :(
- gli ingredienti sono tutti gluten free, ma se usate il dado vegetale comprato, fate attenzione alla marca, deve essere Knorr o altra marca presente nel prontuario.
A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 1 febbraio 2012

Per quel tesoro del mio pargolo, un tesoro al cioccolato!

Anche quest'anno puntuale come sempre è arrivato il compleanno del pargolo n. 3. L'anno scorso abbiamo festeggiato a casa perché aveva la gamba ingessata e siccome ci abbiamo preso gusto a festeggiare a casa, abbiamo ripetuto anche quest'anno. Solo che quest'anno è stato un compleanno “particolare”, il primo da celiaco... E così, mentre l'anno scorso, mi ero dedicata solo alla torta, quest'anno ho dovuto pensare a tutto il menù. Perché non mi andava affatto che proprio il giorno del suo compleanno dovesse avere un menù diverso da tutti gli altri, che si sentisse diverso, discriminato... E così menù senza glutine per tutti! Ho fatto i muffins con i wurstell, le arancinette al forno, i biscotti salati, i biscotti dolci, i fairy cupcakes, il succo d'arancia solido e la torta al cioccolato secondo il desiderio del pargolo e poi tante patatine, di tutti i tipi, di tutte le forme e caramelle e cioccolati...
La festa, come già sapete, è stata fatta seguendo il tema “i pirati” e i bambini si sono divertiti un mondo, pur rimanendo seduti per tre ore di seguito... Il mio pargoletto era strafelice e tutti hanno mangiato e giocato alla stessa maniera... E infine, il figlio di una amica, tornando a casa, a sua madre ha raccontato che era stato il compleanno più bello della sua vita, che si era divertito un mondo, che aveva mangiato cose buonissime e belle... E questa è stata una vera soddisfazione, perché nessuno si è accorto che il menù fosse senza glutine e per una volta il mio pargolo ha mangiato come tutti gli altri e tutti bene (vero Ema?)
Per questo vi do la ricetta di questa torta, che è di una semplicità disarmante, chiunque può realizzarla facilmente e così chiunque può mangiarla senza timore di rimpiangere quelle col glutine... anzi!
Ho fatto due torte rettangolari con queste dosi per ogni torta:




Torta al cioccolato
150 gr di cioccolato fondente (Venchi è senza glutine)
100 gr. di burro
4 uova codice 0 (cioè biologiche) o 1 (cioè di galline allevate all'aria aperta)
125 gr di zucchero semolato
125 gr di farina di mandorle o mandorle tritate
1 bustina di lievito per dolci

Grattugiare o tritare anche grossolanamente il cioccolato (o usare le goccine) e farlo fondere a bagnomaria o al microonde (come faccio io a 450° per un minuto circa) insieme al burro. Separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve fermissima. Montare anche i tuorli con lo zucchero, fino a quando non saranno ben bianchi e spumosi e aggiungere il cioccolato fuso e raffreddato, la farina di mandorle e il lievito. Infine incorporare delicatamente gli albumi, mescolando dal basso verso l'alto, ma in maniera decisa e versare il composto in uno stampo foderato con carta forno. Far cuocere in forno caldo a 180° per circa 30 minuti, preferibilmente a forno statico, altrimenti a 170° in forno ventilato.
Questa torta è talmente soffice, che non ha bisogno di essere inzuppata, quindi è perfetta come base per le torte in pasta di zucchero. L'unica cosa che ho fatto è stata una ganache al cioccolato per livellare bene la torta.
Ganache al cioccolato
250 gr. di cioccolato fondente
250 gr di panna da montare
Scaldare in un pentolino la panna, quindi aggiungere il cioccolato e far sciogliere spegnendo il fuoco. Far raffreddare il composto e montare con una frusta elettrica. Con una spatola, spalmare sulla torta. A questo punto si può ricoprire con la pasta di zucchero
Suggerimenti:
Io ho modo molto strano di procedere che vi consiglio di non seguire, perché vi troverete davvero male. Io non pianifico niente, penso come farlo e poi agisco. Niente di più sbagliato! Io vi consiglio di fare un disegno della torta o di seguirte una torta giù fatta, per evitare sbagli. Cioè la torta era buonissima (e se è possibile anche di più), ma non avevo pensato come sovrapporre le due torte, per cui quando le ho sovrapposte, tutti i gioielli che ero stata giorni e giorni a preparare, sono stati completamente coperti dallo strato superiore... Ho poi spostato il tutto ma la frittata era fatta e la pasta di zucchero si era sporcata tutta.

lunedì 30 gennaio 2012

Tutto quello che so su Manfredi Ferlicchia e i ravioli con crema all'arancia

Se Dauly non me lo avesse detto non l'avrei saputo... Cioè, per la serie “quanto è piccolo il mondo... ma io dove sto?”
Dauly mi scrive un messaggio in posta privata e mi chiede se quella amica è proprio la mamma di Manfredi Ferlicchia... Rimango basita perché comincio ad immaginar scenari di conoscenze palermitane della mia amica virtuale... Mi spiega in un messaggio successivo, se quella mia amica è proprio la mamma del ragazzo che ha vinto “uomini e donne”. A questo punto l'illuminazione, mi ricordo che l'argomento era uscito in maniera casuale in una delle nostre serate, ma Eleonora (la mamma di Manfredi) è una persona così discreta, che si è guardata bene dallo sbandierarlo. E così posso rispondere alla amica virtuale, che sì, è lei, ma che non l'ho mai vista, sottointendendo una puntata. Dauly capisce, invece, che io non la conosco e mi chiede se allora è un'imbucata alle feste in casa mia... Capisco l'equivoco e la conforto dicendole che non solo la conosco, ma che ci frequentiamo spesso e che almeno due volte a settimana usciamo pure insieme...


E così, grazie all'etere e, a quanto pare a distanza di un mese, vengo a scoprire che suo figlio ha vinto Uomini e donne... "Ohibò", penso, "ma io dove vivo?" Ma io non guardo la TV, se non Gambero Rosso e non leggo riviste... Insomma, da questo punto di vista sono fuori dal mondo. Cioè, vi immaginate se le mie alunne scoprono che io conosco Manfredi Ferlicchia?

In realtà io conosco molto bene sua mamma. L'ho conosciuta 5 anni fa e poco dopo lui finì la scuola e se ne andò a Milano per intraprendere la carriera di modello. Di lui so cose che voi umani potete reperire molto più facilmente di me: è bello (bellissimo, oserei dire, ma lo stampo è di quelli buoni), è giovane (anche questo piuttosto lapalissiano), ha due genitori in gamba e simpaticissimi e due fratelli belli come il sole e come lui... e fuma, almeno fumava quando stava ancora a Palermo, ma adesso forse ha smesso, non so! That's all.
Di sua mamma so molto di più. E' una donna stupenda (una di quelle che DEVE immolarsi a migliorare la specie!), è una donna dolcissima, molto elegante, sobria, sempre pacata, sempre con una parola buona da spendere per gli altri, che ama divertirsi, che cucina in maniera strepitosa, che si dedica anima e cuore per i suoi figli, ma senza asfissiarli. E se tanto mi da tanto, allora penso di conoscere anche un poco Manfredi e se a gran voce, come adesso ho visto in giro, tutti chiedevano alla tronista di scegliere Manfredi, un motivo ci sarà pure e non solo legato alla bellezza.



E adesso che l'arcano è svelato, e io l'ho detto pure a voi, che dite, mi merito o no, una foto con autografo? E poi, visto che siamo anche in tempi di crisi, glielo dico alle alunne e me lo rivendo? Di una cosa sono certa, in ogni caso se intraprendo il business una percentuale a Dauly non gliela toglie nessuno, almeno per la sua indole da detective!

