venerdì 8 agosto 2014

Involtini di melanzane con miglio, pesto alle mandorle e pomodorini

(Ricetta estiva: Involtini di melanzane con miglio, pesto alle mandorle e pomodorini)



Prima di avere tre figli maschi, avevo sempre pensato che la colpa fosse tutta delle mamme.
Adesso ho invece capito che la colpa è della scienza e che contro il DNA, nemmeno la scienza!!!
Nel DNA maschili non c'è scritto che:
1. la carta igienica non arriva da sola al porta rotoli;
2. il tappettino (di qualsiasi stanza) è fatto per stare disteso;
3. i calzini non si recano da soli nel cesto della biancheria sporca;
4. per mangiare, bisogna apparecchiare la tavola;
5. leggere non rende impotenti;
6. l'ordine è mezza pulizia;
7. quando si finisce la tavoletta si abbassa, ma se la trovai abbassata, la devi alzare prima di cominciare;
8. nei cassetti e negli armadi c'è più spazio se i vestiti non sono appallottolati;
9. la moglie non è la mamma, soprattutto, la mamma NON è la SCHIAVA!


Involtini di melanzane con miglio, pesto alle mandorle e pomodorini

ricetta nata per caso, quindi senza dosi…
Melanzana tonda
miglio
mandorle con la buccia
pinoli
basilico
parmigiano
olio evo
pomodorini
menta
sale

Lavate la melanzana e tagliatela a fettine sottili. Scaldate una padella (meglio se una griglia) e cuocete le melanzane. Preparate il condimento dove intingere le melanzane, composto da olio, sale, menta.
Nel frattempo cuocete il miglio in abbondante acqua salata e scolate dopo circa 15 minuti.
Preparate il pesto. Mettete in un boccale alto le foglie di basilico ben lavate, le mandorle intere, un po' di pinoli, olio e sale e cominciate a frullare. Aggiungete l'olio a poco a poco, fino a quando non otterrete la consistenza di una salsa.
Lavate i pomodorini, tagliateli in quattro e levate i semini e l'acqua di vegetazione e conditeli con olio, sale e basilico.
Condite il miglio raffreddato con il pesto e mettetelo al centro di ogni fetta di melanzana. Arrotolatele e servite tre per piatto, versando sopra un po' di ulteriore salsa e guarnite con i pomodorini.
Una vera delizia, assaggiateli e non ve ne pentirete.

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day #GFFD


E anche questa ricetta, essendo gustosa ma non eccessivamente calorica, la inserisco nella mia raccolta Happy CaLOWries 


Eggplant rolls with pesto and cherry tomatoes
round eggplant 
millet 
almonds with the peel 
pine nuts 
basil 
parmesan 
extra virgin olive oil 
tomatoes 
mint 
salt 

Wash the eggplant and cut it into thin slices. Heat a skillet (preferably a grill) and cook the eggplant. Prepare the sauce for dipping the eggplant, with oil, salt and mint. 
Meanwhile, cook millet in salted water and drain after about 15 minutes. 
Prepare the pesto. Put in a tall mug well washed basil leaves, almonds, some pine nuts, olive oil and salt and begin to whisk. Add oil gradually, until you get the consistency of a sauce. 
Wash the tomatoes, cut them into quarters and raised the seeds and vegetation water and toss with olive oil, salt and basil. 
Seasoned millet with pesto and place in the center of each slice of eggplant. Roll them up and serve  pouring over some extra sauce and with the tomatoes. 

