sabato 18 maggio 2013

Volevo essere all'altezza...

Volevo essere all'altezza...
Il mio solito tacco 14 non bastava...
Ho voluto un tacco 18...
Sperando di svettare in alto!


Grazie al mio editore Ottavio Navarra per la bella opportunità che mi ha offerto.



Grazie ad Ernesto Maria Ponte, grande comico palermitano per avermi affiancato in questa avventura.



Grazie a tutti gli intervenuti!


E per essere un venerdì 17, non solo è andato tutto bene, nonostante la metà degli invitati ha avuto un contrattempo, ma perfino i capelli non sono venuti così male!

Pomeriggio bellissimo, temperatura ideale, ho conosciuto tantissime persone nuove, ci siamo divertiti e c'erano presenti perfino i miei alunni... cosa volere di più?

E oggi pomeriggio alle 18,30 vi aspetto tutti al Giardino Inglese (Palermo) per la manifestazione Addio Pizzo, dove sarò presente allo stand di Navarra. E così anche domani mattina alle 10,30.



A presto
Stefania Oliveri


venerdì 17 maggio 2013

Metti un celiaco a cena. Fantasie COOLinarie con Ernesto Maria Ponte

Avete una regola che funzione al 100% senza nessuna eccezione?
Io, sì!
Ogni volta che ho un'occasione in cui voglio essere al massimo, vado dal parrucchiere e quello mi sbaglia la messa in piega!
Una volta, al matrimonio di mio cugino, mi ha pure sbagliato colore: ero verde, anziché bionda!
Certo, molto meglio della mia collega che per il suo matrimonio aveva i capelli blu...
In ogni caso oggi è il mio grande giorno!
Oggi c'è la prima ufficiale della presentazione del mio libro "Metti un celaico a cena. Fantasie COOLinarie di una Forno Star", Navarra Editore.
Quindi occasione specialissima!
Sto andando dal parrucchiere...
...riuscirò a confermare la regola con un'eccezione?
Ai posteri l'ardua sentenza!



Comunque se volete accertarvi di persona, vi invito alle 18,30 agli Amanti in via Gaggini! Ci sarà anche Ernesto Maria Ponte, risate assicurate!

(foto da qui)

A presto...
A subito...
Stefania Oliveri

giovedì 16 maggio 2013

Prima presentazione di Metti un celiaco a cena, Fantasie COOLinarie di una Forno Star!

Domani è il grande giorno.
Domani alle 18,30 agli Amanti di Palermo (via Gaggini), ci sarà la prima presentazione ufficiale del mio libro Metti un celiaco a cena. Fantasie COOLinarie di una Forno Star.




Sono emozionantissima! Ci saranno tutti i miei amici, i miei parenti e anche degli emeriti sconosciuti, che vengono apposta per il mio libro...
Vi invito tutti quanti... Se vi trovate in zona ...
E chi di voi non potrà esserci, lo invito virtualmente ad essere con me e a fare il tifo per questo evento per me così importante.

Se volete ordinarlo on line, basta cliccare qui!

A domani

Stefania


mercoledì 15 maggio 2013

Rifatte senza glutine: torta amaretto di Gaia

Questa torta l'ho fatta tanto tempo fa, perché io di Gaia mi sono subito fidata.
La mia Gaia è brava e modesta, e ogni cosa che fa è perfetta.
Perfetta come questa torta!
Non vi dico che dispiacere che mi son presa, quando ha deciso di chiudere il blog.
Poi, fortunatamente, è rinsavita, e ha deciso di ricominciare a postare le sue meravigliose storie e le sue fantastiche ricette.
Questa, che trovate oggi, è una delle tante, perché da lei c'è soltanto l'imbarazzo della scelta, e io ho pure le prove concrete della sua bravura, perché ho cenato a casa sua e tutto quello che ha cucinato non era buono, era strepitoso!
E chi non avesse la fortuna che ho avuto io, può cominciare provando questa torta!