E adesso passiamo alla ricetta. Oggi è lunedì e ieri ha cucinato il dolce doppio... Va bene, dire cucinare è una parola grossa, però il risultato è stato davvero ottimo e per quanto mi riguarda tanto basta!
Ravioli di spinaci e ricotta con salsa all'arancia
Una confezione di ravioli con spinaci e ricotta della DS (E 5,40 per 300 gr. fatevi voi il conto di quanto vi viene a costare un piatto)
(per i non celiaci) un confezione di ravioli col glutine (e 1,60 500 gr)
il succo di due arance
la scorza di mezza arancia
un bicchierino di brandy
30 gr. di burro
2 cucchiai di fecola di patate
1/4 cucchiaino da tè di harissa
1 cucchiaino da tè curcuma
1 cucchiaino scarso di zucchero
sale e pepe
Per prima cosa ha prelevato la buccia da mezza arancia e l'ha tagliata a filetti sottili. Ha spremuto il succo dentro un padellino dove ha messo anche il burro e la scorza. Non appena si è sciolto il burro ha aggiunto il brandy e l'ha fatto evaporare e poi ha aggiunto la fecola per restringere un poco il sughetto. Infine ha aggiunto le spezie, il sale, il pepe e lo zucchero. Assaggiate per regolare il tutto a vostro piacere.
Nel frattempo fate cuocere in abbondante acqua salata i ravioli e poi saltateli qualche secondo nella padella del condimento.
Servite caldi con parmigiano grattuggiato. Aggiungete anche dei pistacchi per un tocco croccante.




Suggerimenti:
Se volete addensare la crema con la fecola, anziché che con la panna, ricordatevi di stemperarla prima con del liquido freddo, altrimenti vi si raggrumerà, come è successo al dolce doppio... a quel punto non vi resta che prendere un mixer e frullare il tutto.

venerdì 27 gennaio 2012

Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio … buon compleanno Ale!





«Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio,
ego me baptizzo contro il malocchio.
Puh! Puh!
E con il peperoncino e un po' d'insaléta
ti protegge la Madonna dell'Incoronéta;
con l'olio, il sale, e l'aceto
ti protegge la Madonna dello Sterpeto;
corrrrrno di bue, latte screméto,
proteggi questa chésa dall'innominéto».




Premetto che io non credo nella sfiga! E non credo nemmeno che gli amuleti ci preservino da una eventuale sfiga. Premetto anche che, se mia mamma vedesse questo post con questo elefantino con la proboscide alzata, dopo che per anni ha cercato di convertirmi, essendo lei stessa una collezionista di elefanti rigorosamente con la proboscide alzata (altrimenti portano male!), penso che potrebbe diseredarmi per sempre, visto che 40 anni della mia vita non sono bastati a convertirmi e poi solo un anno di conoscenza con Alessandra e mi piego a ciò... Premetto, pure, che ieri è stato il compleanno del pargolo n. 3 e dopo due giorni di full immersion per preparare tutto il menù e tutta la festa a tema piratesco, ed aver avuto 10 piccoli pirati per casa (a casa mia, e chi la conosce capisce!), dove ho cercato di tenerli seduti dalla 5 alle 9.00, prima truccandoli, poi travestendoli, poi facendogli colorare il loro personaggio, poi facendogli decorare il loro bicchiere, e ancora facendo fare loro una caccia al tesoro con gli indovinelli (ho inventato anche quelli... quasi tutti), e una pesca al buio e infine facendo fare anche una tombola (le idee piratesche erano finite!), io, che se c'è una cosa che non amo, è intrattenere i bambini (datemi gli adolescenti, me la cavo meglio!), ed avendo a fine serata i piedi tondi, le gambe gonfie e la testa confusa, volendo solo andare a dormire per riposare le mie stanche membra, ho invece scritto questo post, scaricato le foto (sì, l'elefantino fatto solo ieri), scelta quella meno peggio, aiutata da Mai a levare alcune imperfezioni, visto che le foto sono state fatte alle 4,30 del pomeriggio, quando ormai non c'è più luce naturale, ma non è ancora buio (cioè con la condizione peggiore), caricato tutto sul blog e programmato per oggi (e speriamo che funzioni!). Premesso tutto questo, ora vi dico perché l'ho fatto. L'ho fatto perché io adoro questa donna, penso che sia meglio di Wonder Woman, che si extra, che sia esattamente la persona che io vorrei essere (ma non ci riuscirò mai) e che se non ci fosse bisognerebbe inventarla, ma soprattutto perché le voglio un gran bene, un bene infinito e le auguro tutto il bene del mondo, quel bene che si merita e che sono certa che Dio le darà al di là di tutto. Ma siccome una sorpresa è una sorpresa e ben 20 persone, che la pensano esattamente come me, hanno escogitato per giorni e giorni tutto questo ambaradan, cucinando, fotografando, mettendosi d'accordo, costruendo banner (ok, questo solo Mai!) e parlando, parlando e parlando (non ci credete?), ridendo e scherzando, potevo essere io l'unica a non sottomettermi? Quindi carissima Alessandra, se verrò diseredata, sappi che mi dovete accogliere nella vostra famiglia, se domani sarò una pezza a scuola e non riuscirò a mettere due parole una dopo l'altra, sappi che dovrai cercarmi un lavoro, se non riuscirò a svegliare il pargolo per portarlo a scuola, … ok, di questo non dovrai preoccuparti, perché avrai solo tutto il suo apprezzamento.
E ora bando alle ciance e ti lascio la mia ricetta... cioè la ricetta di Nigella (Delizie Divine, p. 40) delle Fairy Cakes (quale ricetta più adatta per te?).
Ovviamente io l'ho trasformata in gluten free e poi al posto dei fiori ho messo dei bellissimi squali , in tutti tranne in uno, il tuo. E un unico e bellissimo elefantino capeggiava in un mare di squali!



Fairy Cakes (per 12 cupcakes)
125 g di burro ammorbidito
125 g di zucchero semolato
2 uova grandi
90 g di farina di riso tipo amido
35 g di fecola di patate
1 cucchiaino di lievito
½ cucchiaino di estratto di vaniglia bourbon
3-4 cucchiai di latte
Glassa per decorare:
1 albume
250 g di zucchero a velo
qualche goccia di limone
colorante alimentare
Come sostiene Nigella, sono facilissimi da fare. Basta mettere tutto insieme in un robot da cucina e mescolare fino a rendere il composto omogeneo. A questo punto potrete aggiungere il latte. Se usate farina 00 (o autolievitante come prevede la ricetta), i cucchiai di latte devono essere 2 o 3. Con le farine senza glutine, aumentate un poco la dose, cioè fino a quando il composto non vi sembrerà morbido e fluido. Mettete quindi negli stampini (io mi sono aiutata con un dosatore per gelato) e fate cuocere, in forno già caldo e statico a 200°, per 15 – 20minuti. Io l'ho fatto cuocere a 180° in forno ventilato. Fatele raffreddare e ricoprite con la glassa.
Montate a neve i bianchi e aggiungete a poco a poco lo zucchero, il limone e il colorante. Dopodiché mettete in una sac à poc e decorate. Se volete potete completare con la pasta di zucchero
Buonissimi!
E adesso i nomi di tutti i pazzi che ti vogliono bene:

Anna Luisa e Fabio
Mapi
EliFla
Stefania
Eleonora
Mai
Giulia
Ema
Greta
Loredana
Simonetta
Cristina b.
Ginestra
Muscaria
La Roby
Cristina
Patty
Ale
Gambetto

A presto
Stefania Oliveri

giovedì 26 gennaio 2012

Torta vascello del Corsaro Nero e buon compleanno al pargolo n.3



E ora vi svelo perché avevo in casa ben 36 uova bio nel frigo. Cioè, perché se uno legge solo il post, pensa “questa è pazza”, ed è pure vero, ma di solito, la mia discreta scorta di uova corrisponde a 2 confezioni, cioè 12 uova... Che se per qualcuno sono già una follia, per me sono invece una scorta sufficiente per una settimana! Ma il fatto è che stavolta ne avevo davvero un gran bisogno perché dovevo fare non una, ma ben due torte... monumentali, cioè di quelle che in realtà richiedono non una, ma ben due torte in contemporanea, cioè 4 torte in totale... Anche quest'anno il cucciolo del mio amico e collega ha fatto il compleanno a ridosso del mio cucciolo e il papà ha voluto una torta degna del suo ometto. Ovviamente, come ogni anno, scatenando le invidie del mio pargolo n. 3 che mi rinfaccia ad ogni occasione (e vi assicuro che ne crea diverse) di fare la torta anche per Marco! Quando poi ha visto che il tema era simile a quello che aveva scelto anche lui, non vi dico quello che è potuto uscire da quella boccuccia di rose, con tanto di tentativo di sensi di colpa sulla sottoscritta che invece di concentrarsi tutta per il suo compleanno, si doveva concentrare per il compleanno di un altro bimbo... Così ora tocca anche rimediare e oltre ad una torta diversa, devo organizzare tutto il compleanno a tema e preparare tutto il menù a tema... E quindi, mi servivano o no le uova? (e non pensate che l'abbia usate per il tiro a segno su mio figlio!)