A presto
Stefania Oliveri

lunedì 4 agosto 2014

Gelato e/o ghiacciolo al peperone

Forse vi starete chiedendo perché venerdì non ho postato la mia solita ricetta dedicata al 100% Gluten Free (Fri)Day…
O forse non ve lo starete chiedendo per niente, ed è più probabile, visto che non mi sono arrivate né chiamate, né e-mail, né segnali di fumo al riguardo, ma vi spiego lo stesso perché ho saltato la mia unica volta, questa volta.
Bisogna innanzitutto dire che, in casa Cardamomo&co. non ci facciamo proprio mancare niente!
Noi, non siamo tipi da risparmiarci.
Così, giovedì, dopo essere andata al mercato a fare la spesa e fra la realizzazione del pesto e la cottura dei gamberetti, chiedo al pargolo n. 3 di aiutarmi e di prendere una bottiglia in giardino per innaffiare le piantine aromatiche.
Se gli avessi detto di guidare un'astronave, forse, sarebbe stato meno pericoloso…
Così, neanche il tempo di dirgli che era la bottiglia sbagliata (preciso, ben nascosta fra gli alberi, mentre quella che gli avevo chiesto io era ben visibile accanto alle erbette aromatiche) che apre la bottiglia e appesta tutta la cucina. Ma lui, con fare indagatore, annusa e aspira una bella boccata di fumi di cloro!
Così, mentre io tossivo e cercavo di prendere aria, lui stava soffocando, letteralmente.
Mi sono armata di tutto il coraggio di una mamma disperata e l'ho letteralmente trascinato al Pronto Soccorso, certa che lì avrebbero risolto il problema anche velocemente.
Invece, arrivo e la dottoressa che lo sente prima di vederlo, ci fa passare davanti a tutti e quando gli spiego la cosa, comincia ad entrare in panico. Comincia a gridare, a chiedermi insistentemente se avesse bevuto il cloro e io "no, no, l'ha solo inalato" per tranquillizzarla, ma devo dire con scarso successo. Gli fa una Bentlan, cerca di mettergli l'ossigeno, poi continua a fargli la respirazione e nel frattempo, come fosse un polpo, chiama anche il centro anti avvelenamenti, che arriva nel giro di due minuti, forse anche uno e mezzo.
Chiedono a me le informazioni che avrebbe dovuto dare loro, la dottoressa della guardia medica, perché lei è visibilmente più in panico di me. Fra un colpo di tosse e l'altro, risponde il pargolo, perché, forse è quello meno in panico di tutti.
Gli fanno ulteriori controlli, continuano a mettergli la maschera di ossigeno, mi tranquillizzano, ma mi dicono che si devono fare ulteriori controlli. Insomma lo caricano sull'ambulanza, senza di me, e io li seguo con la mia macchina. Ovviamente loro vanno più veloci di me e li perdo. E invece di andare all'ospedale Cervello, dove mi avevano detto che lo avrebbero portato, io vado all'ospedale Villa Sofia.
Mi precipito al Pronto Soccorso, mentre il dolce doppio, allertato immediatamente, si trova già nel posto giusto. Continua a chiamarmi per sapere dove sono arrivata. Mi avverte che l'hanno portato al P.S. pediatrico e di chiedere di quello.
Per fortuna, a Palermo, ce n'è solo uno, altrimenti vagherei ancora per Villa Sofia alla ricerca di mio figlio.
Alla fine arrivo al posto giusto e trovo il pargolo con l'ossigeno, una flebo e seduto sulla sedia a rotelle…
Se non fosse stato che ho un forte senso per il contegno, sarei svenuta… ma lì, davanti a tutti, mi seccava da morire.
Vedere però di nuovo il colorito normale sul viso di mio figlio e le labbra di nuovo rosa e non nere, mi rassicura non poco e quindi riesco pure a controllare il tono di voce…
Per farla breve, abbiamo aspettato tre ore, però alla fine, tutti i controlli risultano a posto e ci lasciano andare a casa.
Ovviamente, nel frattempo il mio dolce doppio ha voluto essere protagonista anche lui (secondo me l'ha fatto apposta per essere citato in questo post) e decide di farsi venire il mal di denti più doloroso della sua storia.
Neanche le cure del dentista più bravo di Palermo, riescono a sedare questo mal di denti e, nemmeno gli antidolorifici.
Passiamo una notte insonne e, nonostante tutto, l'indomani (cioè proprio il venerdì) devo andare a sistemare casa e a svuotare la camera del pargolo n. 3, perché è l'unica che ancora non è stata dipinta…
Insomma, sono arrivata a sera tardi, e non sapevo nemmeno come mi chiamassi…
E adesso che vi ho raccontato tutto questo, sono abbastanza giustificata per l'assenza?

Comunque, questa è la ricetta che volevo postarvi venerdì...







Ora lo so che vi sembrerà un'idea malsana, lo so che un ghiacciolo è dolce e non si serve come aperitivo. Ma se fa tanto caldo, come qui, per un aperitivo un po' diverso, in una caldissima serata estiva, come solo in Sicilia, questi ghiaccioli al peperone sono perfetti! (e scriveteci sopra che sono salati, altrimenti, qualcuno, potrebbe rimarci male!)

Ghiaccioli al peperone
Ingredienti per 8 ghiaccioli:
300 g di peperone rosso
200 g panna di soia
175 g latte di soia
sale
qualche goccia di tabasco

Pulite i peperoni, privandoli dei semi interni, e se è possibile anche della pellicina esterna, aiutandovi con un pelapatate. Tagliate e tocchetti e  fate cuocere con poca acqua e con il coperchio. Quando saranno, morbidi spegnete il fuoco e fate raffreddare.
Aggiungete la panna, il latte, il sale e il tabasco e frullate. Se ci sono resti di pellicina, passate la crema  al setaccio. Quindi inserite nello stampo dei ghiaccioli e mettete in freezer per almeno 4 ore.
Per sformarli, basterà passarli sotto l'acqua corrente per qualche secondo.





Questa ricetta rientra di diritto nella mia raccolta Happy CaLOWries



A presto
Stefania Oliveri

venerdì 25 luglio 2014

Focaccine con lievito madre e gluten free e 50 sfumature di beige!

(Focaccine morbide senza glutine e lievito madre)



Questo post avrebbe dovuto intitolarsi "50 sfumature di beige… e forse anche di più"!
No, non immaginavo che potessero realizzarsi tanti beige…
Pensavo che fosse più semplice… insomma un colore semplice, beige, no?
Neutro per eccellenza, quale colore più semplice?
E invece no! 
E quindi oltre al marasma che c'è in casa per la tinteggiature delle pareti, si è consumato anche un piccolo (ok, vi dico la verità), enorme dramma. 
Avevo scelto il colore che mi sembrava un tortora chiaro e dopo che sono stare dipinte tutte le pareti del salotto, mi accorgo che invece era un beige rosato (che io odio) e che nel mio salone ci stava una ciofeca.
Le lacrime mi sono salite agli occhi, pensando che avrei dovuto sopportare quel tremendo colore per tutto il resto della mia vita (perché se una cosa è certa, non farò mai più ridipingere casa!).
Il mio dolce doppio, ovviamente era furente, ma, forse, mosso a compassione dagli occhi umidi  che io continuavo a sostenere, fosse per colpa della polvere, ha deciso di chiamare due suoi amici architetti per aiutarmi a capire quale fosse il colore esatto che io volevo.
Così dopo ore e ore e ore, cartelle e cartelle, e prove e riprove, abbiamo trovato esattamente il colore giusto! 
E adesso che due pareti sono finalmente del colore giusto, io mi sento felice! 
Basta poco in fondo, no?