La torta amaretto della mia amica Gaia della Gaia Celiaca
Torta Amaretto
Ingredienti
2 cucchiai di fecola di patate
1 cucchiaio di fioretto di mais (quella sottilissima)
1 cucchiaio di farina di riso + quella per infarinare la tortiera (io no perché ho usato uno stampo in silicone)
200 g di mandorle sbucciate (io farina di mandorle)
200 g di zucchero semolato + 4 cucchiai
110 g di burro + quello per imburrare la tortiera (io no perché ho usato uno stampo in silicone)
4 uova codice 0 o 1
1/2 bustina di lievito per dolci
Preparazione
Per la base:
separate gli albumi dai tuorli e tenete da parte le chiare per la farcitura.
Sbattete i tuorli con 4 cucchiai di zucchero. Aggiungetevi 110 g di burro fuso intiepidito, e per ultima la fecola di patate, la farina di riso, il fioretto di mais e il lievito. Versate il composto in una tortiera da 28cm di diametro. Ne verrà uno strato piuttosto sottile. Va bene così. E comunque appena cotto sarà morbidissimo.
Se avete le mandorle intere tritarle finemente nel mixer e mescolarle a 200 g di zucchero.
Montate le chiare a neve ben ferma e incorporatele, un cucchiaio alla volta, al miscuglio di mandorle e zucchero, sempre montando.
Versate il composto così ottenuto nella tortiera, sopra l'impasto, e far cuocere nel forno statico, precedentemente scaldato, a 180° per 40 minuti (come suggerisce Gaia).
Lasciate raffreddare e servire. “Il giorno dopo è pure più buona” asserisce Gaia, ma io dico che è divina!

E con questa ricetta partecipo alle Rifatte senza glutine del mese di maggio






E il prossimo mese tocca a Tania con la pasta Sfiziosa. Vi aspettiamo il 15! 

E vi ricordo che se volete acquistare il mio libro, lo trovate già qui


Amaretto cake
ingredients
2 tbs potato starch
1 tbs cornmeal 
1 tbs rice flour for dusting the pan 
200 g blanched almonds (or almond flour)
200 g caster sugar+ 4 tablespoons
110 g of butter to grease the pan + one tbs
4 eggs code 0 or 1
1/2 teaspoon of baking powder

For the base:
Separate the egg whites from the yolks and set aside the egg whites for the topping.
Beat the egg yolks with 4 tablespoons of sugar. Add 110 g lukewarm butter, and then potato starch, rice flour, cornmeall and baking powder. Pour the mixture into a cake tin 28cm in diameter. It will be rather thin layer. Okay so.
If you have the whole almonds in a food processor chop finely and mix with 200 g of sugar.
Whip the egg whites until stiff and incorporate, a tablespoon at a time, to the mixture of almonds and sugar.
Pour the mixture so obtained into the pan, over the dough, and bake in conventional oven, pre-heated at 180 degrees for 40 minutes (as suggested by Gaia).
Let cool and serve. "The next day is also better" asserts Gaia, but I say it's divine!

I remind you that if you want to buy my book, it is already here

A presto
Stefania Oliveri

martedì 14 maggio 2013

Cupcakes con frosting alla fragola e il mio articolo


(Scroll down for English version)
E anche questa volta ci sono anche io!
Con una rubrica tutta gluten free.
Perché l'attenzione all'argomento diventa sempre maggiore (grazie a Dio) e tutti vogliono conoscere qualcosa in più.
E così, se volete leggere il mio articolo e molto altro, non vi resta che andare qui





Guardando le foto, sono certa che vi stiate chiedendo "e la prova costume?"
Be', la prova costume la rimando a febbraio, perché quest'anno sono fermamente decisa a mettere solo quelli di carnevale! E le vacanze le voglio passare in montagna!

E adesso vi lascio la ricetta dei cupcakes alle fragole e ricotta, che sono i più morbidi e i più profumati che abbia mai mangiato!



Cupcakes alla fragola (per 12 tortine)
185 gr burro ammorbidito
150 gr di zucchero di canna bianco
3 uova codice 0 (bio) o 1 (da galline allevate all'aria aperta)
100 gr farina di riso
35 gr di fecola
15 gr tapioca
125 ml di latte

per il frosting:
250 gr di ricotta di pecora ben sgocciolata
125 di zucchero 
5 fragole + quelle per la decorazione

Sbattete il burro e lo zucchero con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto morbido e cremoso. Unite le uova, uno alla volta, sbattendo bene prima di unire il successivo. Setacciate bene le farine e incorporatele, alternandole al latte, al composto.
Distribuite l'impasto nei pirottini e infornate per circa 15 minuti in forno già caldo a 180° (statico o 170° ventilato) e finché uno stecchino infilato al centro non ne esce pulito. Mettete a raffreddare prima di glassare col frosting.
Mescolate la ricotta allo zucchero e frullatela insieme alle fragole. Quindi distribuite sulla superficie dei muffins e decorate con una fragola.