Oggi comunque è proprio il giorno del compleanno del mio pargoletto. Dieci anni fa in una bella mattina di sole di sabato mattina, nasceva il mio cuccioletto. E sono sicura che potete immaginare quanto sia stata contenta di stringerlo fra le mie braccia. E quanti sogni e programmi abbia fatto per lui... poi è iniziata la scuola e i miei sogni si sono infranti... Ma i figli si amano così come sono, no?
Allora oggi vi faccio vedere la torta dell'antagonista di mio figlio, per quella del mio pargolo dovrete aspettare domani, perché la completerò oggi, al ritorno da scuola e prima che arrivino i suoi compagni... e speriamo di avere il tempo di fare le foto...



Torta vascello del corsaro Nero
La base della torta è costituita da questo plumcake che penso sia una base ottima perché morbida, ma consistente.
La bagna è costituita da:
100 gr di latte intero
2 cucchiai di Nesquik

(come suggerito da EliFla, che mi ha assistito tramite FB, insieme ad un altro bel gruppo di food blogger siciliane, che ringrazio)
La farcia è una Camy Cream alla nutella.
Ho ricoperto la torta con una ganasce al cioccolato, per lisciarla ben bene, fatta da:
300 gr di panna fresca
300 gr di cioccolato fondente in gocce
Riscaldate la panna in una pentola, appena raggiunge il bollore, spegnete e poi aggiungete il cioccolato e mescolate bene con una spatola... si addenserà da sola.
Ho ricoperto con pasta di zucchero.
Per fare il vascello ho fatto due plumcake. Uno l'ho tagliato a metà e ho sovrepposto, sfalzandolo, all'altro, tenendelo con tre stecchini di quelli più lunghi e grossi e ho modellato la punta. Due giorni prima ho fatto i personaggi e tutti i suppellettili. Lo stesso giorno ho coperto e sistemato tutti i personaggi. La pasta di zucchero infatti teme l'umidità, quindi è sempre meglio ricoprire la torta il giorno stesso in cui si deve consumare la torta, per evitare che sudi.
La torta non è perfetta, ma da 6 mesi non lavoravo più la pasta di zucchero. Però voglio ringraziare tantissimo Mapi, che mi ha regalato tutti gli aggeggini per lavorare la pasta di zucchero e vi assicuro che la differenza c'è!
E adesso alcune foto dei particolari.
Il corsaro Nero

Il coccodrillo

Ancora il corsaro Nero.

Un pirata spaventato!

E infine, vi ricordo di partecipare al contest delle (st)Renne senza glutine. Questo mese è sulle zuppe (niente di più semplice) e scade il 4 febbraio!
A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 25 gennaio 2012

Zuppa di piselli secchi... perché ne ho una scorta!


Dopo aver messo in piazza la mia dispensa (anche se vi assicuro ho dimenticato un paio di cosucce), ho pensato e ripensato alla faccenda e mi sono data pure una spiegazione per il mio comportamento. E dato che non ho l'età per aver vissuto (nemmeno) durante la seconda guerra mondiale, quindi non posso avere la sindrome della fame e della privazione, penso che le mie scorte possano dipendere essenzialmente da due fattori: 1. trasmissione genetica da parte di nonna materna, che accumulava tutto, soprattutto cibo, ma in genere tutto l'acquistabile e in mega confezioni, tanto che alla sua morte trovammo ben 20 confezioni di pastiglie per pulire la dentiera (donna di estrema pulizia, la mia nonna!); 2. alla mia estrema rincoglionitaggine... e chissà perché sono più propensa per la seconda ipotesi!
E quindi, siccome ho qualche pacco di piselli secchi da far fuori, per la mia ultima (st)renna di questo mese, invece di farvi fare il giro del mondo (anche perché siamo a corto di carburante) vi riporto in Sicilia. Questa è una zuppa buonissima, una di quelle che piacciono però di più agli adulti. I miei pargoli, oramai, si sono arresi e lo sanno che quando fa freddo almeno una volta a settimana gliela propongo... e quasi stanno cominciando ad amarla. La mia è la versione gluten free, ma è ugaule uguale a quella del libro che, sebbene non abbia foto, penso sia una vera Bibbia per la cucina siciliana di Alba Allotta, La cucina siciliana, Newton compton, p. 73



Zuppa di piselli secchi

per 4 persone:
250 gr piselli secchi
½ cipolla
1 carota
1 costola di sedano
1 foglia di allora (ok, l'unica differenza, non l'ho messa, ma l'ho sostituita con un pomodoro)
olio extravergine d'oliva q.b.
Sale e pepe
spaghetti spezzettati (io senza glutine della Piaceri Mediterranei)
La prima cosa da fare è quella di lasciare a bagno per un'intera notte i piselli secchi. L'indomani scolateli e fate un trito di cipolla, carote e sedano e un pomodoro spellato dopo averlo tuffato un minuto in acqua bollente, fate soffriggere (o per una versione più light fate stufare aggiungendo un po' d'acqua). Per la versione con la pentola a pressione, a questo punto mettete i piselli e l'acqua fino a coprirli per oltre due dita, chiudete con il coperchio e fate cuocere fino al fischio a fuoco alto. Dopo il fischio, abbassate la fiamma e cuocete al massimo per 20 minuti.
Per la versione tradizionale in pentola, invece, bisogna bagnare con abbondante acqua e cuocere per circa due ore. Solo quando i legumi saranno ben disfatti, versate se occorre altra acqua e portate a bollore e quindi versate la pasta spezzata precedentemente (si usa mettere gli spaghetti in un panno pulito e cominciare a spezzarli con una lunghezza di due cm), salate, pepate. Servire la minestra con un filo di olio a crudo.
Varianti: non so se le varianti siano mie o se sia uso comune in tutte le case siciliane, ma se avete delle bietole, del cavolfiore di qualsiasi colore (io ho usato quello bianco), dei broccoli bolliti, aggiungeteli pure perché ci stanno d'incanto.

E con questa ultima zuppa io vi saluto. Questa infatti è l'ultima settimane delle (st)Renne lunedì con Ale e Dany, ieri con Annaluisa e Fabio, oggi con me, domani con Flavia e venerdì con Mapi, ma la settimana prossima ci saranno le (st)renne per un mese, vincitrici dell'ultimo concorso indetto dalle (st)Renne Gluten Free sulle Tavole delle Feste, le bravissime: Eleonora, Mai, Loredana, Greta e Simonetta.
Quindi non dimenticate che avete tempo fino al 4 febbraio per partecipare al nuovo contest Gluten Free. L'argomento è davvero semplice, come vedete, le zuppe, ovviamente rigorosamente Senza Glutine... e potrete vincere, oltre un mese con noi, anche un magnifico week end al Baglio Costa di Mandorle di Paceco!