E per non farmi mancare niente, ieri è anche arrivato Paprika, il mio cucciolo di gatto, che ufficialmente fa parte della nostra famiglia! Per adesso è spaventatissimo e si nasconde sotto i divani (dove ho scoperto che la signora delle pulizie non pulisce) e poi piange perché vuole stare in braccio.

E oggi, per il 100% Gluten Free Friday, vi lascio la ricetta delle focaccine di Anna Lisa dove però io ho cambiato il mix di farine, perché non avevo quelle usate da lei. Il risultato? Meraviglioso! Grazie Anna Lisa

Focaccine di Anna Lisa 

Ingredienti:
250 gr di farina per pane Nutrifree Fibra+
180 gr di Biaglut
80 gr di Pandea
350 gr di lievito madre
400 gr di acqua
5 gr di miele
2 cucchiaini di sale
3 cucchiai di olio Evo
Ho sciolto il LM con l'acqua e il miele, ho mescolato e ho lasciato agire mentre preparavo gli altri ingredienti.
Ho aggiunto pian piano le farine lavorando con le fruste, poi l'olio a filo e infine il sale continuando a lavorare fino a completo assorbimento (circa 5 minuti con tutti gli ingredienti).
Ho messo a lievitare fino al raddoppio.
Trascorso il tempo, ho infarinato un piano di lavoro (con farina di riso super sottile) e ho rilavorato leggermente l'impasto. Poi ho ricavato delle palline proprio come ha fatto Annalisa e le ho schiacciate facendoci dei buchi con le dita.
Le ho disposte sulle teglie e le ho spennellate con l'olio e su alcune ho messo i semi di sesamo e su altre l'origano.
Ho acceso il forno a 200° (statico) e, una volta arrivato a temperatura, ho cotto finché non le ho viste belle dorate e sfrigolanti, cioè circa 25 minuti.
E ora guardate l'interno me orgogliosissima!

L'interno

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free Friday




lunedì 21 luglio 2014

Seconda stella a destra...


Nessuna ricetta e nessuna foto artistica.
Oggi il tema è un altro.
La scrittura sarà la protagonista.
Sì, perché sono tornata nei luoghi della mia infanzia, quella felice, per fotografare i miei luoghi del cuore.
Ma quei luoghi non esistono più…
Cioè, il posto è sempre lì, ma non è più come era.
Così ho deciso che non ci sarebbero state foto a raccontarli.
Non c'è più il giardino sotto casa che accoglieva tanti gattini, che io cercavo di portare sempre a casa di nascosto, arrotolandoli dentro la gonna e pretendendo che mia mamma non si accorgesse di loro. Quel giardino, magico, selvaggio, che mi ha ospitato con i suoi rami intrigati e disordinati, in tanti pomeriggi estivi, quel giardino condominiale, usato da pochi, proprio perché così selvaggio, con i suoi mattoni in graniglia di marmo, anche un po' sconnessi, e il muro rigato di verde, laddove scorreva un rubinetto, non c'è più, adesso, al suo posto, c'è un bel giardino ordinato, senza animali, che i condomini usano, ma i loro bimbi meno...
Sono tornata anche al lido dove ho imparato a nuotare.
Mi ricordo ancora il mio salvagente a forma di cigno, tutto bianco con un bel becco arancione, mio compagno inseparabile che mi dava la compagnia per stare in acqua per ore.
E mi ricordo anche il signore che ogni giorno mi chiedeva che gusto di ghiacciolo volessi, e io che non sapevo ancora parlare bene, gli indicavo il colore sul mio costumino, che, grazie a Dio, era bianco con delle arance stilizzate con le foglie verdi, per cui racchiudeva tutti i gusti di allora (e ancora il ghiacciolo alla coca cola non era stato inventato). Lui, brizzolato, con un sorriso malconcio e la pelle scura e ruvida, che si scioglieva alla vista di una bimba così piccola che andava a comprare il suo ghiacciolo da sola...
E mi ricordo anche la sabbia fresca dove giocavo con i miei amichetti (avventizi e solo estivi), grazie all'ombra del casotto che ospitava il bar. Quel bar dove il signore dei gelati trascorreva tutte le sue giornate fino ad ottobre, quando ricominciava la scuola, ed era già più fresco e i bambini tornavano a casa alle 12,30.
Quel lido c'è ancora, le sdraio sono diverse (non più di legno) e anche gli ombrelloni, e il casotto non c'è più e la sabbia fresca si limita ad una striscia sottile, dove ancora i bambini giocano, ma quasi in fila indiana.
Neanche il camerino, grande e con la finestra, trasformata nella mia stanza dei giochi, dove trascorrevo intere giornate, soprattutto in inverno, non c'è più. La casa è stata venduta e il camerino è stato trasformato in un bagno.
Esiste ancora, invece, il balcone dove trascorrevo ore a leggere libri, in attesa che si facesse un orario decente per uscire da casa di mia nonna a San Leone, per andare al mare con i miei amici, ormai adolescente. Ma la villa non è più quella di mia nonna, e quel balcone così fresco e ventilato, non mi vedrà più seduta a terra mentre leggo.
Così, ho deciso che non ci saranno foto dei posti del mio cuore, perché sarebbero diverse da come erano o da come me li ricordo.
Ma loro sono ancora lì, indelebili, in un altro posto che però non si può fotografare.
Sebbene siano passati moltissimi anni (troppi), quei posti sono proprio lì, nel mio cuore, che riesce ad accogliere anche mille altre cose, ma ognuno ha il suo spazio ben distinto. Ricordi, luoghi, persone,  sono lì, tutti insieme, senza che niente e nessuno tolga spazio agli altri, e senza che l'azione del tempo possa cambiarli, e i nonni rimangono giovani, i cugini che non ci sono più, ci sono sempre, allegri e felici con me.
Ecco, tengo lì anche i miei posti del cuore, credo nel posto giusto…