Vi ricordo che se volete acquistare il mio libro, lo trovate già qui


Strawberry Cupcakes (for 12 cupcakes)
185 gr butter, softened
150 grams of white cane sugar
3 eggs code 0 (bio) or 1 (from hens raised outdoors)
100 gr rice flour
35 gr of starch
15 gr tapioca
125 ml of milk

for the frosting:
250 gr of ricotta well drained
125 of sugar
5 strawberries + those for decoration

Beat butter and sugar with an electric mixer until the mixture is smooth and creamy. Add the eggs, one at time, beating well before adding the next. Sift the flours to the mixture and incorporate well, alternating with milk.
Pour the mixture into cups and bake for about 15 minutes in a preheated oven at 180 ° C  static (170 ° or ventilated) and until a toothpick inserted in the center comes out clean. Put to cool before frosting.
Mix the ricotta with the sugar and shake it together with strawberries. Then distribute on the surface of muffins and decorate with a strawberry.

I remind you that if you want to buy my book, it is already here.


A presto
Stefania Oliveri

lunedì 13 maggio 2013

Profumatore per lavastoviglie Pril

Adoro il limone.
Saranno le mie origini siciliane, ma adoro il limone.
Quando ho scoperto che il profumatore della Pril aveva questo odore e che aprendo la lavastoviglie tutto odorava come se ci fosse una torta in forno, mi veniva voglia di addentare le stoviglie!
Odore naturale e non quell'odore fasullo di pulito sì, ma fasullo.
Assicurano 60 lavaggi... Io ne ho già fatti circa una ventina e il profumatore mi sembra sempre pieno... magari dura anche di più!
Si applica facilmente grazie al gancetto. Basta posizionarlo all'interno della lavastoviglie in un posto dove non sbattano le eliche, e lo lasciate lì fino a quando non si scarica.
Era proprio ciò di cui avevo bisogno, perché da quando i pargoli, a turno, si occupano di riempire la lavastoviglie, non vi dico cosa non combinano... Ma bisogna pur lasciarglielo fare e non tarpar loro le ali, no? Un giorno le mie nuore, sono certa, mi ringrazieranno... e non mi dimenticherò di regalare loro il mio segreto: il profumatore per lavastoviglie Pril. D'altro canto se usiamo noi il  profumo, perché non la nostra lavastoviglie?
Ultimissima cosa. All'interno della capsula ci sono delle perle bellissime... resistete alla tentazione di usarle come gioielli! ;)


A presto
Stefania Oliveri

venerdì 10 maggio 2013

Involtini di riso con pollo, tacchino e carote

(Scroll down for English version)



Come si fa con due sole fette di carne bianca a far mangiare una famiglia di 5 persone?
E come si fa a far mangiare la verdura, volente o nolente, ad un pargolo che proprio non ce la fa?
E così, come una qualsiasi brava massaia, assistita dal ricordo del vangelo sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma essendo cosciente che con le moltiplicazioni non ci so fare, ho deciso che lo avrei diviso...in tanti piccoli pezzettini. 
Ho tritato tutto, l'ho cotto e poi ci ho fatto un ripieno... che è piaciuto assolutamente a tutti, pargoloschizzinoso compreso!
... e una carotina è stata riservata anche a Cocò, che ha gradito come i pargoli!
Per renderli assolutamente più sfiziosi, li ho soffritti, perché, si sa, anche una ciabatta è buona se fritta. 
Parola di qualsiasi brava massaia!

In questa ricetta ho usato un olio speciale, un olio d'eccellenza campano, che ha un sapore intenso, fruttato, ma non invasivo. L'ho provato con dell'insalata, con del pesce, con la carne, sul pane e ha reso sempre alla perfezione, con il suo sapore per nulla coprente, ma sicuramente presente.