A presto

Stefania Oliveri

lunedì 23 gennaio 2012

Sono pronta per l'embargo! Tartufi al baileys e panatura di meringhe


Se c'è una cosa che ho imparato da tutta questa faccenda, è che io posso sopravvivere anche ad un embargo. Sì, perché anche se la maggior parte della penisola, di cui la nostra isola fa parte, non ne ha saputo niente, la Sicilia ha vissuto una settimana da incubo. Timidamente qualche blogger siciliana ne ha accennato, ancor più timidamente qualche notiziola sparsa è stata data dai mezzi di “informazione”, ma di quello che ha significato per ogni singolo siciliano, questa settimana appena trascorsa, non si può immaginare... Perché anche se di sciopero si trattava, in realtà ha corrisposto ad un vero e proprio embargo. Autotrasportatori in rivolta che con i loro mezzi hanno bloccato qualsiasi entrata e uscita di merci, di benzina, così che alla fine della settimana si registravano scene da apocalisse nei supermercati vuoti e file chilometriche davanti benzinai chiusi... caso mai aprissero... Tutti pazzi, tutti stanchi, tutti disperati... tutti tranne me! E sì, tranne me, che invece ho capito di poter essere autosufficiente per ben più di una settimana! Dei benzinai ne ho potuto felicemente fare a meno perché io giro in bici e i miei figli a piedi e, finalmente, anche il marito ha preso la bicicletta. Anzi devo dire che ero pure ben contenta che ci fosse il deserto in giro, non vi dico l'aria pulita che finalmente abbiamo respirato in città!
La spesa poi non è stata un problema, perchè ho scoperto di avere scorte di ogni ben di Dio, ed arrivato ad un certo punto, ho pure pensato di mettere su un mercato nero... Ben 10 pacchi di zucchero semolato, ben 5 chili di zucchero a velo (questo è quello di scorta), ben 6 confezioni di caffè, ben 6 pacchi di biscotti per la colazione... cioè 6 per ogni tipo! Ben 10 scatolette grandi + 10 confezioni piccole di tonno in scatola, un numero imprecisato di scatolume vario, dalla salsa di pomodoro di tutti i generi e tipi, ai ceci biologici, alle acciughe, alla frutta sciroppata; una serie interminabile di legumi secchi; cereali senza glutine di tutte le varietà (quinoa, grano saraceno, miglio decorticato, amaranto, tapioca e quant'altro la vostra immaginazione vi possa suggerire) e riso di tutte i colori e di tutte le sfumature, oltre che di tutte le forme! Non voglio nemmeno scrivere il numero dei barattoli di marmellata che posseggo, ovviamente i gusti li ho tutti e per ogni gusto ne ho almeno due o tre barattoli; una serie interminabile di senape di tutti i posti del mondo, sotto ogni forma possibile; 4 bottigliette di sciroppo d'acero, 3 barattoli di mostarda, 4 barattoli di indispensabile codetta di cioccolato di 375 gr. color rosa (e neanche ho figlie femmine...); due confezioni di crackers e 6 di piadina. Una decina di sanissimi pacchi di patatine (da quelle light, a quelle rigate a quelle alla paprika a quelle al formaggio). 10 lattine di bevande alla mela e alla pera gassate che si trovano solo da Ikea; una cassa da 12 di latte intero. Confezioni e confezioni di cioccolatini, caramelle, lecca lecca e marshmellows (anche quelle al caramello, da pura libidine!), oltre che due chili di goccine di cioccolato fondente e confezioni di tè e tisane di tutti i gusti, di tutte le fogge, di tutte le maniere, oltre gli indispensabili 960 gr. di cannella rimasta, e qui mi fermo, non perché abbia finito, ma perché non voglio confessare oltre.
Neanche il frigo era vuoto... 6 confezioni di uova rigorosamente biologiche, 3 confezioni di mascarpone e tre di philadelphia, due barattoli di insostituibile caviale, un chilo di parmigiano, marmellate aperte (varie, fragole per i pargoli, albicocche per il dolce doppio, arance per me), salumi vari da affettare, 3 confezioni di carote, 3 confezioni di barbabietole precotte, 4 panetti di burro, sciroppo di mirtilli rossi, sciroppo di sambuco, succo di ananas, di arancia, di frutti tropicali, di pera e di pesca, spumante, liquori di cannella, di mandarino, di limone, di rose, baileys...

E neanche il freezer, scherza! Una interminabile serie di condimenti con verdurame vario, cotto e surgelato da me, un salmone da 5 chili, 6 pizze congelate, panini di tutti i colori, involtini di carne e sarde a beccafico, sfoglia surgelata, pasta frolla, 8 barattoli di pesto genovese, più una serie di pesti con varia frutta secca, ben 6 barattoli con albumi congelati...
Insomma, a parte frutta e verdure fresche, in casa c'è proprio tutto e di più...
Stamattina quindi ho cercato di comprare solo quello che mi mancava e ...ORRORE ... i prezzi triplicati! Per questo ho deciso che faccio fuori tutte le scorte in scatola che mi ritrovo e quando i prezzi ritorneranno normali, ricomincerò a fare la spesa... D'altro canto, non possiamo pagare lo scotto del disagio, in mezzo come siamo fra un governo ottuso e una protesta giusta...
E così oggi per rendere meno amara la giornata, ho deciso di pubblicare dei tartufi meravigliosi che hanno avuto un gran successo. Ovviamente risalgono al periodo natalizio, ma vi confesso che se ci penso ancora un po', prendo e me li faccio... tanto ho tutto a casa!


Tartufi al baileys con panatura di meringa
(per una cinquantina di tartufi)
250 gr. di cioccolato fondente
150 gr. di mascarpone
1/2 bicchierino di Baileys homemade (o a vostro gusto)
2 cucchiai di zucchero a velo
Per la copertura:
meringhe spezzettate homemade
Fare sciogliere il cioccolato (tritato o le goccine) al micronde per un minuto, un minuto e mezzo a 600 W. Appena si raffredda aggiungere il mascarpone e lo zucchero passato al setaccio e mescolare e infine il baileys. Far riposare il composto in frigo per almeno un'ora. Riprendere il composto e con le mani umide (o con l'aiuto di due cucchiaini) fare delle palline e passarle nelle meringhe sbriciolate. Tenere in frigo fino al momento di servirle.
Il sapore è strabiliante e la consistenza è piuttosto morbida, quindi è importante che rimangano in frigo fino al momento prima di servirle.



Con questa ricetta partecipo al contest di Una pasticciona in cucina

A presto


Stefania Oliveri

venerdì 20 gennaio 2012

Pacchettini di riso, ovvero involtini primavera light!

Giornate difficili a scuola per adesso, e non solo perché c'è la consegna delle pagelle... Ahimè, capita anche di incontrare delle persone disoneste che vogliono speculare sul dolore altrui... e in questi giorni ne ho incontrate un paio... che ho dovuto e voluto arginare e che per questo si sono scagliate contro di me con tutta la cattiveria del caso. Ma siccome il bene vince sempre sul male e io lavoro con onestà, alla fine tutte le cattiverie e si sono rivelate infondate, le personacce smascherate e, come nelle migliori favole, tutti vissero felici e contenti, cattivi a parte!
E così mi sono potuta occupare del contest di EliFla... IL CONTEST DI ELIFLA???? Ma è già così tardi???? Cioè neanche il tempo di iniziare questo mese ed già è finito! Meno male che per questo mese (e solo per questo mese), si conclude il 25 e io sono ancora in tempo!
Quindi ora bando alle ciance e passiamo alla ricetta che proviene direttamente dal blog di Pates et pattes che è la vincitrice di questo mese. Mi ha colpito perché ha usato dei fogli di riso, che sono più difficile da trovare, ma sono gluten free e poi perché nel post si parla di Parigi... La ricetta è davvero buonissima e semplicissima da fare!
Pacchettini di riso
Ingredienti per 4 persone:
12 fogli di riso
2 carote
2 zucchini
3 cipollotti freschi
3 funghi champignon piuttosto grandi (mia aggiunta)
olio extravergine di oliva
sale
salsa di soia (io ho sostituito con una salsa agrodolce piccantina orientale)

Preparazione:
Pulite e grattuggiate le carote e gli zucchini. Pulite e affettate finemente i cipollotti e anche i funghi.
In una padella antiaderente con un po’ di olio fate cuocere per 3 minuti le verdure con il sale.
In un’insalatiera mettete dell’acqua tiepida ed imbevete i fogli di riso. Su ciascun foglio mettete due cucchiai di verdure ed avvolgete, chiudendo prima i lati per non fare uscire il ripieno.
Fate cuocere al vapore per 5 minuti.
Condite con salsa di soia, o agrodolce, secondo il vostro gusto.
Davvero buonissimi!
E con questa ricetta partecipo al contest di EliFla The Recipe-tionist






A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 18 gennaio 2012

Zuppa di lenticchie indiana... comunque asiatica!