E con questo racconto, partecipo, fuori concorso al contest #Secondastellaadestra di Gluten Free Travel & Living, di cui mi pregio di farne parte


A presto
Stefania Oliveri

venerdì 18 luglio 2014

Fiori di zucchine ripieni di amaranto alla crema di tenerumi e due contest importanti

Prima che partisse il pargolo n. 1 abbiamo fatto un ripasso veloce delle parole che potevano servirgli, ma ho qualche dubbio sul fatto che effettivamente gli siano servite… Continuava a dire "dishwater" invece che "dishwasher", "I'm looking for a water", "We went to go to Bath" invece di "we want" e
"at what time live the bus?"
Confesso, volevo morireeeeee, mentre di sottofondo avevo pure le spiritosaggini del dolce doppio che continuava a dire: "Holy Mary".
Ad una settimana dal suo arrivo, comunque, a destinazione, ha trovato un lavoro come "aiuto cuoco" ("però, mamma, mi hanno messo a lavare i piatti"), ha cambiato ostello (e speriamo che sia vero che paga quel prezzo che ha capito) e si è reso conto che il suo livello di inglese è "scandaloso" (testuali parole) e deve fare un corso di inglese "perché qui le ragazze sono troppo belle e non posso parlare con loro, altrimenti". Sante ragazze, forse mio figlio imparerà qualcosa di inglese!




La ricetta di oggi, invece, è stata pensata, ovviamente senza glutine, non solo per il 100% Gluten Free 
(Fri)Day, (qui dove si postano)


ma soprattutto per un altro bellissimo contest, sponsorizzato dalle Bloggalline in collaborazione con INformaCIBO La cucina italiana nel mondo


Quindi mi sono organizzata per bene e avevo fatto pure delle bellissime foto… ma, c'è un ma…
Il ma è che credo di non aver scaricato le foto sul computer e di averle eliminate come se lo avessi fatto… Purtroppo, la partenza del mio pargolo mi ha rincoglionito, se è possibile, ancora di più! Così, adesso c'è solo questa fatta col cellulare (e meno male) che testimonia (forse no) la sua bontà.
In ogni caso, è stato fatto con tutto il cuore, con ingredienti di stagione e a Km 0 e prodotti di eccellenza del mio territorio, anche se sono stati rivisitati, quindi, foto a parte, credo di poter partecipare ;)

"Pasta" ai tenerumi decomposta
200 g di amaranto
1 mazzo di tenerumi (foglie delle zucchine lunghe)
4 fiori di zucchine per ogni commensale
1 spicchio d'aglio
500 g di pomodorini Pachino
scaglie di parmigiano reggiano
olio extravergine d'oliva
sale

La prima cosa da fare è quella di lessare l'amaranto per circa 15 minuti, in acqua salata, e poi bisogna farlo raffreddare.
Quindi pulite ben bene i "tenerumi" e prendete solo le parti più tenere. Lessate anche queste e quando pronte scolatele bene. Aggiustate di sale e fateli soffriggere poco poco insieme allo spicchio d'aglio, che dovete limitare prima di frullare il tutto. Mescolate la purea all'amaranto.
Quindi lavate delicatamente i fiori di zucca, eliminate il pistillo interno e riempiteli con l'amaranto.
Mettete i fiori ripieni al forno caldo a 180° per non più di 10 minuti.
Nel frattempo tagliate i pomodorini in quarti e conditeli con olio e sale e quando i fiori saranno pronti, conditeli con i pomodorini e scaglie di parmigiano.

Una bontà davvero unica.

E ovviamente essendo dietetica, ma con molto gusto fa parte della raccolta Happy caLOWries





A presto
Stefania Oliveri

giovedì 17 luglio 2014

Insalata da Tiffany perché questo è più bello

Secondo libro dell'MTC e in cui mi fregio di essere autrice insieme a tutte le altre amiche che partecipano all'MTC. Un gioco, una condivisione e ora anche il secondo libro… cosa volere di più? Ah sì, che l'acquistiate! E sotto leggete perché.




TITOLO : Insalata da Tiffany
Casa editrice: Sagep editori
Collana: i libri dell'mtc
Fotografie: Paolo Picciotto
Illustrazioni: Mai Esteve
Impaginazione: Barbara Ottonello
Editor: Fabrizio Fazzari
Prezzo 18 euro
in vendita in tutte le librerie (speriamo) e su Amazon, IBS etc e qui

Argomento: le insalate come non le avete mai viste ;-)
41 ricette di "insalate da Tiffany", ossia le insalate pensate non come contorni o piatti veloci, ma come vere e proprie protagoniste delle nostre tavole, secondo la moda inaugurata da Escoffier &Co al tempo della nascita dell'alta ristorazione. Seguono poi 53 "pezzi facili", vale a dire insalate nel senso più classico del termine. Le prime sono tutte ambientate nella Belle Epoque, con pezzi d'epoca originali e preziosissimi, le seconde hanno una grafica assolutamente contemporanea, con le illustrazioni di Mai. In mezzo, ci sono x alla enne condimenti: emusioni stabili e instabili, aceti, olii, sali aromatizzati, citronette, vinaigrette, maionesi e tutto quanto serve per condire l'insalata in modo da renderla originale e sempre diversa. 
E poi, c'è il "solito" tutto il resto: il c'era una volta, con la parte storica, e la parte più tecnica, con le attrezzaure, i consigli, il come si fa (oltre alla mia fotografia alla Rossella O'Hara, non vorrete mica perdervela!)



Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta - dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

venerdì 11 luglio 2014

Ghiaccioli cremosi al caffè e tanti "senza", ma anche molti "con"!


Piccoli uomini crescono e grandi (nel senso di anziane) mamme piangono.
Il pargolo n. 1 è partito.
Partito per l'Inghilterra in cerca di lavoro.
Non immaginavo di potermi sentire così male.
Non immaginavo un buco nel cuore così grande.
Non immaginavo…
E non voglio essere consolata.
Voglio solo essere capita.
Forse non mi sentirei così, se fosse partito con più certezze, con un lavoro che lo aspettava, con una casa che lo accoglieva.
Forse.
O forse mi sarei sentita esattamente così.
L'ho lasciato andare, ma mi sento uno straccio.
Farli volare è così difficile.
So solo che vorrei averlo ancora qui, piccolo e monello, a desiderare la sua indipendenza…



Oggi ricetta al caffè.
Non è il caffè originario del Brasile? Quindi anche se la ricetta non è propriamente brasiliana, l'ingrediente principale lo è.
La ricetta poi è di quelle che si potrebbe dire SENZA, invece io vi dico solo i PIENO: pieno di saluto, di bontà e gusto. Quindi più che "senza" è "free" (LIBERO) da tante cose che fanno invece tanto male!



Ghiaccioli al caffè
200 g latte di riso
50 panna di soia
50 sciroppo d'agave
2 cucchiai di caffè solubile
Ci vuole davvero pochissimo per fare questi ghiaccioli. 
Fate riscaldare, appena appena, il latte di riso per sciogliere il caffè solubile, quindi aggiungete sia la panna di soia che lo sciroppo d'agave e mescolate.
Versate il composto negli stampini da ghiacciolo, ma anche nelle tazzine, nei bicchierini di carta, o in qualsiasi cosa abbiate e mette in frigo per almeno 5 ore.
Per tirarli fuori dallo stampino, prima di servirlo, mettetelo sotto l'acqua corrente et voilà, les jeux sont fait!




Coffee Popsicles 
200 g rice milk 
50 soy cream 
50 agave syrup 
2 tablespoons instant coffee 
It's really easy to make these popsicles. 
Pre-heat, barely, rice milk to dissolve the instant coffee and then add the soy cream and the agave syrup, and stir. 
Pour the mixture into popsicle molds, but also in paper cups, or whatever you have at home and put them in the fridge for at least 5 hours. 
To pull off the popsicles out of molds, put them under running water and voila, les jeux sont fait!

E con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day le cui regole le dovreste ormai conoscere, ma reperite iuvant, ogni venerdì pubblicate una ricetta senza glutine e mandatela qui


E poi partecipa anche alla mia raccolta di ricette gustose ma light Happy CaLOWries le cui ricette le trovate qui


e al contest Wanted recipe di Ricette vegane e non solo



A presto
Stefania Oliveri

lunedì 7 luglio 2014

Gelato al cardamomo bianco e siamo di nuovo in onda con Taste & More!

Qui fa caldo.
Anto', fa caldo!
E lo so che, invece, nell'altra metà della penisola fa freddo (ne sarà felicissimo Anto'…)
E quando fa caldo, cosa si vorrebbe mangiare se non solo cose fredde, facili e golose?
Io, in estate mi nutrirei solo di gelato.
Confesso, mi piace. E faccio anche coming out, mi piace anche quello confezionato con tante schifezzuole dentro.
Ma volete mettere la facilità di scartare solo una confezione e goderselo?
Anche i miei pargoli vivrebbero di gelato, e non solo in estate.
E quando si parla di pargoli, viene fuori la brava mamma che pensa anche alla loro salute e che vuole evitare tutte le "schifezzuole".
Ho fatto diversi gelati, perfino uno salato, e stavolta ne ho sperimentato uno che è piaciuto assolutamente a tutti.
I miei pargoli mi hanno chiesto già di farlo e rifarlo.
Ed è facilissimo, oltre che buonissimo.
E non c'è bisogno della gelatiera.
Insomma, completamente in linea con la mia filosofia del "facile, veloce e assolutamente da maiale effige"!
C'è un solo problema... il cardamomo bianco l'ho trovato solo in Turchia, ad Istanbul... mi toccherà ritornarci!


(scroll down for english version)
Gelato al cardamomo
Ingredienti per 500 g di gelato
375 ml di panna
125 ml di latte intero
100 g di zucchero
10 baccelli di cardamomo bianco (o verde)
1/4 di cucchiaino di estratto di vaniglia
Preparazione
Mettete il latte, la panna e lo zucchero in una piccola casseruola e mescolate fino a quando lo zucchero si scioglie.
Schiacciate leggermente i baccelli di cardamomo con il dorso di un cucchiaio, così da aprirli e far uscire anche i semini. Aggiungete i baccelli e i semi di cardamomo al composto e mettete su la crema a fuoco medio e portatelo ad un leggero bollore. Spegnete il fuoco e lasciate riposare per 20 minuti.
Trascorso questo tempo, mescolate bene e quindi filtrate attraverso un setaccio. Aggiungete l'estratto di vaniglia, coprite e conservate in frigorifero fino a quando non si sarà completamente raffreddato.
Quindi versate in piccole formine, meglio in silicone, e trasferite in freezer.
Per mantecare e farlo diventare gelato, estraete il composto e mettetelo in un potente mixer e frullate per un minuto circa.