Involtini di riso con pollo, tacchino e carote
per 20 involtini circa
20 fogli sottili di riso
4 carote bio
1 fetta di petto di pollo
1 fetta di fesa di tacchino
1 cipolla
200 gr di pancetta affumicata
olio extra vergine d'oliva Olivicola Titerno Racioppella
mezzo bicchiere di vino bianco buono
3 rametti di prezzemolo
sale
curry

Sbucciare le carote e la cipolla e tritarle.
Tritare anche le fette di pollo e tacchino e mescolare il tutto.
Mettere dell'olio nella padella e far soffriggere la pancetta. Quindi aggiungere il composto di carne e carote. Far dorare e sfumare con un poco di vino. Aggiustare di sale se necessario. Spegnere e far raffreddare.
In un piatto piano mettere un po' d'acqua minerale e passare un foglio per volta, bagnandolo da entrambe le parti. Quindi mettere un po' di composto in cima ad un foglio e cominciare ad arrotolare, piegando i due lati per non far uscire il composto.
Far scaldare un po' d'olio in una padella anti aderente e soffriggere a poco a poco gli involtini da entrambe le parti.
Servire caldi, ma anche a temperatura ambiente sono buonissimi!

Suggerimenti:
- i fogli di riso possono contenere tracce di glutine, quindi assicuratevi che siano gluten free, se cucinate per un celiaco;
- non mettete troppo vicini tra loro gli involtini perché si attaccano facilmente.


Anche oggi trovate delle bellissime ricette dalle mie amiche che hanno assaggiato questo meraviglioso olio.
Da:
Patty di Andante con Gusto, l'Uovo poché su vellutata di asparagi selvatici e ortica;
- Sabina di Cok'n'Book,  'A zuppa 'e staggione di Eduardo'
-Fausta di Caffè col Cioccolato, Friselle


Grazie all'Associazione Città dell'Olio che ci permette di conoscere questa grande varietà di meravigliosi olii



Rice rolls with chicken, turkey and carrots
for about 20 rolls 
20 thin sheets of rice
4 organic carrots
1 slice of chicken breast
1 slice of turkey breast
1 onion
200 grams of bacon
extra virgin olive oil Olive Oil Titerno Racioppella
half a glass of good white wine
3 sprigs of parsley
salt
curry

Peel the carrots and onion and chop.
Also chop the chicken and turkey and mix all together.
Put oil in a pan and fry the bacon. Then add the meat mixture and carrots. Brown and deglaze with wine. Add salt if necessary. Turn off and let it cool.
In a shallow dish put a little mineral water and pass a sheet at a time, dip it from both sides. So put few compound on top of the sheet of paper and roll.
Heat a little  of oil in a non-stick pan and fry the rolls gradually from both sides.
Serve them hot, but also at room temperature are very good!

suggestions:
- The rice sheets may contain traces of gluten, so make sure they are gluten free, if you cook for a celiac;
- Do not put too close the rolls because they stick easily.

mercoledì 8 maggio 2013

Muffins mandorle, limone e marmellata di fragole bio e un nuovo arrivo... peloso!

(Scroll down for English version)

Avete già fatto il cambio di stagione?
Ok, passo all'argomento di riserva... 




Da quattro giorni è arrivato un nuovo componente in famiglia (per fortuna non gli dovrò mai fare il cambio di stagione...)
Piccolo e peloso, con le orecchie lunghe lunghe.
E' una femminuccia (finalmente!) e si chiama Cocò. Non come Coco Chanel, ma come Coniglietta & co. (che sono i miei pargoli). Però, se vi ricorda Coco Chanel, ben venga, perché è una coniglietta chic con la sua campanellina.
Sì, la campenellina ci serve per rintracciarla sempre, perché si va a ficcare nei posti più impensati e così la ritroviamo sempre.
E' tenera e affettuosa. Ama le coccole ed è curiosissima.
Insomma, ci è entrata nel cuore.
Cocò, ufficialmente, è del pargolo n. 3 che la accudisce amorevolmente e la segue con paletta e spazzola alla mano, per raccogliere le ... palline che va disseminando!
Insomma, per adesso va tutto bene.
Adesso ve la presento, mentre gioca a nascondino...

Non è un amore?