Al contrario dei miei precedessori (MT e Assaggi di Viaggi) che si sono rivolti alla loro tradizione locale, io ho voluto sperimentare la cucina estera. Adoro la cucina medio orientale e avendo comprato dei libri a tal riguardo, ho voluto provare una di quelle zuppe lontane. Questa viene addirittura dall'India, anche se in realtà, alla fine, al posto del riso, ho usato il grano saraceno... Ovviamente così non è più totalmente indiana, ma l'origine asiatica del grano saraceno, mi ha convinta che comunque rimanevamo in zona... In realtà avevo del grano saraceno già bollito e così l'ho sostituito al riso... E comunque, se vi interessa, non è un vero cereale, ma una pianta erbacea con alto valore proteico. Inoltre, a quanto sembra, da recenti indagini, contiene una sostanza (chiroinositolo) che pare curi il diabete mellito, abbassando la glicemia del 19%. Insomma tutte ottimi ragioni per consumarlo, no? E va bene, confesso anche questo, mi piace e tanto, e questo è tutto!

La mia zuppa proviene dal libro di Lorenza Pliteri, Cannella e zafferano, La cucina della via delle spezie, Il Lettore Goloso, collana edita dal fantastico Allan Bay.

Zuppa di lenticchie indiana
250 gr di lenticchie rosse
1 patata
4 pomodori
1 cipolla
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di curcuma
peperoncino piccante (io paprika)
½ cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 ciuffo di menta
olio di oliva extravergine
sale
Sbollentate i pomodori per due minuti, scolateli, spellateli e tagliateli a dadini. Sbucciate la patata e tagliatela a cubetti e ponetela in acqua fredda. Tritate finemente la cipolla e soffriggetela in una padella con l'olio caldo, insieme al cumino, la curcuma, il peperoncino (o la paprika), lo zenzero e la cipolla, lasciandola appassire per pochi minuti. Unite i pomodori e la patata, fate insaporire per 5 minuti, quindi aggiungete le lenticchie e coprite con 1 litro d'acqua bollente. Portate a bollore, coprite e lasciate cuocere per circa un'ora (io l'ho fatta cuocere molto meno ed è stato sufficiente). Regolate di sale, cospargete con la menta fresca tritata (o con prezzemolo) e servite la zuppa accompagnandola con riso lessato all'indiana.
Varianti del libro: potete insaporire la zuppa cospargendola, a cottura ultimata, con questo condimento. Riscaldate un cucchiaino di burro chiarificato (per una versione vegana usate l'olio) in una padella e, quando sfuma, unite un pizzico assefetida (o aglio) e mezzo cucchiaino di semi di cumino, poi soffriggete fino a quando si saranno scuriti. Unite una cipolla tagliata a velo e fatela imbrunire. Quindi versate il soffritto sulla zuppa con una manciata di coriandolo fresco tritato e mescolate.
Varianti mie e suggerimenti: Come già detto io ho usato il grano saraceno e ci stava benissimo. Il grano saraceno è privo di glutine a dispetto del suo nome, quindi andate tranquilli con i celiaci. Deve essere ben lavato più e più volte, cioè fino a quando l'acqua non uscirà limpida. Quindi bisogna tostare i chicchi per qualche minuto e poi cuocere per almeno 20 minuti.
Infine, io ho sostituito il peperoncino con la paprika... ma mio marito li ha messi entrambi!

Domani appuntamento da EliFla e venerdì da Mapi, e non dimenticate il contest delle (st)Renne Gluten Free, vi aspetto numerosi con le vostre ottime zuppe! :)



Potrete vincere un mese con le (st)Renne e un week end all'
Agriturismo Baglio Costa di Mandorla di Paceco (TP). Se volete maggiori dettagli andate qui.







Se volete vedere le ricette arrivate finora potete andare qui.
A presto
Stefania Oliveri

martedì 17 gennaio 2012

Non sono a dieta... ma quasi quasi mi ci metto! Vellutata di topinambur e olio all'arancia


Avete mai sentito parlare di topinambur? Neanche io, fino a quando non sono diventata food blogger. Da quel momento sono diventati il mio oscuro oggetto del desiderio. Mai trovati! Poi l'anno scorso andai a Genova per capodanno e la mia acerrima amica me la preparò fra le entrèe... Da quel momento me ne innamorai perdutamente! E dopo averlo assaggiato, non ritrovarlo è corrisposto ad un lungo delirio! Fino a quando, qualche giorno fa, non sono approdata in un grosso ipermercato di Palermo e l'ho visto. Vederlo e volerlo è stato un tutt'uno. Quindi se oggi pubblico questa ricetta, non è perché sono a dieta e vado di cremine, ma perché per me, anzi per il mio palato, questa vellutata è equivalsa ad una gratifica immensa quasi come un dolce! Se poi, anche i vostri pantaloni continuano a gridare, questa ricetta li metterà a tacere... almeno il tempo di mangiarla!
Ora, per chi non lo sapesse, il topinambur è una pianta che assomiglia allo zenzero, ha la consistenza della patata e il sapore del carciofo (anche se molto più delicato). Purtroppo, presa dalla foga del ritrovamento ho utilizzato tutti quanti i miei topinambur dimenticando totalmente di essere una food blogger e di volerlo immortalare per dovere di cronaca e mi sono ritrovata solo golosa che non ha saputo rinunciare nemmeno ad un misero pezzettino per amore del suo blog. Insomma, per la serie, contro “la gola nemmeno la scienza”!
Ho scoperto poi, ma del tutto casualmente, che il topinambur è una alimento alleato dei diabetici, perché controlla in maniera naturale il diabete e abbassa la glicemia, oltre che ha una azione dimagrante e contrasta la ritenzione idrica!
Insomma come dire che ho scoperto il rimedio per mettere a tacere quei dannatissimi pantaloni senza essere a dieta... E allora che aspettate anche voi a comprarne tonnellate?



Vellutata di topinambur




Ingredienti per 6 persone:
600 gr di topinambur
2 patate
1 carota
1 cipolla
vino bianco q.b.
brodo vegetale home made
olio extra vergine di oliva all'arancia (home made)
sale e pepe
panna fresca ...
Sbucciare i topinambur e le patate e tagliarli a cubetti. Sbucciare cipolla e carota e tritarle finemente. Scaldare un po' d'olio in una pentola e rosolare il trito di cipolla e carota. Unire i topinambur e le patate e lasciare insaporire per un minuto o due, volendo si possono stufare (cioè aggiungete un poco d'acqua all'olio). Sfumare con il vino bianco e far evaporare e aggiungere il brodo vegetale (o lo fate istantaneo con una carota, del sedano una patata e una cipolla, o lo fate col Bimby, come lo faccio io). Cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti. Infine frullare. Salare e pepare. Servire con un filo di olio aromatizzato all'arancia (cioè se venite in possesso di arance biologiche, essiccate la buccia – sul termosifone, in forno o al microonde – e poi mettetelo a macerare con dell'ottimo olio d'oliva, non ve ne pentirete) o, volendo, con della panna fresca e dei crostini di pane.
Suggerimenti... nessuno, è perfetta così!
E oggi passate dai miei amici Assaggi di Viaggi per la (st)Renna di oggi!

E visto che non so se mi ricapita più di preparare altro cibo light, partecipo volentieri al contest di Diario della mia cucina per la sezione antipasti



A presto
Stefania Oliveri

domenica 15 gennaio 2012

CenerOntola e la sua zucca "rifatta": la Pumpkin Pie






I suppellettili della vera principessa (o come la chiama il mio amico Davide Nonino, CenerOntola) sono:
1. La bilancia. Ahimè (e meglio ahisè) la mia si comporta come lo specchio della matrigna di Biancaneve... E però le ho dato una lezione di vita che non ha dimenticato: “se vuoi che non ti finisca male, con me, puoi dire delle belle bugie e mai delle brutte verità!”
2. Lo specchio... quello dimagrante, perché la vera principessa è morbida, molto morbida e burrosa, ma è meglio che non lo sappia … troppo!
3. Il mestolo... per dirigere...
4. La zucca... per mangiarla! Perché l'unica cosa che si "rifà" sono le ricette ... come quella di oggi!
Ed ecco come ho usato io la mia zucchetta!

Questo mese tocca “rifare” la ricetta di una simpaticissima food blogger come Jè Ale è. E lei ha scelto la Pumpkin Pie, perché sebbene sia una torta che nei paesi anglosassoni si mangi per Halloween, siamo ancora in periodo di zucca.