Servite subito.

Per vedere le altre foto e le altre ricette, non vi resta che vederle sul nuovo numero di Taste&More e vi assicuro de ne sono delle belle, andate qui e seguite la procedura. È più facile del solito!




Cardamom ice cream 
Ingredients for 500 g of cream 
375 ml cream 
125 ml whole milk 
100 g sugar 
10 cardamom white (or green) pods
1/4 teaspoon vanilla extract 

Put the milk, cream and sugar in a small saucepan and stir until the sugar dissolves. 
Crush cardamom pods with the back of a spoon, to open them and let out even the seeds. Add the cardamom pods and seeds to the mixture and put the cream on medium heat and bring to boil, lightly. Turn off the heat and let rest for 20 minutes. 
After this time, stir well and then filter through a sieve. Add the vanilla extract, cover and refrigerate until it is completely cooled. 
Then pour into small molds, (that of silicone are perfect), and transfer into the freezer. 
To thicken and turn it into ice cream, remove the mixture and put it into a powerful blender and blend for about a minute.
Serve immediately

A presto
Stefania Oliveri

venerdì 4 luglio 2014

Insalata brasiliana e il 100% Gluten Free (Fri)Day



Sono diventata intollerante!
Non, non intollerante al glutine… quanto meno, non solo!
O, forse, sono solo diventata più vecchia e quindi non tollero più niente!
Non tollero il caldo asfissiante, la sabbia dappertutto, il sale sulla pelle.
Non tollero sdraiarmi sulla asciugamani e non avere una sdraio comoda e un ombrellone a farmi ombra.
Non tollero la maleducazione di chi non lascia nemmeno un centimetro di spazio fra la tua asciugamano e la sua.
Non tollero tutta questa gente intorno a me e su di me.
Non tollero che mi chiedano 4 euro per entrare in uno spazio totalmente vuoto per arrivare sulla battigia.
Non tollero di pagare 14 euro per un ora di mare, per avere un lettino e un ombrellone…
Non tollero di pagare 14 euro per avere un lettino e un ombrellone in ultima fila dove si schiatta dal caldo.
Voglio andare in letargo a maggio e risvegliarmi a ottobre…




Insalata brasiliana
ingredienti 
1 kg di patate
mela Stark
6 carote
1 costa di sedano
olive verdi
sale
olio
1 limone,
zenzero in polvere o fresco (1 cm grattugiato, basterà)
1 pomodoro (per decorare)
maionese (facoltativa)

Prima di descrivervi la ricetta, che comunque è di una facilità disarmante,  vi dico subito che:
-il pomodoro non l'ho messo;
- e neanche la maionese! E senza la maionese, secondo me, è buonissima!

Ovviamente, essendo un'insalata, è facilissima. 
Prima di ogni cosa, dovete lavare, sbucciare e tagliare a dadini piccolini le patate.
Quindi mettete le patate in acqua fredda, salata e abbondate e fate bollire fino a quando non vi sembreranno abbastanza tenere. Quindi mettetele a raffreddare.
Nel frattempo lavate, sbucciate e tagliate a dadini anche le carote, la mela, irrorandola con il succo del limone per non farla annerire, e il sedano.
Grattugiate lo zenzero ed emulsionatelo insieme a dell'olio e al sale e condite l'insalata.
Io ho omesso sia il pepe, che la maionese e vi assicuro che era molto buona ugualmente!



E con questa ricetta partecipo al  100% Gluten Free (Fri)Day 




e alla raccolta organizzata da A Fiamma Dolce



e, ovviamente, alla mia raccolta Happy CaLOWries



Brasilian salad 
1 kg of patatoes
1 green apple 
6 carrots 
1 stalk of celery
green olives 
salt 
oil 
1 lemon, 
fresh or powdered ginger (if grated 1 cm) 
1 tomato (for garnish) 
mayonnaise (optional) 

Before describing the recipe, which is disarming ease, I have to tell something: 
 -I did not put the tomato; 
- and even mayonnaise! And without the mayonnaise, in my opinion, is very good! 

Obviously, being a salad, it's easy. 
First of all, you have to wash, peel and dice the potatoes. 
Then put the potatoes in cold and salted water, and boil until they will seem quite soft. Then put them to cool. 
In the meantime, washed, peeled and cut into cubes carrots, celery and apple and squeeze lemon juice to prevent it from blackening. 
Grate the ginger and mix with oil and salt and season the salad. 
I have omitted both the pepper, mayonnaise and I assure you that it was very good, too!
A presto
Stefania Oliveri

venerdì 27 giugno 2014

Brigadeiro, per sopportare una pesante progenie!

Avere dei figli maschi vuol dire:
1. essere sempre sole;
2. avere una serie di calzini sporchi, scarpe da ginnastica e magliette puzzolenti in giro per casa;
3. essere prese perennemente in giro;
4. avere comunque piastre e prodotti di "bellezza" in giro per casa, così come orecchini e fasce per capelli;
5. avere la perenne risposta "sì, ora lo faccio", dove "ora" si riferisce proprio all'unità di misura di tempo una ora, ma che comunque poi si trasforma sempre in due, tre, quattro ore… e meglio ancora MAI!
Quindi sono in modalità:
VOGLIOUNAFIGIAFEMMINA,MAGARIUNASORELLAOANCHESOLOUNAMICIA!!!

E ora, ricetta brasiliana...