E ora passiamo alla ricetta di oggi. L'ho vista da Labna ed è una torta senza glutine. Mi ha attirato inesorabilmente, potevo non rifarla?
L'ho trasformata in muffins, così da consentire al pargolo n. 3 di portarseli a scuola per merenda.  Ho aggiunto anche un cucchiaino di marmellata sopra, per renderli ancora più golosi.
Rimangono morbidissimi anche per 4 giorni, chiusi in una scatola ermetica.




Muffins alle mandorle e limone (da Labna)
4 uova codice 0 (bio) o 1 (da galline allevate a terra)
200 g di zucchero
1 limone, succo e scorza bio
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
50 grammi di farina di mandorle
90 g di fecola di patate
marmellata bio alla fragola Zuegg
bucce di limone caramellate

Preriscaldate il forno a 180 ° C .

Separate gli albumi dai tuorli in due ciotole diverse. Montate i bianchi a neve ferma, io aggiungo sempre due cucchiai di zucchero, appena cominciano a montare, che elimino dalla quantità totale. 
Nel frattempo, sbattete i tuorli d’uovo con lo zucchero fino ad ottenere una crema densa e leggera, poi aggiungetevi le mandorle tritate, il succo e la scorza del limone.
Con una spatola, delicatamente, incorporate i bianchi montati a neve nella crema al limone: incorporate metà dei bianchi, poi la fecola di patate, infine la seconda metà dei bianchi.
Versate l’impasto così ottenuto nei pirottini (o nella teglia, coperta da carta forno) e cuocete per circa 25 minuti (per i muffins, 40-45 minuti per la teglia). In ogni caso potete controllare la cottura con lo stecchino, che infilato nel dolce fino in fondo dovrà uscire pulito.
Togliete i muffins dal forno e raffreddare prima di decorarli con la marmellata.
Io li ho serviti con delle bucce di limone caramellate.



Muffins with almonds and lemon
4 eggs code 0 (bio) or 1 (from free-range hens)
200 g of sugar
1 lemon, juice and bio peel
1 teaspoon vanilla extract
50 grams of almond flour
90 g of potato starch
organic strawberry jam (Zuegg)
candied lemon peel

Preheat oven to 180 ° C.
Separate the egg whites from the yolks in two different bowls. Whip the whites until stiff, I always add two tablespoons of sugar, to whip better, that I eliminate from the total amount.
Meanwhile, beat the egg yolks with sugar until they will be creamy, dense and fluffy, then add the ground almonds, the lemon juice and peel.
With a spatula, gently, stir half part of whites beaten and then potato starch, then the second half of the whites.
Pour the mixture into cups (or in a pan, covered with parchment paper) and bake for about 25 minutes (40-45 minutes if in the pan). In any case you can check the cooking with the toothpick, which slipped into the sweet will come out clean.
Remove the muffins from the oven and cool before decorating them with jam.
I  served them with caramelized lemon peels.

A presto
Stefania Oliveri

lunedì 6 maggio 2013

Metti un celiaco a cena. Fantasie COOLinarie di una Forno Star. Preview a Trapani

Come è andata? Mi hanno chiesto da più parti d'Italia.
Dire "è andata benissimo!", è troppo riduttivo.
E' andata molto meglio!
Nonostante una manifestazione importante e partecipata, che prevedeva gruppi folcloristici, che attiravano l'attenzione e la cassata più grande al mondo (che, ovviamente, ha attirato tutti) e nonostante un'ora e mezza di ritardo (non a causa nostra) e quasi tutte le amiche meravigliose di mia mamma se ne fossero già andate, un copioso pubblico ha ascoltato la mia presentazione con religioso silenzio e attenzione costante. Tutte le sedie disponibile occupate e molte persone in piedi...
Che dire, quindi? 
Grazie! 
Grazie al mio editore (che vedete qui nella foto con me) Ottavio Navarra, che ha creduto e investito nel mio libro




grazie a Vito Flores, che pur non conoscendomi di persona, ha accettato di buon grado di essere presente alla mia presentazione;
grazie a tutti gli amici che sono venuti da lontano e vicino;
grazie alla mia famiglia che mi ha permesso di pubblicare (come se già non lo facessi) le loro avventure e grazie soprattutto al pargolo n. 3 che mi ha suggerito il sottotitolo del mio libro;
grazie alla mia mamma, perché è sempre la mamma;
grazie a tutti gli sconosciuti che c'erano e hanno anche acquistato il libro;
e infine e non perché ultimi, grazie a tutti voi, amici lontani e vicini, che mi avete supportato, mi avete incoraggiata e mi avete pensata!