Pumpkin Pie
Per la base (brisé):
60 gr. di farina di riso super sottile
25 gr. di fecola di patate
15 gr. di farina di tapioca
50 gr di burro
25 gr. di latte
Impastare tutti gli ingredienti e mettere in frigo a riposare. Quindi dopo almeno mezz'ora riprendere, stendere. Se volte fate come me delle mini porzioni oppure queste dosi bastano per una crostata piccola.
Per il ripieno:
250 gr di zucca cotta al forno, fredda e frullata
100 gr di panna (io ho usato quella di soia)
60 gr. di zucchero
1 uovo
cannella e zenzero q.b.
La mia zucca era abbastanza asciutta e quindi non l'ho ripassata in padella. L'ho invece frullata con tutti gli altri ingredienti e poi l'ho versata nelle crostatine. Quindi ho infornato in forno già caldo a 180° (perché il mio forno è ventilato) per 15 minuti nella parte più bassa del forno e poi ho abbassato a 160° e ho fatto cuocere per altri 30/35 minuti.
Servire a temperatura ambiente.



Suggerimenti:
- Secondo me la pasta brisè non da onore a questa torta, perché la base è troppo neutra, quindi io aggiungerei dello zucchero o farei una frolla;
- l'interno è buono e aromatico, ma anche qui aggiungerei qualcosa. Forse una base al cioccolato o degli amaretti sbriciolati avrebbero dato quello sprint, che non c'era;
- la panna, come suggerisce Jè Ale, forse, era proprio il tocco in più che mancava
Ai miei pargoli non sono piaciuti, ma essendo abbastanza light, io li ho mangiati volentieri a colazione.






Unitevi a noi e mettetevi in gioco rifacendo una ricetta senza glutine. Aiutateci a dare visibilità al senza glutine, perché senza glutine è per tutti, col glutine non è per tutti! Il prossimo mese toccherà rifare la ricetta della bravissima Anna di Ai fornelli con la celiachia con i totani ripieni su letto di fagioli.






A presto


Stefania Oliveri

venerdì 13 gennaio 2012

Un dramma, anzi due e le tagliatelle molecolari

Se la bilancia l'ho messa a tacere da tempo (non per niente sono sicula!), i pantaloni invece continuano a gridare e pure vendetta! Eppure ho cercato di metterli a tacere... ma ogni anno gridano sempre di più e sempre più forte... Ma fra i miei buoni non propositi, c'è quello di non fare la dieta... Che mi rimane da fare? Sono in grande difficoltà e proprio ora mi sto chiedendo, visto che non riesco a piegarli alla mia volontà, almeno, a qualcuno di voi è a conoscenza di pantaloni naturalmente muti?
Nel frattempo che aspetto la risposta, voglio farvi a parte di un altro mio piccolo dramma. Se non avessi avuto un'infanzia difficile con una nonna che faceva le orecchiette a ferragosto (solo a ferragosto, col caldo da impazzire) impedendo a tutti quanti di andare a mare perché dovevamo aiutarla, (e solo già per questo dovrei avere la massima comprensione), e una mamma che non ha mai tirato una sfoglia, al massimo qualche "tappina" su di noi figli, e se non avessi la celiachia per cui odio tutte quelle preparazioni che fanno ringalluzzire tutte le più brave ed esperte food blogger, quelle serie che fanno preparazioni serie e complicate, e non avessi appena comprato la macchinetta per la pasta (la famosa nonna papera), sarei anche felice della sfida di questo mese! Ma siccome dei se e dei ma è piena la storia, l'unica cosa che mi rimane da dire a quelle due pazze (e sono certa che sapete bene di chi parlo) e all'altra pazza scatenata di questo mese (che se non conoscete è meglio, e anzi, approfittatene per starne alla larga) che questo non me lo dovevano fare...
"PENTITEVI DI QUESTA SCELTA"!!!
E ora che mi sono sfogata, passo alla ricetta... e bada ben, bada ben, bada ben, stavolta PRETENDO DI VINCERE... altrimenti vi finisce come alla bilancia!







Tagliatelle molecolari di farina di lenticchie rosse con salmone e zucchine
A persona:
100 gr di farina di lenticchie rosse denaturata (guardate qui per vedere come ho fatto)
1 uovo
20 gr di sostituto del glutine della Orgran (poi vi spiego meglio)
olio a piacere q.b
acqua q.b
un pizzico di sale

Per prima cosa voglio che sappiate che olio e acqua q.b. significa che ce ne vuole molto di più dei cucchiai canonici che ci vogliono per fare la pasta fresca. Adesso non so dirvi quanti ne abbia messi, ma tanti affinché l'impasto risulti morbida come la pasta frolla. In ogni caso dovete impastare tutti gli ingredienti insieme e lasciate riposare per una ventina di minuti. Qui devo approfondire il discorso sul sostituto del glutine. Di solito uso lo xantano, ma per adesso il mio “spacciatore di fiducia” (in realtà l'unico che abbia trovato a Palermo), non ce l'ha. Per cui ho deciso di provare questo prodotto, scoprendo che costa anche meno dello xantano e addirittura molto meno (incredibile ma vero). Vero è anche che se ne deve usare una dose più consistente, per cui forse il prezzo alla fine si equivale... In ogni caso, anche se la farina è denaturata, secondo me è indispensabile per dare elasticità all'impasto. Anche perché se volete fare proprio delle tagliatelle, visto che questo prevede la sfida di questo mese, è proprio indispensabile. Se invece vi accontetate di formati più piccoli, ma non dovete partecipare all'MTC, allora potrete fare a meno delle due cose.





Quindi stendete la pasta ottenuta con il mattarello o con il nonna papera (anche qui, io l'avevo comprata con l'intenzione di usarla e poi scopro che la sfida prevede di stenderla a mano... e non voglio aggiungere altro!). Qui vi do una dritta, all'inizio l'avevo stesa ungendo leggermente il piano con l'olio extravergine d'oliva, ma ho avuto grandi difficoltà. Poi ho deciso di provare con la farina di riso, sperando che la pasta non si asciugasse troppo. Il miracolo è stato, che non solo non si asciugata per niente, ma ne è bastata davvero poco per stenderla e renderla davvero sottile. Purtroppo l'impasto è stato fatto di sera quindi le foto sono venute sfocate e le uniche due a fuoco sono quelle che vi mostro. Ma vi assicuro che la cosa ha funzionato benissimo.



Le ho arrotolate e le ho tagliate al coltello (e non vi dico che quando le avevo stese con l'olio, ho preso la riga per tagliarle ad una ad una... meno male che poi ho pensato di provare con la farina di riso!) Io le ho preparate il giorno prima e le ho lasciate ad asciugare stese su un vassoio spolverizzato con un po' di farina di riso. L'indomani le ho cotte in abbondante acqua salata e le ho condite così:
Salsa di salmone e zucchine con aneto e spumante
500 gr. di salmone fresco tagliato a pezzetti (la parte migliore è quella più grassa)
200 gr di zucchine genovesi
spumante (io Ferrari, p.s. non mi sponsorizza, ma se volesse potrebbe corrompermi!)
una cipolla piccola (meglio uno scalogno)
aneto
semi di finocchio (ma la prossima volta non li metterei... ma mio marito sì)
olio
sale e pepe bianco
In un wok, scaldate l'olio e fate soffriggere la cipolla tagliata a dadini piccolissimi, le zucchine grattugiate grossolanamente, l'aneto e i semi di finocchio. Quindi mettete il salmone e fatelo dorare. Aggiungete lo spumante e fatelo evaporare e aggiustate di sale. Scolate le tagliatelle nel wok e fatele saltare per amalgamarle bene. Servite calde con del prezzemolo e una spolverata di pepe bianco.


Note:
Trattasi anche qui di piatto trasversale, mangiato volentieri da tutti, pargolo n. 3 compreso. Nessuno ha capito che si trattava di farina di lenticchie, il sapore infatti, benché presente, è molto delicato. In ogni caso il salmone si sposa benissimo con questa farina.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di Menù Turistico e di Ale di Ale Only Kitchen


A presto
Stefania Oliveri

giovedì 12 gennaio 2012

L'ho stufato... cinghiale allo spumante con castagne secche

Adesso dirò qualcosa di scontato e di molto banale (vero è che di solito, su questi schermi, non è che si parli di cose profondissime...), ma non è giusto che tutte le cose buone o fanno male o fanno ingrassare! Mi sono davvero stufata e il mio dolce doppio di più... Comunque quella di oggi fa solo ingrassare... però che goduria e non me ne pento!