Brigadeiro (ricetta brasiliana)

Ingredienti per una decina di palline:
200 g di latte condensato (io homemade)
10 g cacao amaro
10 g burro
codette di cioccolato

Mettete gli ingredienti in una piccola casseruola e fate cuocere, a fuoco basso, fino a quando il composto non si stacca dalle pareti. Quindi versate il composto in una ciotola imburrata e lasciate raffreddare in frigorifero per almeno mezz'ora.
Quindi imburratevi le mani e fate delle palline e passatele nelle codette di cioccolato messe in un piattino.

Suggerimenti:
- Vi sconsiglio vivamente di realizzarli con il latte condensato comprato, perché i dolcetti che si ottengono sono molto dolci e non oso immaginare cosa siano con la crema già pronta super dolce;
- secondo me, la crema che si ottiene è buonissima, ma con l'aggiunta delle codeste di cioccolato, diventa tutto troppo dolce;
- nonostante tutto, i miei amici li hanno divorati...



Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day 


E alla raccolta organizzata da A Fiamma Dolce 


A presto
Stefania Oliveri

lunedì 23 giugno 2014

Quando la Romagna incontra Palermo: piadina ca' meusa!



Siete mai stati a Palermo?
Dico P a l e r m o, non Sicilia.
Perché, sebbene Palermo si trovi in Sicilia, a Palermo si mangia in maniera diversa da tutto il resto della Sicilia.
Soprattutto il cibo da strada.
Vi rifaccio la domanda, siete mai stati a Palermo? E avete mai mangiato il nostro cibo di strada?
E non parlo di panelle e cazzilli (che è troppo facile), parlo di interiora…
Sì, perché se non siete mai stati a Palermo quand'anche aveste mangiato il cibo da strada che si trova a Palermo (difficile), non conoscereste comunque né il sapore, né l'odore, né i suoni, né la prelibatezza che significa mangiarlo.
È ovvio che, se venite a Palermo, e decidete di mettervi alla prova, se siete un minimo deboli di stomaco, è meglio che indossiate una bella benda sugli occhi.
Io non sono palermitana, come forse avrete capito, ma sto a Palermo da quando avevo 7 anni. La mia famiglia però non è palermitana e quindi io ho cominciato a mangiare da vera palermitana solo dopo i 17 anni, quando mi misi con il mio primo fidanzatino.
Dapprima odio profondo, ma, piano piano, me ne sono innamorata…
Ancora oggi non ho avuto il coraggio di assaggiare la quarume*, ma se qualcuno di voi mi vuole fare compagnia, potrei fare un'eccezione… forse!

In ogni caso la mia seconda proposta riguarda proprio il nostro cibo da strada.
Vi assicuro che il risultato è semplicemente eccellente, anche se ben lontano dalle eccellenze che ho visto finora… ma tanto non voglio vincere più… forse! ;)

Ultima precisazione: questa piadina è sicuramente SENZA glutine, ma non per questo le manca qualcosa… anzi, oserei dire, che sicuramente è piena di un sacco di altre cose… e non sempre salutari! :D



Piadina siculo-romagnola
Gli ingredienti per la piadina li trovate qui 

Ripieno
250 g fra milza, polmone e cartilagini (a Palermo dal macellaio il mix è già pronto)
strutto qb
parmigiano  a vostro gusto
limone
sale


Preparate le piadine come descritto qui, e nel frattempo in una padella larga, fate sciogliere lo strutto. Quindi friggete la milza, a poco a poco, facendo attenzione a fare un solo strato. Girate le fette di milza e fate cuocere anche dall'altra parte. 
È pronta quando cambia colore.
Mettetela quindi nella vostra piadina e condite con sale, limone e parmigiano.

Se volete la versione "maritata", aggiungete della ricotta (ovviamente dovrebbe essere di pecora e freschissima), se invece la volete "schietta" (che è il contrario di maritata) conditela solo con abbondante limone.

Con questa ricetta partecipo alla 40esima edizione dell'MTC sulla piadina di Tiziana.



A presto
Stefania Oliveri

Piadine con fichi, prosciutto crudo e labna homemade

L'estate è ufficialmente iniziata, almeno per i pargoli.
Ci siamo trasferiti a Mondello, nella casetta di villeggiatura.
Villeggiatura… Parolona grossa.
Perché "villeggiatura" implica il concetto di riposo e io, di riposo, ancora non ne ho avuto.
Sono andata solo un giorno al mare e ancora, diversamente dal solito, sono bianca come il latte (lo so, sarei più aggiornata se dicessi "bianca come la neve…")
In ogni caso, i pargoli ciondolano, oziano, guardano la TV, ascoltano la musica e passano da un divano all'altro, mentre io mi affanno, pulisco, sistemo, metto in ordine, faccio la spesa, cucina, e bla, bla e bla, e guai a chiedere di apparecchiare la tavola, loro sono in vacanza…
Per fortuna la casa è piccola, ma nonostante tutto, di amici, dei pargoli, ce ne entrano a iosa… E si ricomincia.



Fra una pulizia e l'altra, finalmente, ho avuto modo di fare le piadine.
A giugno arrivo sempre sul filo di lana… Ma ci sono arrivata.
La sfida è sulle piadine, ma a parte il procedimento si è abbastanza liberi sul resto.
Così ho voluto provare a fare la piadina con una farina particolare che mi è stata regalata alla presentazione del mio libro a Milano.
La farina in questione si chiama "farina bona" ed una farina sottilissima di mais tostato. Viene dal Ticino e viene macinata a pietra ed è garantita senza glutine. E questa mi sembrava un'ottima occasione per provarla. La ricetta è quella della Piadina di Tiziana de L'ombelico di Venere, ma ovviamente le farine sono tutte senza glutine e quindi, assorbendo un maggiore quantitativo d'acqua, c'è una maggiore quantità d'acqua.