E questo è il libro in carne e ossa, in fogli e inchiostro!






A presto
Stefania Oliveri

venerdì 3 maggio 2013

Metti un celiaco a cena. Fantasie COOLinarie di una Forno Star!

Oggi il grande giorno.
In anteprima la presentazione del mio libro



in una cornice incantevole come è quella dell'ex Mercato del Pesce di Trapani,



in una manifestazione importante come quella del Festival del Vento con un editore tanto importante quanto Navarra!

Ovviamente sono emozionata e sono contenta.
E ovviamente anche terrorizzata, inebriata, inebetita, indaffarata...

Vi aspetto numerosi alle 18,00! Non mancate!
A presto
Stefania Oliveri

giovedì 2 maggio 2013

Gnocchi di patate viola con topinambur e carote e la mala sanità!

(Scroll down for English version)
17 anni.
Sono proprio 17 anni a maggio.
Proprio 17 anni fa ho scoperto di essere celiaca.
E da 17 anni prendo un assegno dall'ASP (prima ASL e prima ancora USL) per comprare il cibo dietoterapico in farmacia.
Mio figlio, invece, è stato diagnosticato un anno e mezzo fa.
E, proprio come me, ha fatto la gastroscopia e tutti gli esami di routine per scoprire di essere celiaco.
Ma solo il 19 aprile di quest'anno ho scoperto di avere diritto all'esenzione del ticket per patologia.
Questo significa che per 17 anni ho pagato tutti gli esami relativi alla mia malattia... Nessun medico, nessun ospedale, nessun ente mi ha mai detto che fossi esente...
Solo il 19 aprile, il gastrenterologo che vedevo per la prima volta in vita mia, mi ha detto che non avrei dovuto pagare la visita...
Così mi metto in moto per avere questa esenzione, visto che il gastroenterologo mi ha chiesto di fare un'infinità di esami, per capire perché io stia ancora così male.
E mi metto in moto per capire come fare.
Chiedo al mio medico, che mi dice che devo andare all'ASP con un suo certificato che attesta che sono celiaca, per averla.
L'ASP non riceve tutti i giorni e mi rimanda avanti e indietro perché c'è un turno per le esenzioni per reddito e un altro per le esenzioni per patologia e anche se io sono andata al turno esatto, mi hanno detto che ero quello sbagliato e quando sono andata al turno sbagliato, mi hanno detto che avevo sbagliato il turno. Poi le feste, che cadono sempre nel turno esatto, insomma solo il 30 aprile riesco ad "azzeccare" il momento astrale favorevole.
Aspetto ordinatamente in fila.
Arriva finalmente il mio momento.
Entro nella stanza dove un tizio scontroso e scorbutico, mi fa cenno di sedermi. Poi esce dalla stanza e aspetto ancora un po'.
Rientra e guarda le carte che gli mostro. Mi guarda e mi chiede: "e cosa vuole?" 
"L'esenzione!" rispondo stupita. Non sta lì per quello?
Mi riguarda perplesso.
Mi metto in ansia...
"No, questi documenti non vanno bene".
Sgrano gli occhi.
"Ci vuole il certificato dell'ospedale" mi risponde laconicamente.
"Ma sono passati 17 anni!" gli rispondo infervorata.
"E lei ora ci pensa all'esenzione?"
Ok, lo so la legge non ammette ignoranza, ma io sono stata ignorante per 17 anni e anche IGNORATA! 
Be', mi riprendo dallo choc e rispondo "c'è un limite per pensarci?"
"E che ha fatto per 17 anni?"
"Ho pagato!" rispondo seccata.
"E ora, perché non vuole pagare più?" e mi guarda con sospetto...
Mi sento trattata come una furfante e come si dice qui "curnuta e mazziata"!
"Da 17 anni mangio senza glutine, ricevo i buoni e ho anche l'invalidità civile del 40% (il massimo per questa patologia), che non mi è servita mai a niente, ma che mi avete rilasciato voi, e nessuno fino ad ora mi aveva informato. Adesso che sono stata informata, voglio vedere riconosciuto il mio diritto!" ... e non aggiungo "e voglio pure tutti gli arretrati che ho pagato" perché spero che il mio discorso lo convinca a farmi questa benedetta esenzione!
Invece si alza ed esce di nuovo. Poi ritorna e mi dice: "vada dal dirigente".
Vado dal dirigente.
E' seduto su una poltrona bassa e alza gli occhi al di sopra degli occhialini e mi informa: "abbiamo assolutamente bisogno del certificato dell'ospedale. Gli ospedali che lo rilasciano sono solo tre in Sicilia: il Civico di Palermo, uno di Catania e uno di Enna. Può rivolgersi ad uno di questi."
Ribatto: "ma io sono stata diagnostica al Cervello (altro ospedale di Palermo) 17 anni fa, come fa il Civico a certificare che io sono celiaca?" e terrorizzata continuo "mi fanno un'altra gastroscopia?"
Lui, pacifico, tanto non è lui che la farebbe, fa spallucce. Poi riprende "per patologie rare e gravi si fa così!"
Che gran culo, penso, oltre ad essere celiaca, sono grave e rara... Penso proprio, e sempre di più, che devo giocare il SuperEnalotto!