Stufato di cinghiale allo spumante con castagne secche
Ingredienti per 4 persone:
600 gr di spezzatino di cinghiale
250 gr. di castagne secche
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
olio
2 foglie di alloro
farina di riso
2 dl di spumante secco (io Ferrari)
brodo vegetale (home made)
sale e pepe e paprika
Strofinate le carne con il sale (tre cucchiani circa) e poi mettetela in una terrina ricoprendola con lo spumante e con due foglie di alloro. Quindi lasciatela marinare per tutta la notte. Mettete anche le castange in acqua e lasciatele ammorbidire per tutta la notte.
Dopo 12 ore, sgocciolate la carne e infarinatela con la farina di riso (con il senno del poi questo passaggio non lo rifarei). Preparate il trito di cipolla, carota e sedano dopo averli lavati e mondati e mettete a rosolare la carne con l'olio in una pentola a fondo spesso. Io ho usato una pentola comprata nientepopodimeno che in Romania, che serve per fare la tochitura, e mi ha dato ottimi risultati.
Quando la carne sarà ben rosolata aggiungete il trito e fatelo rosolare. Quindi bagnate con la marinata e fate evaporare. Versate il brodo e lasciate cuocere per circa un'ora, coperto, mescolando spesso, perché potrebbe attaccarsi, aggiungendo al tro brodo quando necessario (e lo sarà!). Dopo un'ora, aggiungete le castagne e fate cuocere ancora per un'altra ora circa, stando attenti che non si asciughi la carne, altrimenti si attaccherà al fondo, sempre coprendo con un coperchio.
Aggiustate di sale e pepe e aggiungete, a fine cottura, un po' di paprika.




Suggerimenti:
- come già detto, non infarinerei nuovamente la carne, perché in questo modo si rischia di fare attaccare la carne e bisogna stare due ore a controllare. Se invece non si infarina, secondo me, questo rischio non si corre. Se dovesse risultare troppo brodosa, si può sempre addensare alla fine, con un po' di farina di riso.
- io l'ho servito con la polenta che ho fatto un po' meno dura e a me e al mio dolce doppio è piaciuta tantissimo. I pargoli invece hanno fatto storie... proprio non riesco a fargliela piacere. In compenso hanno gradito tantissimo lo stufato, ma hanno sostenuto che le dosi sono un po' risicate. La prossima volta raddoppio!
- Infine, potee sostituire il cinghiale con carne di manzo per spezzatino, verrà buonissimo lo stesso!

Con questa ricetta partecipo al contest di Eleonora di Burro e Miele in collaborazione con Gualtiero Villa e il Teatro 7


A presto
Stefania Oliveri

mercoledì 11 gennaio 2012

Le mine(st)Renne vanno all'estero: zuppa di fagioli e carne affumicata

Ricominciamo con le (st)Renne ed oggi, come da copione, tocca a me! Io sto proprio in mezzo a calibri da 90, dopo Menù Turistico e Assaggi di Viaggi, ma prima di Cuocicucidici e L'Apple Pie di Mary Pie... stritolata, insomma, fra mostri sacri! Il tema, questo mese, sono le minestre, quelle sostanziose, quelle di tradizione e non so se avete già visto le prime minestre, ma se non l'avete ancora fatto vi invito caldamente. Così, per cercare di essere all'altezza (ma mi sa che qui neanche il tacco 14 aiuta...) ho voluto rivolgermi all'estero. E non un estero qualsiasi, ma un estero poco conosciuto, ma, da me, tanto amato: la Romania! Quella che vi lascio oggi è una delle zuppe più buone che io abbia mai assagggiato in tutta la mia vita (seppur ancora breve...) e il fatto che sia di una bontà eccezionale è dimostrato anche dal fatto che è stata una zuppa amata in maniera trasversale da tutti i componenti della famiglia, nessuno escluso! E se considerate che in questa minestra ci sono i fagioli, ho detto tutto!








Ciorba de fasole cu os afumat ovvero zuppa di fagioli con carne affumicata

Ingredienti per 12:
1 kg di fagioli bianchi
1,5 kg ossa affumicate (cioè carne di maiale affumicata con l'osso)
due carote
2 cucchiai di passata di pomodoro (io Mutti)
un peperone rosso
due cipolle bionde
prezzemolo tritato
olio
sale
Mettere i fagioli a mollo la sera prima. Tritare finemente la cipolla e mettere a soffriggere per poco tempo con 5/6 cucchiai di olio. Mettere i fagioli scolati e la carne, le carote e il peperone tagliati a tocchetti e la passata di pomodoro. Coprire con acqua fino a raggiungere il segno della pentola a pressione. Chiudere col copertchio e alzare il fuoco fino a quando non inizia a fischiare la pentola. Quindi abbassare il fuoco e cuocere per 20 minuti. Spegnere far sfiatare la pentola e quindi aprire e regolare di sale. Aggiungere ancora dell'acqua calda se non fosse sufficiente il brodo e spolverizzare con prezzemolo tritato e servire calda. Mangiare con abbondante pane.
Se non volete utilizzare la pentola a pressione, i tempi di cottura si moltiplicano e quindi dovete far cuocere la ciorba per almeno un'ora.
E' stra buonissima!

Consigli:
- se non avete il prezzemolo, potete sostituire con origano;
- il tocco di carne consigliato è quello delle costine, ma se per caso non riuscite a trovarle, potete usare anche la coscia. In questo caso però bisogna cuocere l'osso a parte e usare il brodo della coscia per preparare i fagioli e aggiungere la carne senza l'osso e tagliata a pezzetti solo alla fine;
- inoltre vi consiglio di non eliminare nessuno degli ingredienti e meno che mai il peperone che conferisce al tutto un sapore eccezionale;
- infine potete servire con una salsina fatta di agli spremuti, che ci sta un incanto (d'altro canto, non la Romania la patria di Dracula?). Io ho dimenticato di fotografarla, ma assolutamente non ho dimenticato di mangiarla!







Con questa ricetta, che è naturalmente senza glutine, vi ricordo che è iniziato il nostro contest Gluten Free, la cui vittoria finale consiste in un week end all'Agriturismo Baglio Costa di Mandorle di Paceco (TP), oltre che quello di diventare (st)Renna per un mese. Le vincitrici di questo mese, Mai, Eleonora, Greta, Loredana e Simonetta posteranno le loro ricette la quarta settimana. Ne vedremo delle belle, state certi! E voi che aspettate a partecipare? Potreste essere le prossime (st)Renne per un mese!

A presto

Stefania Oliveri

martedì 10 gennaio 2012

Cupcakes con semi di papavero... rumeni, ovvero prajitura cu mac

Ho di nuovo gli occhi pesti. Sì, gonfi, rossi, semichiusi... Ma stavolta so perché. Ho capito che in realtà il mio problema vero è la polvere! Stavolta è successo a causa dell'albero... L'avevo detto io che non volevo farlo, figuriamoci smontarlo! Perché, anche se lo conservo ben fasciato e poi passo l'aspirapolvere ogni volta che lo riprendo, tanto da renderlo quasi vero, cioè ogni anno perde sempre più aghi, (cioè neanche il vantaggio della pulizia ho! Grrrr), eppure la polvere si accumula,, si accumula e si accumula.
Domenica il triste rito di smontare l'albero di natale (ma perché non si istituisce l'albero di tutto l'anno?) E a chi tocca? Ovviamente alla “femmina di casa”... Lasciamo perdere, va! Stavolta non ho nemmeno fiatato, perché altrimenti, se avessi aspettato loro (i maschi) l'albero sarebbe diventato di ferragosto. Però più toglievo addobbi e più gli occhi mi bruciavano. Al solito non ho dato peso alla cosa. Ieri mattina poi il tristissimo ritorno a scuola e gli occhi gonfi e pesti attribuiti alla sveglia troppo mattutina. Poi, finalmente il ritorno a casa e la orribile scoperta di avere gli occhi iniettati di sangue (e nemmeno dovuto all'ira, sarebbe stato più giusto già domenica...). Insomma di nuovo di corsa dall'oculista e di nuovo la stessa terapia: collirio antibiotico! Purtroppo, il precedente è inutilizzabile... scaduto da 8 giorni (pure la sfiga della scadenza... visto che mi è toccato, non potevo riavere gli occhi gonfi il primo di gennaio?) Stavolta comunque parto avvantaggiata, so dove si mette il collirio (dentro agli occhi) e riesco anche ad usare una sola goccia per volta, senza farmici la doccia... questi sì che son progressi!