Piadina rustica con prosciutto crudo, fichi e formaggio home made
Ingredienti per 7 piadine grandi (io le ho fatte piccole e ne sono venute di più)
500 g di farina da me così suddivise:
250 g farina bòna (farina di mais tostato)
125 g farina di riso super sottile
125 g farina di grano saraceno
125 g di acqua + 50 circa
130 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate**
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio
Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. In una ciotola disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un duretta e sbriciolosa, per cui aggiungete un po' di acqua alla volta. A questo punto mettete tutto su un tagliere e cominciate ad impastare fino a quando la pasta diventa morbida e liscia. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, ovviamente a Palermo c'è molto più caldo quindi l'ho messa in frigorifero. Prima di usarla, mettetela fuori dal frigo per 2 ore. Quindi formate delle palline e lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate il tagliere (con farina di riso) e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda (io uso il metodo del taglio con il coperchio, così rimane rotonda perfetta) e fatela di uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie (cioè il mio caso) scaldate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.

Ripieno
Labna homemade
prosciutto crudo
fichi
menta

Labna
Il labna è la cosa più facile da fare e dà molte soddisfazioni. 
500 g di yogurt bianco
sale
Mettete lo yogurt con un po' di sale in un colino a maglie fitte, e possibilmente con due fogli di garza, a  scolare dentro una ciotola per almeno una notte. L'indomani avrete un formaggio cremoso buonissimo che potete aromatizzare come meglio credete. 

Spalmate il lagna sulla piadina, mettete le fette di fichi lavati (e non sbucciati) sul formaggio e adagiate una fetta di prosciutto crudo. 
Guarnite con menta fresca.

Il sapore della farina bona, che mentre cuoceva aveva "l'odore dei pop corn" (testuali parole del pargolo n.3), ha conferito all'insieme un sapore davvero unico e particolare che si è sposato benissimo sia con questo ripieno che con l'altro che pubblicherò in questi giorni… stay tuned.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di giugno sulla piadina.



A presto
Stefania Oliveri

venerdì 20 giugno 2014

Latte condensato homemade e non indurre all'uxoricidio!


Trasferirsi per il periodo estivo a 5 chilometri da casa, è pura follia!
Anche se la casa di villeggiatura è ben attrezzata (e la mia lo è), ci si deve portare una marea di cose insospettabili, per cui si imbastisce un vero e proprio trasloco.
E come ogni vero e proprio trasloco, è anche un vero e proprio stress, per il quale si perdono circa 10 anni di vita.
Calcolando che da quando sono sposata (e fra poco saranno 18 anni), abbiamo affittato una casa al mare quasi ogni anno, eccetto 4 volte, posso assolutamente affermare che ho perso circa 140 anni.
Avendone (più o meno) una quarantina, posso certamente affermare che sono meglio di Highlander!
Tutto questo per dirvi che, per non indurre il mio dolce doppio all'uxoricidio, soprattutto al ritorno a Palermo, non dispongo di tutti i miei suppellettili per fare le foto. È un bene? È un male?
Ai posteri l'ardua sentenza!

Passiamo alla ricetta di oggi.
Come sapete, questo mese, il 100% Gluten Free (Fri)Day è dedicato al Brasile e così, anche io, vi propongo una ricetta, che brasiliana non è, ma che in Brasile usano molto per fare i loro dolci.
Sicuramente è più facile aprire una lattina di latte condensato, ma sicuramente è molto più difficile andarlo a comprare. Bisogna uscire, camminare, entrare in un supermercato, cercare la lattina, mettersi in fila alla cassa, pagare e ritornare in a casa.
Invece così dovrete soltanto mettere tutto insieme e aspettare e in men che non si dica, avrete un latte condensato meraviglioso!



Latte condensato homemade


Ingredienti (per circa 400 g di prodotto)
200 di zucchero semolato setacciato
200 ml di latte P.S. 
30 g di burro
20 g di amido di mais
vaniglia



Procedimento per chi ha il bimby: mettete nel boccale lo zucchero e l'amido per 30 secondi a velocità turbo. Aggiungete il latte e la vaniglia (io non l'avevo) e cuocete per 30 minuti a  90° con una velocità di 3. Trascorsi i primi 5 minuti aggiungete il burro.
Trascorsi i 30 minuti di cottura, fate cuocere altri 10 minuti a varoma a velocità 2.

Procedimento senza Bimby: mettete tutti gli ingredienti dentro ad un pentolino e cuocete a fuoco basso, fino a quando non avrete una crema omogenea. Alzate quindi la fiamma e portate ad ebollizione. Appena comincia a bollire continuate a mescolare per altri 10 minuti.

Homemade condensed milk 

Ingredients (for about 400 g of product) 
200 caster sugar
200 ml of milk 
30 g of butter 
20 g of corn starch 
vanilla 


A process for those who have the Thermomix: put in the bowl the sugar and starch for 30 seconds at turbo speed. Add the milk and vanilla (I had not) and bake for 30 minutes at 90 ° with a speed of 3. Spent the first 5 minutes, add the butter. 
After 30 minutes of cooking, cook another 10 minutes at speed 2 VAROMA. 

Proceeding without Thermomix: Place all ingredients in a saucepan and cook over low heat, until you have a smooth cream. Turn up the heat and then bring to boil. When begins to boil, continue to stir for other 10 minutes.

E con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)Day 


A presto
Stefania Oliveri

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