Gli gnocchi viola li avevo fatto tempo fa, ma li aveva appena pubblicata Teresa con un condimento strepitoso. Ho deciso di aspettare per far dimenticare quella bontà, ma non sono passati 17 anni... così, adesso, ho deciso di autodenunciarmi!


Gnocchi di patate viola con topinambur e carote
per gli gnocchi:
500 gr di patate viola
100 gr di fecola di patate (circa)
sale

per il condimento:
4 topinambur
2 carote
1 scalogno
125 gr di pancetta affumicata
olio evo
sale
prezzemolo

Armatevi di santa pazienza perché le patate viola sono più piccole delle patate che si usano normalmente. 
In ogni caso dovete metterle in una pentola con acqua fredda e abbondante e fate bollire fino a quando non risulteranno cotte (fate la prova con una forchetta o uno stecchino, devono forare la patata facilmente). 
A questo punto, quando sono ancora calde, dovete togliere la pelle (e qui la pazienza deve essere massima) e poi schiacciarle con uno schiaccia patate in una ciotola. Aggiungete del sale e la farina e cominciate a lavorare.
Quindi, su un piano di lavoro spolverizzato con la fecola, cominciate a fare dei salsicciotti, che taglierete ogni centimetro e mezzo. Passateli nei rebbi di una forchetta o nell'apposito attrezzino come quello che vedete in foto.
Mettete a bollire una pentola abbondante di acqua salata e tuffate gli gnocchi quando l'acqua bolle. Scolateli dopo 5 minuti al massimo. Condite.

Condimento:
Sbucciate e lavate i topinambur e tagliateli a cubetti. Fate lo stesso con le carote.
In un wok, mettete la pancetta, fatela rosolare e mettetela da parte. 
Quindi tritate uno scalogno e mettetelo nello stesso wok, aggiungendo olio, per farle stufare, insieme al topinambur e alle carote. Fate saltare e se c'è bisogno aggiungete un po' d'acqua per far cuocere le verdure. In ogni caso devono restare croccanti. 
Salate e aggiungete del prezzemolo alla fine. 
Quindi saltate gli gnocchi con il condimento, aggiungendo il bacon e dell'acqua di cottura della pasta.
Servite calda e, se volete, spolverizzate con parmigiano.



Vi ricordo che domani sarò a Trapani per presentare l'anteprima del mio libro Metti un celiaco a cena. Fantasie COOLinarie di una Forno Star, Navarra Editore. Mi trovate al Mercato del Pesce, alle 18,00 in seno al Festival del Vento.

 


Violet potato dumplings with Jerusalem artichokes and carrots
for the dumplings:
500 grams of purple potatoes
about 100 grams of potato starch 
salt

for the sauce:
4 Jerusalem artichokes
2 carrots
1 shallot
125 grams of bacon
extra virgin olive oil
salt
parsley

Arm yourself with patience because the purple potatoes  are smaller than you normally use. In any case, you have to put them in a pot with cold water and boil until they will be cooked (test with a fork or a toothpick, should pierce the potato easily). At this point, when they are still warm, you have to remove the skin and then mash with a potato masher in a bowl. Add the salt and flour and begin working. On surface dusted with starch, begin to make sausages, and cut each half inch. Boil a pot of salted water and dipped dumplings when the water boils. Drain after 5 minutes at most. 