E così vi lascio con uno dei due dolci preparati per la serata rumena. A quanto pare i semi di papavero e questo dolce in particolare è molto in voga fra i bambini rumeni. La nostra tata sostiene il contrario... Mah! Forse sono usanze di regioni diverse. In ogni caso Nicoleta l'ha postata sul suo blog e io mi sono ispirata. Quindi un ringraziamento speciale va a lei!

Dolce con semi di papavero
Ingredienti:

* 180 g. di farina 00 oppure per una versione senza glutine:
90 gr. di farina di riso
60 gr fecola
30 gr tapioca
* 75 ml. di olio vegetale (non olio di oliva, suggerisce caldamente lei e io ho usato olio di soia biologico)
* 2 uova codice 0 o 1
* 125 ml. di panna acida o yogurt bianco non zuccherato o latte fermentato
* 2 cucchiaini di lievito per dolci
* 90 g. di zucchero (bastano anche 60 gr, ma io li ho messi tutti)
* semi di papavero 50-100g. (io ne ho messo 30 gr e secondo me sono più che sufficienti )
* succo e scorza di un limone succoso
* un cucchiaino di vaniglia bourbon
* un pizzico di sale

Mescolate la farina e il lievito. In una ciotola sbattete bene le uova con lo zucchero e l'olio e aggiungere il succo e la scorza grattugiata del limone, la vaniglia, i semi di papavero e lo yogurt (io non avevo latte fermentato, nè panna acida).
Aggiungete la farina e il lievito (meglio se setacciati) e mescolate bene. Versate il composto in ministampi da plumcake o in uno grande.
Infornare a 180° per circa 1 ora per lo stampo grande e 35 minuti per quelli piccoli.
Alla fine fate sempre la prova dello stecchino. Io ho usato stampini da finfer food e me ne sono venuti circa 30. Coprire con la glassa reale
Glassa reale
1 albume codice 0
250 gr. di zucchero a velo (comprato, ma fate attenzione che sia addizionato con amido di mais o fecola, altrimenti non è adatto ai celiaci)
qualche goccia di limone
colorante alimentare (facoltativo)
Con la frusta elettrica montate leggermente l'albume, quindi aggiungete lo zucchero a poco a poco e le gocce del limone, fino a quando non vi sembrerà ben montata. Trasferite in una sac à poche e decorate. Se non siete esperti con la sac a poche usate pure un cucchiaino per coprire i vostri cupacakes.
I dolcetti sono davvero buoni, molto morbidi e profumati. Sono più da tè e non da fine pasto, ma in versione finger food diventa un ottimo fine pasto per una cena a buffet.


E oggi non dimenticate di passare dagli Assaggi di Viaggi per le Mine(st)Renne e ricordate il contest gluten free.
A presto
Stefania Oliveri

lunedì 9 gennaio 2012

Anatra speziata per tanta carne al fuoco... e l'ha fatta lui!

Elogio all'ozio.
Odio la fine delle vacanze, odio dover tornare a lavorare, o meglio odio dover rispettare gli orari, odio le levatacce, la stanchezza, il sonno, la sveglia, le strilla per far alzare i pargoli, i clacson delle macchine impazzite già alle 7 del mattino. Odio la frenesia, la routine, lo stress, il non avere mai abbastanza tempo... e allora, quando sono le prossime vacanze?


Il dolce doppio, ieri, vedendomi così depressa e stanca, perché anche se in vacanza sono stata, ho cucinato ogni giorno, e non per la nostra mera sopravivvenza, ma perché noi abbiamo degli amici molto friendly, che organizzano ogni sera di vedersi, un giorno da uno e un giorno da un altro, ci si incontra e si... mangia! Ovviamente abbiamo deciso di fare un "porta party", cioè ognuno contribuisce portando una pietanza e così la padrona di casa non si fa carico da sola di tutto il peso di una serata. Ovviamente se da una parte la cosa è meravigliosa dall'altro ha determinato effetti devastanti sui nostri giro vita, nonostante ad ogni incontro si finiva ballando! Così abbiamo deciso che da ora in poi faremo delle feste a tema e la prima sarà una festa light! Ritornando nel seminato, siccome ho cucinato ogni giorno per contribuire alla riuscita delle nostre vacanze festose, il mio dolce doppio ha deciso di riprendere la meravigliosa abitudine di cucinare la domenica. E siccome io avevo trovato l'anatra birmana (dicono sia la migliore), lui l'ha dovuta cucinare. Ovviamente abbiamo iniziato con una ricetta davvero semplice, ma siccome ci è piaciuta tantissimo e il pargolo n. 3 ne ha fatto una grande scorpacciata, abbiamo pensato che continueremo, con preparazioni più ardite.

Petti di anatra con salsa speziata

La ricetta è di Carni rosse, L'enciclopedia della cucina italiana.
Ingredienti:
2 petti di anatra (della Birmania) di 375 gr ciascuno (così li ho trovati alla Lidl)
2 cucchiai di miele di lavanda (io l'ho sotituito con l'acacia)
3 dl di vino rosso di ottima qualità
1 stecca di cannella
3 chiodi di garofano
noce moscata
sale e pepe
LavatE i petti d'anatra e asciUgateli bene. Incideteli sul lato della pelle con dei tagli romboidali. Quindi metteteli (dalla parte della pelle) su una padella già calda, senza aggiungere altri grassi e fateli rosolare per 5 minuti e poi girateli dall'altra parte (senza pungerli)e cuocete ancora 5 minuti. Salate, pepate e trasferite in forno già caldo a 200° per circa 10 minuti.
Nel frattempo preparate la salsetta. In un pentolino portate ad ebollizione il vino col miele e le spezie e cuocete finchè il liquido si sarà ridotto della metà. Quindi filtrate la salsina e tenetela in caldo.
Quando i petti di anatra saranno pronti, affettateli sottilmente e decorate con la cannella. Servite ben caldi.




Suggerimenti: tutti gli ingredienti usati sono naturalmente senza glutine e non possono contenre tracce di glutine. Quindi andate tranquilli, è un piatto assolutamente adatto ai celiaci... e non solo!




Adesso invece vi lascio con la nuova raccolta delle (st)Renne. Questo mese tocca alle zuppe, ma alle zuppe di tradizione, quelle corpose, niente brodini o vellutate light, mi raccomando! Oggi tocca come sempre a Menù Turistico, domani agli Assaggi di Viaggi, mercoledì a me, giovedì a Cuocicucidici e venerdì a L'Apple Pie di Mary Pie. Così per tre settimane. La quarta sarà riservata alle vincitrici del contest gluten free di dicembre Greta, Eleonora, Mai, Simonetta e Loredana. Anzi voglio ringraziare pubblicamente Mai per il logo strepitoso che ha creato per noi questo mese!







E con oggi parte di nuovo il nostro contest gluten free. Cioè da oggi, potrete postare le ricette delle vostre zuppe, ma ovviamente, rigorosamente GLUTEN FREE! Come sempre saranno decretati 5 vincitori che faranno parte del gruppo delle (st)Renne anche su FB, dove avviene tutto il nostro lavoro... ;)




Le regole sono semplici:
1. dovete postare ricette di zuppe, ma devono essere senza glutine;
2. valgono le ricette postate a partire da oggi 9 gennaio e avete tempo fino al 4 febbraio
3. lasciate un commento qui così potrò aggiornare l'elenco delle ricette arrivate
4. esponete il banner, preferibilmente anche nella barra laterale.
I premi sono:
1. un mese con le (st)Renne, sull'etere;
2. un magnifico week end all'agriturismo Baglio Costa di Mandorle di Paceco (TP) per due persone.




Vi aspettiamo numerosissimi!

A presto

Stefania Oliveri

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