Sause:
Peel and wash the Jerusalem artichokes and cut into cubes. Do the same with the carrots.
In a wok, put the bacon, fry slightly and set aside. Then put a chopped shallot in the same wok, add oil, to let her stew, along with Jerusalem artichokes and carrots. If you need add a bit of water to cook the vegetables. However, they must remain crunchy. Add salt and parsley at the end. Then jump the dumplings and bacon with the sauce, adding water of the pasta, if you need.
Serve hot and sprinkle with Parmesan cheese if you like.


A presto
Stefania Oliveri

martedì 30 aprile 2013

Crostata salata "furbissima" alle cipolle e mozzarella di una Araba molto felice!

(Scroll down for English version)

Se leggete "furbissima" a chi pensate?
Sì, esatto, proprio a lei!
Che è sempre sinonimo di garanzia!
Garanzia di semplicità, esattezza e soprattutto BONTA'!
E io, che sono sempre di corsa, ho lei come punto di riferimento per ricette veloci, sicure e d'effetto!
Sarà sicuramente il nome... visto che è mia omonima! :D


CROSTATA SALATA FURBISSIMA di Araba Felice
per una crostata da 26/28 cm di diametro

250g di farina Ruggeri
150 ml di acqua bollente
100 ml di olio di semi
un cucchiaino di sale
un cucchiaino di lievito per torte salate

cipolle, sale, origano ed olio d'oliva per la copertura, oppure, zucchine, pomodorini, melanzane, patate...quello che preferite


Mettete la farina, il sale ed  il lievito in una ciotola, mescolandoli.
Unite tutto insieme l'olio e l'acqua ben calda, quindi girate tutto con una forchetta finchè i liquidi saranno assorbiti. Poi compattate l'impasto con le mani.
L'Araba dice che è questione di trenta secondi al massimo!
Non serve impastare, basta che il panetto sia omogeneo ed è fatta.
Stendete con le mani la pasta in una teglia coperta da carta forno (io ho dimenticato la carta forno, ma si è staccata ugualmente) dando forma circolare fino a raggiungere il diametro indicato.
Tagliate a fettine sottili le cipolle. Fatele stufare con olio e acqua e salate.
Condite con sale, cipolle, origano (pepe a piacere), mozzarella ed olio d'oliva ed infornate subito in forno preriscaldato a 200 gradi (io avendolo ventilato l'ho messo a 180°).
Cuocere per circa 45 minuti.
Servire tiepida o a temperatura ambiente.
Perfetta!!!!

NOTE:
- la crostata non so si mantiene benissimo anche il giorno dopo, perché non ne è rimasta nemmeno una briciola;
- la pasta è deliziosa e friabile. Va assolutamente impastata con acqua molto calda perchè venga bene (io ne ho aggiunto un po' di più usando una farina senza glutine, ma voi usatene circa 120 ml)
- le verdure per la copertura possono ovviamente variare a seconda dei gusti, e delle stagioni (così come ho fatto io...)

English version:
SALTY TART 
for a tart of 26/28 cm 

250g flour Ruggeri
150 ml of boiling water
100 ml of vegetable oil
a teaspoon of salt
a teaspoon of baking 

onions, salt, oregano and olive oil to cover, or, zucchini, tomatoes, eggplant, potatoes ... whatever you prefer

Put the flour, salt and baking powder in a bowl, mixing them.
United everything together, with oil and very hot water, then turn around with a fork until the liquid will be absorbed. Then compacted the dough with your hands.
You need only thirty seconds or less!
No need to knead, as long as the dough is homogeneous and it's done.
Roll out the dough with your hands on a baking sheet covered with parchment paper (I forgot the parchment paper, but came off too) giving a circular shape until it reaches the specified size.
Cut the onions into thin slices. Let them stew with oil, water and salt.
Put on the tart onions, salt, oregano (pepper, if you like), mozzarella and olive oil and bake immediately in a preheated oven at 200 degrees (I having an aired one so I put it to 180 °).
Bake for about 45 minutes.
Serve warm or at room temperature.
A presto
Stefania Oliveri

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